Fu vero trionfo ?

16 10 2007


Amedeo La Mattina per “La Stampa”

Lo spoglio delle schede sta riservando alcune sorprese, non certo per Veltroni che comunque viaggia su percentuali bulgare attorno al 75,7% (qualcosa come un milione e settecento mila voti sul 70% di seggi scrutinati). Ma una delle tre liste che lo hanno sostenuto e sulla quale «Super-Walter» ha molto puntato ha fatto flop.


E’ la lista «Con Veltroni, ambiente, innovazione e lavoro» dove sono stati candidati tre ministri (Melandri, Damiano e Nicolais) e la capogruppo dell’Ulivo Anna Finocchiaro: in molte regioni è stata scavalcata dalla lista di sinistra, che comunque era schierata con il sindaco di Roma. Il richiamo più «radicale» ha avuto il suo effetto soprattutto in Toscana, Liguria e Lazio.

Gli sfidanti Enrico Letta e Rosy Bindi si dicono soddisfatti con il loro 10% e 13,9% di media nazionale, anche se il ministro della Famiglia forse sperava in qualcosa in più che non è arrivato. Per entrambi comunque c’è un dato migliore che viene dal Nord. In Lombardia Bindi sfiora il 20% e Letta supera il 13%, in Veneto la prima supera il 20%, il secondo si avvicina al 15%, in Piemonte medie più vicine a quella nazionale (17% e 10%). Il Nord, a parte il Piemonte, frena un po’ la galoppata di Veltroni: infatti sia in Lombardia che in Veneto è sotto il 70% di 4 e 6 punti. C’è un exploit di Letta in Puglia con il 26% e della Bindi in Calabria con il 30% grazie al sostegno del presidente regionale Agazio Loiero.

(Enrico Letta – Foto U.Pizzi)


Di fronte a 3,3 milioni di votanti tutti comunque parlano di straordinario successo collettivo. Nessuno dei candidati ha sollevato problemi sulla regolarità del voto. Cosa che invece nell’opposizione adombrano indicando il servizio di «Striscia la notizia» che ha inviato a Milano e a Roma, alcuni «ganci» per verificare lo svolgimento delle votazioni. A Milano, un cittadino italiano maggiorenne ha potuto votare 4 volte in 4 sedi diverse; stessa procedura e stesso numero di voti anche per un ragazzo minorenne; un cittadino straniero con permesso di soggiorno è arrivato a votare 5 volte. A Roma sono riusciti a votare per 6 volte.

E’ un «falso scoop» dicono i Ds: «Quei voti non valgono niente perché le schede con su scritto “Dumbo” sono state naturalmente annullate». Mancanza di controlli anche secondo la denunciata del «Giornale»: un immigrato si è potuto infilare in cabina con la scheda 5 volte, una ragazza tre volte. Spoglio a rilento in Campania e sospetti di irregolarità. «Sono molto preoccupato – ha detto nel pomeriggio Rutelli – mi arrivano notizie di procedure quantomeno scombinate e denunce di poca trasparenza che spero vengano fugate». Ma gli organismi di garanzia hanno assicurato che tutto procede con rigore. Veltroni rimanda le accuse al mittente: le considera «uno degli elementi patologici del nostro Paese, figlio di un clima di odio»:

(I Piddini al completo – Foto U.Pizzi)


Oggi si capirà meglio come verrà composta l’Assemblea costituente e come si presenteranno le «correnti» con le quali Veltroni dovrà fare i conti. Le voci di Palazzo raccontano di un avvicinamento tra Veltroni e Letta, mentre rimangono le distanze con la Bindi, che ha fatto una campagna elettorale molto aggressiva nei confronti di «Super-Walter» considerato il candidato degli apparati di partito. «Non sarà il partito delle correnti», avverte il sindaco di Roma.

Ma c’è già chi conta i numeri dei delegati su cui potrà contare per condizionare il segretario del Pd. Renzo Lusetti per Rutelli parla di 250 delegati, l’area che fa capo a Franceschini-Fioroni quantifica in 600 la falange a disposizione. La Bindi ne eleggerebbe circa 220 mentre Letta 180. I Ds sono attorno a 800 delegati ai quali andranno aggiunti quelli che fanno riferimento diretto a Veltroni (circa 350). Sono tutti numeri da verificare a scutinio completato.


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