Dal “Corriere della Sera” - «L’11 settembre ci ha resi stupidi… Piango e onoro chi è stato ucciso quel giorno, ma la nostra reazione, anche la mia, ha completamente squilibrato l’America. È tempo di rimettere le cose a posto». Il celeberrimo editorialista del “New York Times” Thomas Friedman osa rompere il tabù del «9/11» e compila una lista amara delle «stupidità» commesse in nome di quel giorno. Il tutto guardando alle elezioni del 2008 in cui «certo non voterò un presidente dell’11 settembre, ma uno del 12 settembre».
Friedman cita Guantanamo («voterò solo per chi si impegna a chiudere quel carcere sostituendolo con un ospedale per cubani poveri»). L’Iraq («vorrei recuperare qualcosa di decente»). I guai interni agli Usa (dall’ambiente al crollo del turismo). E conclude: «Non possiamo più permetterci di essere stupidi, abbiamo bisogno di un presidente che ci unisca intorno a una causa comune, non a un comune nemico».
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| (Thomas Friedman) |





































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