Rassegna stampa estera #5

2 11 2007

Rassegna stampa internazionale a cura di Apcom

1 – SPAGNA
EL MUNDO
– “Il governo minimizza l’importanza dell’assoluzione delle ‘menti’ dell’11-M”. Il ministro dell’Interno, Alfredo Perez Rubalcaba, ha dichiarato che il dibattito sulla mancata individuazione degli organizzatori fa parte di una strategia volta a sviare l’attenzione dal fatto che la corte ha smentito ogni coinvolgimento dell’Eta. Tuttavia, El Mundo pubblica oggi in prima pagina i titoli dedicati dalla stampa internazionale alla sentenza, che evidenziano l’ambiguità del verdetto.
Scontro tra Marocco e Spagna dopo la visita dei Reali nelle enclave spagnole di Ceuta e Melilla, la prima in 32 anni di regno: “Il Marocco ‘lamenta’ la visita dei Reali nelle ‘città depredate’ di Ceuta e Melilla”.

EL PAIS – “La sentenza dell’11-M scatena un’altra battaglia tra popolari e socialisti”: dopo tre anni di campagna per scoprire gli autori dell’attentato, il Partito popolare ha deciso di non accettare il verdetto della magistratura e di continuare ad alimentare i dubbi riguardo alla responsabilità della strage. Il Psoe si oppone a tale strategia, scrive El Pais, chiedendo una rettifica.
Darfur: “La violenza e la paura raggiungono gli sfollati nei campi”, divenuti la base di diversi gruppi di ribelli che risolvono i loro dissidi a colpi di arma da fuoco, costringendo i profughi a scappare nella terra di nessuno.

2 – FRANCIA
LE FIGARO
– “Il barile di greggio sfiora i 100 dollari”: il prezzo dell’oro nero ha toccato ieri la cifra più alta raggiunta durante l’anno, 96 dollari, lasciando prevedere nuovi aumenti fino a 100 dollari entro le prossime due settimane. In un’intervista a Le Figaro, il Presidente della Commissione per l’energia del Consiglio di studi strategici, Jean Syrota, afferma che il prezzo del petrolio oscillerà tra 100 e 150 dollari nel lasso di tempo compreso tra il 2015 e il 2030.
In politica interna, il quotidiano denuncia il rinvio della pratica di espulsione di 17 imam, ritenuti troppo radicali o in grado di mettere in pericolo la sicurezza nazionale: “Quei 17 imam che la Francia esita a espellere”.

LIBERATION – Prima pagina dedicata al rincaro del prezzo del greggio: “Fino a 100 dollari al barile, che si fa?”. Sulla scia del petrolio, il prezzo del diesel è salito a 1,14 euro al litro e la benzina super a 1,30. Si attendono ora i rincari dei generi alimentari.
Minacciati dalla Turchia e in conflitto latente con tutti i paesi vicini, preoccupati per un’eventuale unità transfrontaliera, i curdi mirano a porre la città petrolifera di Kirkuk, in Iraq, come base di un loro futuro Stato, scrive oggi il quotidiano.

3 – GRAN BRETAGNA
THE GUARDIAN – La polizia metropolitana di Londra è stata giudicata colpevole per la morte del cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes, ucciso sulla metropolitana di Londra il 22 luglio 2005 perchè scambiato per un terrorista, ma il comandante della polizia Ian Blair non intende dimettersi. Forte la richiesta di dimissioni da parte dei conservatori e dei liberaldemocratici.
In politica estera, il premier britannico Gordon “Brown sta valutando il piano per garantire una quantità limitata di uranio all’Iran”, esposto ieri a Londra dai reali sauditi. Gli stati del Golfo vogliono dare vita a un consorzio capace di garantire a Teheran la quantità di uranio arricchito utile per programmi nucleari a scopi civili, agendo così da deterrente contro lo sviluppo di armi nucleari.

THE INDEPENDENT – “Il topo che ha scioccato il mondo”: il quotidiano riporta oggi la storia della creazione da parte degli scienziati Usa di un super-roditore geneticamente modificato che corre per ore senza provare stanchezza, vive più a lungo di un esemplare normale della sua specie, mangia di più senza acquistare peso e fa più attività sessuale. La domanda che l’Independent si pone è se la ricerca che ha portato alla creazione di questo super-topo possa essere applicata agli esseri umani. I risultati dello studio condotto sul super-topo sono pubblicati oggi sul ‘Journal of Biological Chemistry’.

THE TIMES – “Il capo della polizia metropolitana di Londra sollecitato a dimettersi” dopo l’inchiesta sull’uccisione del cittadino brasiliano Jean Charles de Menezes.
In prima pagina la fotografia della campionessa di tennis, Martina Hingis: “Scandalo cocaina per la star di Wimbledon”. La campionessa ha negato di aver fatto uso di cocaina, ma ha annunciato il suo ritiro.

FINANCIAL TIMES – “Nuovi timori per una ricaduta dei mutui subprime”: gli investitori internazionali hanno ceduto ieri al timore di nuovi contraccolpi dopo che le istituzioni finanziarie internazionali hanno denunciato nuove problematiche legate alla crisi dei subprime. La Federal Reserve ha immesso ieri 41 miliardi di dollari nelle riserve bancarie, nel tentativo di calmare i mercati. In un’intervista al Financial Times, il presidente della Commissione per la sicurezza e gli scambi (Sec), Christopher Cox, afferma che Bruxelles potrebbe ospitare un ufficio della commissione Usa: “La Sec guarda a Bruxelles”.

4 – STATI UNITI
THE WASHINGTON POST
– Titolo di apertura per lai situazione di relativa calma in Iraq, dove si registra un calo delle vittime di morte violenta. Il numero degli attacchi contro i militari americani dispiegati nel paese mediorientale è diminuito a un livello mai raggiunto dal mese di febbraio del 2006: nel mese di ottobre sono stati 39 i soldati Usa uccisi. “In Iraq un momento di calma o un trend promettente?”.
Citigroup, il colosso finanziario numero uno negli Stati Uniti, ha annunciato il licenziamento di due dirigenti, sulla scia delle perdite riportate nelle divisioni di investimenti garantiti dai mutui. “Gli indici in calo mentre gli investitori ricevono brutte notizie su Citigroup”.

THE NEW YORK TIMES – In primo piano la campagna presidenziale in difesa della nomina di Michael B. Mukasey come nuovo ministro della Giustizia Usa. Bush ha difeso la sua scelta con un discorso pubblico e un’intervista concessa dal suo Ufficio Ovale.
Pakistan, per la prima volta l’attività armata della guerriglia si è spostata dalle zone tribali del paese all’area montagnosa della provincia di Swat, una delle regioni più tranquille del paese. “I militanti individuano un nuovo fronte di lotta in Pakistan”.
Spazio in prima pagina anche per l’intervista concessa al giornale da Barak Obama. Il candidato democratico alla Casa Bianca ha spiegato che se sarà eletto proverà un nuovo approccio con l’Iran, cercando di coinvolgere Teheran nella stabilizzazione dell’Iraq. “Obama immagina un nuovo approccio all’Iran”.


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