Uolter who ?

15 10 2007

Da “Il Velino – www.ilvelino.it

L’amicizia con Matteo Arpe. L’influenza di Marco Causi e di Goffredo Bettini. Gli appalti multimilionari ai fratelli Toti. Gli intrecci tra cantieri e finanza, che negli anni lo hanno portato alle corti del Corriere della Sera, del Messaggero e del Sole24 Ore. Non occorre leggere tra le righe per trovare tutto ciò in ‘Veltroni il Piccolo principe’, volume scritto dai tre giornalisti Marco Damilano de L’Espresso, Mariagrazia Gerina de L’Unità e Fabio Martini de La Stampa. Il segretario in pectore del Partito democratico viene descritto come il “leader ‘nuovo’, inventore del nuovo immaginario della sinistra, che ha volato leggero tra Berlinguer e le star di Hollywood, tra l’Africa e gli intrighi di Palazzo, tra le emozioni e i giochi di potere”.

Nelle 322 pagine della biografia Sperling & Kupfer, uscita in questi giorni, gli autori passano in rassegna le tappe fondamentali che hanno portato al “modello Veltroni”. La lunga attesa di Walter è finita il 27 giugno, quando il sindaco di Roma ha detto sì alla candidatura alla leadership del Pd. Nei lunghi anni di attesa, “come il Piccolo Principe con la sua rosa, anche lui coltiva se stesso”. E in sei anni al Campidoglio, le occasioni per crescere e coltivarsi non sono mancate. Come in quel 18 gennaio 2005. “La location è quella solita dell’Auditorium – si legge sul libro -. Niente numeri, questa volta, solo dati: i numeri sulla crescita della città e sull’ottimismo dei romani”. In prima fila Luca Cordero di Montezemolo e Marco Tronchetti Provera. E poi Matteo Arpe, già ad di Capitalia. “Il più legato al sindaco”, dicono gli autori, che illustrano alcune delle “iniziative a favore” del giovane rampollo della finanza: “la carta di credito etica e il mutuo agevolato per i precari e le giovani coppie”.

Solo un assaggio di “prove di ‘miracolo capitolino’, dimostrazione concreta della sintonia tra il sindaco e i poteri forti”. Un miracolo sbandierato nei giorni seguenti da Rcs e Confindustria. “La Veltronomics, come sarà ribattezzata dal Sole24 Ore è servita (…). Le cifre del boom romano occupano le pagine della stampa economica. ‘Roma diventa capitale del Business?’, titola Il Mondo. Risposta: ‘Il merito è anche della politica, che con Walter Veltroni è tornata a fare la sua parte’”. Sul fronte confindustriale la musica non cambia. “Il Sole 24 ore titola: ‘Roma in controtendenza, una città in accelerazione’”. Salvo poi, ricordano gli autori, retrocedere la capitale al 23esimo posto delle province italiane quanto a qualità della vita. Negli stessi anni il “Piccolo principe” coltivava anche i rapporto con Carlo e Pierluigi Toti, “la nuova borghesia del mattone in ascesa con Veltroni”.

I ‘caltagirini’, al vertice della Lamaro appalti, entrano presto in sintonia con il sindaco. “Nella capitale rifaranno l’università di Confindustria, hanno curato il restauro della centralissima galleria Colonna, tirato su la chiesa di Meier a Tor Tre teste. Sono nella cordata che butterà giù le Torri delle Finanze dell’Eur per costruire davanti alla Nuvola di Fuksas un vasto complesso residenziale”. Gestiscono anche i lavori di demolizione e ricostruzione dei Mercati Generali, dove nascerà “Una specie di Covent Garden Romano”, ricorda Veltroni. Insomma, per dirla con gli autori, il sindaco e i due palazzinari “camminano con lo stesso passo”.

Da punto di vsta finanziario, i fratelli Toti entrano in Gemina e in Aeroporti di Roma. Sul piano editoriale sono in Rcs e puntano a L’Unità. Ma su questo fronte, ricordano gli autori, “la partita ineludibile è con Francesco Gaetano Caltagirone”. “Il 12 novembre 2002 il sindaco ha intitolato al padre dell’editore la via principale del quartiere Ponte di Nona, cassaforte immobiliare della famiglia. Caltagirone si è concentrato a Tor Pagnotta, una tenuta a ridoso del Gra (…). Un intero quartiere che in mancanza della metropolitana l’amministrazione si impegna a collegare con un tram su gomma. Senza Rifondazione e tra le proteste degli ambientalisti”. Il business dei prossimi anni, per il vecchio palazzinaro, sarà proprio nei binari.

“La Vianini, ammiraglia del gruppo Caltagirone ha vinto insieme all’Astaldi la gara più ambita della città e costruirà la terza linea della metropolitana, un’opera da tre miliardi di euro”. Dietro le quinte della “Veltronomics”, due i nomi indicati dagli autori: Marco Causi e Goffredo Bettini. “A garantire la tenuta del modello Veltronian-comunitario – scrivono gli autori – ci pensa un economista che Veltroni conosce sin dai tempi della Fgci. Marco Causi, (…) con lui a Palazzo Chigi dal 1996 al 1998 come consulente economico e poi con Amato, consuulente del Tesoro dopo la caduta di Prodi”. E poi c’è il vero regista del modello-Veltroni, Goffredo Bettini.

Anzi: “Goffredo Bettini Rocchi Camerata Pasionei Mazzoleni, come si scrive per esteso la famiglia nobiliare da cui discende”. È lui l’inventore del sistema-Auditorium. Non un semplice posto per ascoltare musica. “Per il sistema che regge la capitale l’Auditorium è qualcosa di più. Il club più esclusivo”. E per rendersene conto basta scorrere l’elenco dei consiglieri d’amministrazione: Luigi Abete, Antonio Calabrò, Gaetano Caltagirone, Gianni Letta, Giovanni Malagò, Mario Marazziti, Cesare Romiti…


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