Cenerentola-Facebook vale oro, e Bill compra…
Vittorio Zambardino per Repubblica.it
Mettetevi comodi, non è una storia difficile, ma un po’ lunga sì. Tema: come Cenerentola si fece pagare a peso d’oro pur essendo ancora vestita di stracci perché valeva tutto il tesoro del principe. Seguiteci.
Lo conoscete Facebook (qui) ? Sì, proprio quello fondata nel 2004 da un ragazzo che allora aveva 22 anni. Non che da questo link si veda qualcosa di interessante, perché le pagine personali vanno cercato nel campo a questo dedicato, alla ricerca. Ma insomma credeteci: Facebook è l’evoluzione del concetto di pagina personale su internet, perché di certo serve per dire di sé in pubblico, ma soprattutto vi mette in grado di comunicare: è uno di quegli specchi che trasforma ognuno di noi in persone pubbliche che fanno, partecipano, lottano, e per il sol fatto di comunicarlo al resto del mondo, cominciano a contare qualcosa.
Una sorta di specchio regolabile, nel grado di riservatezza e di limpidezza che voglio dare della mia vita agli altri. Ecco, io, cioè quello che scrive queste righe, ho una pagina e molti altri italiani ne hanno una. Nel mondo siamo in 42 milioni ad averla. Noi utenti non paghiamo niente per utilizzare un prodotto ad alta tecnologia e fruttiamo molto poco in pubblicità ai proprietari di Facebook, appena 150 milioni l’anno e anche su questa stima ci sarebbe da ridire. Per il resto la società non è quotata in borsa e vive ancora dei soldi che ci hanno messo quelli che ci hanno creduto (i venture capitalist). E però c’è qualcuno che la valuta 15 miliardi di dollari. Che a occhio e croce sono fra i 10 e gli 11 miliardi di Euro. Si è trovato un pazzo che ha pagato una cifra simile? Si è trovato. O quasi.
Per chi vuol cambiare canale: questo è l’articolo del New York Times (inglese) e questa è la voce Wikipedia (in inglese, quella in italiano non esiste ancora) su Facebook . Per chi legge il francese, qui c’ è la voce di Wikipedia France.
Il prezzo è giusto? Questa è la vera e propria notizia. Che andava in testa, ma questo è un blog e qui spesso trasgrediamo, e dunque la notizia è che Bill Gates, cioè la Microsoft si è acconciata a pagare 240 milioni di dollari per l’1,6% del capitale di Facebook. Il che corrisponde alla valutazione sopra detta di 15mila milioni di biglietti verdi da 1.
Vedete? La notizia da sola è molto scarna, bisogna pensare al tema che apre: Facebook quei soldi li vale? E perchè? E cosa sta succedendo nell’ambiente mediale di internet? Siamo forse tornati all’epoca della “bolla”, quando di qualche portale italiano si diceva che valesse più della Fiat? O siamo solo di fronte alla maturazione di un mezzo che ormai raccoglie milioni di persone che ormai la televisione se li sogna e che quindi si avvia a valere più della televisione? Il guaio della vita è che le cose non sono mai nette e tagliate con l’accetta. Seguiteci alla pagina successiva.
Cos’è davvero Facebook. Partiamo dalle certezze, poche, che abbiamo. Facebook ha davvero 42 milioni di utenti. Non nel senso che ogni giorni 42 milioni di persone da tutto il mondo si collegano al sito. Ma nel senso che 42 milioni di persone hanno sottoscritto la loro volontà di usare i suoi servizi. Quindi milioni di adesioni su base volontaria, di persone che hanno detto dove vivono, cosa fanno, cosa vogliono fare. Mentendo? Non conta niente, che abbiano immesso dati falsi. Facebook, che è un insieme complesso di tecnologie semplici e funzionanti, consente una diretta della vita, e che quel racconto sia fatto con cose vere o false non importa. Comunque quelle informazioni sono la manifestazione degli interessi e delle relazioni delle persone fra loro. Quello conta per chi investe nella pubblicità. Ma F. conta soprattutto per gli eseri umani che lo usano…
“Il grafo sociale aperto” . Quando vi iscrivete a Facebook potete dargli in pasto l’intera vostra agenda telefonica. Lui vi dirà se ci sono persone iscritte al servizio tra quelle che avete in rubrica. Potete contattarle. Le persone accetteranno di essere “amici”, e da quel momento avrete accesso alle loro comunicazioni, che si tratti del giudizio su un film appena visto o un intervento dotto su un blog o semplicemente un “mi sento male”. Ma la cosa più importante è che l’agenda delle altre persone si apre a voi, e vi rivela quali sono i suoi amici membri di Facebook. E voi potete contattarli e quelli accettare di essere vostri “amici”. Su quale base? Perché siete tutti e due per la libertà delle Birmania, perché entrambi tifosi della tal squadra, perché entrambi gay o appassionati di giardinaggio. In questo modo le amicizie reali tessono reti di rapporti e di interazioni reali tra persone .
Ovvero l’opposto di second life.Non pensateci neanche per un momento: Facebook non è un’altra second life. Facebook segue la persone e scava nella loro vita reale (i contatti di agenda) per permetter loro di trovare quelli che nel mondo vero, l’unico che c’è, quelle che condividono interessi, idee, abitudini lavoro. In questo caso la tecnologia non è una favola che cerchi di vivere come Alice, non sei Alice, sei un esploratore del mondo che si serve di circa un centinaio di servizi tecnologici che servono a conversare e condividere con altre persone.
E’ una piattaforma che modella la nostra idea della vita. E ogni giorno ci sono servizi nuovi: e già perchè Facebook è una “piattaforma” aperta, sulla quale ognuno può creare nuovi servizi. Dal più banale, il modo di manifestare un sorriso, al più complesso: come leggere in formato pdf, cioè fedelissimo alla stampa, i giornali del mondo, ammesso che i giornali vogliano farsi leggere a quel mondo. Com’è stato detto, Facebook ridisegna le relazioni della tua vita in forma di “grafo” aperto: un disegno dei tuoi rapporti col mondo.
Figo, no? Sì.
Costoso? Non c’è alcun dubbio.
Ha un futuro? Voi che ne dite?
p.s.
Ci sarebbe da dire perché mai la Microsoft paga così caro un pezzettino di F. Ma davvero non lo si capisce? Per saltare su una slitta di babbo natale di sicuro avvenire. Un posticino vicino alle renne, 240 milioni di dollari.





































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