Comunisti

23 10 2007

M. Gal. per il “Corriere della Sera”

L’indicazione di Berlusconi è arrivata esplicita a Giuseppe Gargani. I parlamentari azzurri presenti a Strasburgo hanno il mandato di votare no alla richiesta di autorizzazione all’uso delle conversazioni telefoniche di Massimo D’Alema, relative all’inchiesta Unipol. Gli atti potrebbero arrivare al Parlamento europeo nei prossimi giorni. Per prima se ne occuperà proprio la commissione presieduta da Gargani, Forza Italia, che potrebbe essere anche relatore del caso. Poi la pratica sarà esaminata dall’Aula dove sarà determinante l’atteggiamento del gruppo socialista.

(Massimino D’Alema – Foto U.Pizzi)


Dei presunti rapporti del Cavaliere con il ministro degli Esteri si scrive e si dice da sempre che sono migliori di quanto non appaia in pubblico. Periodicamente affiorano cronache su dinamiche che appaiono parallele, ancorché sottotraccia. Non è dato sapere l’atteggiamento del ministro degli Esteri, che potrebbe anche decidere di chiedere pubblicamente la concessione dell’autorizzazione. Di certo conterà la posizione del gruppo del Ppe, ovvero del partito popolare europeo, così come quella dell’altro grande gruppo parlamentare, quella socialista.

«I tedeschi sono quasi la metà della commissione — dice Mario Mauri, eurodeputato azzurro —, una complicazione potrebbe arrivare da loro, che di solito propendono, uniformandosi alla loro giurisprudenza interna, per il via libera alle autorizzazioni di questo tipo. Molto dipenderà da chi sarà il relatore della pratica: se Gargani terrà per sè il caso la posizione di Forza Italia e del Ppe potrebbero diventare determinante, viceversa potrebbe prevalere il sì all’uso degli atti».

(Silvio Berlusconi – Foto U.Pizzi)


Su D’Alema la richiesta del gip Clementina Forleo (che includeva anche le posizioni di Piero Fassino e del deputato di Forza Italia Salvatore Cicu, sulle quali il parlamento italiano si è espresso positivamente) ha suscitato nelle settimane passate vivaci polemiche. Alla fine, poco prima del voto della Camera, si scoprì che era competente il Parlamento europeo, perché all’epoca dei fatti oggetto dell’inchiesta D’Alema era un eurodeputato.


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