Il Times stronca il ddl antiblog

25 10 2007

Se le botte che la maggioranza sta ricevendo al Senato da questa mattina appaiono carezze alle paffute guance di Prodi, forse farà più male al premier l’articolo che Bernhard Warner dedica sul londinese “Times” alla proposta di legge contenuta nel ddl sull’editoria a proposito dell’obbligo di registrazione dei blogger.

Il tema – affrontato poi lucidamente e nel dettaglio – è anche lo spunto per descrivere con graffiante ironia lo stato della politica italiana, a cominciare dal titolo: “Assalto geriatrico ai blogger italiani”.
La premessa infatti è che un paese governato da vecchi non è in grado di comprendere le dinamiche che la modernità impone.

“Per gli standard del G8 – è il folgorante inizio dell’articolo – l’Italia è un paese strano. In poche parole, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da pensionati 70enni”.
“Nella malaugurata ipotesi che l’Italia dovesse dichiarare guerra – prosegue Warner – le decisioni sarebbero prese da un capo di stato che aveva quasi 20 anni quando la Germania si arrese al termine della Seconda Guerra Mondiale”.
Secondo il giornalista, l’incapacità di adattarsi al mondo moderno dei nostri governanti è tutta qui. “Sarebbe così anche nel vostro paese se i nonni fossero al commando”

Segue una dettagliata spiegazione della proposta di legge che costringerebbe “anche un innocuo blog sulla squadra di calcio preferita a registrarsi presso lo Stato”, anche se non è un sito internet commerciale.
Nell’ultima stesura, modificata dopo le prime proteste, sarebbe addirittura il ministero delle comunicazioni a decidere chi e perché deve registrarsi.

Al di fuori dall’Italia, spiega, il progetto ha generato risatine maliziose che nella migliore delle ipotesi l’hanno definito semplicemente “legge anti-blogger”. Ma nel loro tono non c’è allarme, proprio perché chi conosce l’argomento sa che il problema può essere facilmente aggirato da utenti anche poco esperti, mascherando il proprio IP o trovando ospitalità su server stranieri.
E non solo. Siamo in Italia, ricorda Warner. Il paese dove idraulici e capitani d’industria sono “evasori fiscali seriali”. “Non preoccuparti amico (in italiano nel testo), goditi il Sole, il vino rosso e le tagliatelle”.

Scherzi a parte, il giornalista inglese (che ci paragona allo Zimbabwe e a Pechino) nota come il problema abbia due risvolti preoccupanti. Per cominciare, il disegno sembra mirato a chiudere la bocca a voci dissenzienti e di successo come quella di Beppe Grillo, che non a caso è certo che la norma stessa sia stata scritta apporta per lui. Ma questo non è il dato più importante per Warner. Il maggior problema è economico. Il primo impatto della legge sarebbe quello di trasformare tutti i blogger italiani in potenziali fuorilegge. E a rimetterci sarebbe tutta l’industria web del belpaese, già molto più debole rispetto al resto dei paesi sviluppati.

Come potrebbe vendere in Italia i suoi prodotti una società che produce software per la pubblicazione di blog, o un social network? Non solo verrebbero allontanati posti di lavoro altamente qualificati, ma ci sarebbe un effetto drammatico su qualunque forma di libera espressione, arte ed anche educazione.

Su questo punto specifico Warner può parlare per esperienza personale. Lavora infatti a Roma, dove tiene un corso di introduzione al giornalismo presso la sede nella Capitale della John Cabot University. I suoi studenti coprono la città e i problemi universitari attraverso un blog chiamato The Matthew Online. Se la legge dovesse passare, non potrebbero semplicemente passare ad un server estero. Sarebbero tra i pochi ad essere costretti a sottostare a questa “folle norma”.

“Ogni semestre – scrive – dovrei portare i miei studenti al Ministero delle Comunicazioni in un incubo burocratico che di sicuro sarebbe completato in mesi e trasformerebbe quelli che oggi sono giovani giornalisti idealisti in qualcosa di più remunerativo, magari sostenitori della lobby per le armi da fuoco”.
E conclude: “E quindi mi appello a Paolo Gentiloni (un ex giornalista) e a Ricardo Franco Levi, che ha concepito questa assurda legge. Ridurre al silenzio la gioventù del vostro paese è davvero la migliore soluzione per affrontare alcune ruote cigolanti (leggi Grillo)?…

Dagospia 25 Ottobre 2007


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3 risposte

25 10 2007
claudio88

Se poi questo presunto giornalista s’informasse prima di sputtanare l’Italia a destra e a manca sarebbe meglio.
La legge non è mai stata fatta per limitare la libertà di parola o tutte le altre cose che Grillo ha sparato.
Levi stesso ha dichiarato che c’è stata un’incomprensione di fondo e che i blog non erano mai stati messi sotto accusa. Il problema è stato creato dalla definizione di editoria che in senso generico contempla pure i blog, ma che a conti fatti non li considera neppure. Il problema è la chiarezza e la modifica proposta (nelle due versione rilasciate da La Stampa e da La Repubblica) da Levi non è del tutto chiara, ma mica c’è un attacco alla libertà di parola!

28 10 2007
Umberto

Verrisone csenza errori di battitura e lievemente corretta…
Sono tendenzialmente di centrodestra, e comunque vedo male questo governicchio, ma mi da molto fastidio leggere ancora dei commenti ad articolisti esteri che sottolineano le offese di questi razzisti idioti nei confronti dell’Italia. Ragazzi, svegliatevi, basta con questo macro-provincialismo! Sottolineare le improperie che ci rivolgono inglesi, tedeschi e compagnia bella è obsoleto, è fuori dal tempo. Vogliamo smetterla di considerarli superiori a noi? Affogano nella pedofilia, nella crisi sociale, nella corruzione quanto e più di noi e sopratutto ci invidiano le mille ricchezze e bellezze della nostra fantastica terra. Certo noi abbiamo una nostra specificità anche nei difetti, non lo nego, ma riportare le parole di un anglosassone come se fossero il Santo Vangelo mi sembra quanto meno esagerato e fuori luogo! Siamo messi male? Ok, ma vada a guardarsi la sua di nazione , che è messa anche peggio! E poi notate il grande rispetto per gli anziani che dimostra chiamandoli nonnetti! A parte che il buon governo non dipende dall’età (anzi…) ma dalla mentalità e dal buonsenso dei governanti. Chi ha scritto pagine indelebili della Storia e della Civiltà umana raramente era un giovane, come chi scrive e come molti fra coloro che leggono. Una società sana si basa sull’apporto di tutti, senza insensate e deleterie esclusioni basate sull’età…
Ciao.

5 11 2007
lepool

Guardate che l’anglosassone mica dice delle cazzate . Semplicemente espone dei fatti veri e se l’attuale governo italiano (anche quegli precedenti) cercano attraverso decreti nuovi inutili di ammazzare piu mosche con un colpo solo , fa sorridere ! Cari governi , iniziate a ripulire le vostre stalle ! Poi passate al resto ..
Saluti

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