Forleo vs. D’Alema: si fa sul serio

6 11 2007


Claudia Morelli per “Italia Oggi”

Il caso D’Alema-Unipol approda a Strasburgo. La richiesta del gip Clementina Forleo di autorizzare l’utilizzo delle intercettazioni tra Massimo D’Alema e Giovanni Consorte sarà recapitata entro questa settimana presso la sede del parlamento europeo. Il gip di Milano aveva informalmente annunciato l’intenzione di recapitare l’incartamento la prima settimana dopo il ponte dei Santi al presidente della commissione giuridica Giuseppe Gargani. E oramai ci siamo. Gargani è pronto. Ed è convinto che nel giro di tre mesi tutto potrò essere risolto. Il punto però è con quali risultati. Perché Gargani specifica che l’affaire D’Alema è tutto da studiare, non essendoci precedenti a Strasburgo che possano fare scuola.

(Clementina Forleo)


La rimessione degli atti a Strasburgo è stata determinata dalla scelta della camera dei deputati di declinare la propria competenza a decidere della utilizzabilità delle intercettazione delle conversazioni tra Massimo D’Alema e Giovanni Consorte intercorse nel mezzo della scalata di Unipol a Bnl, facendo valere la circostanza che all’epoca dei fatti D’Alema fosse parlamentare europeo e dunque la richiesta andava inoltrata a Strasburgo. Nelle conversazioni incriminate il pm di Milano e il gip Forleo hanno ravvisato gli estremi dei reati di insider trading e aggiotaggio a carico di Consorte. E non solo. La Forleo, nella sua richiesta aveva ventilato, creando un vespaio in parlamento, anche un concorso del parlamentare diessino alla commissione degli stessi reati. Le norme comunitarie in materia di tutela delle immunità parlamentari sono piuttosto scarne.

Innanzitutto sovvengono gli articoli 9 e 10 del Protocollo della comunità europea su privilegi e immunità. L’articolo 9 esclude che i componenti del parlamento europeo possano essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell’esercizio delle loro funzioni. L’articolo 10 stabilisce che per la durata delle sessioni in parlamento essi beneficino delle immunità riconosciute ai membri del parlamento del loro paese sul territorio nazionale; su quello di ogni altro stato membro godono dell’esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario. L’immunità li copre anche quando essi si recano al luogo di riunione del parlamento europeo o ne ritornano. Ma niente può pregiudicare il diritto del parlamento di toglierla.

Queste le norme. Che per D’Alema richiamano a questo punto l’articolo 68 della Costituzione e la legge Boato che ne dà attuazione. Regole che impongono l’autorizzazione della camera di appartenenza per poter intercettare il parlamentare e per poter utilizzare processualmente intercettazioni che fatte su utenze terze coinvolgano un esponente delle camere. Ma a complicare la questione è intervenuta la Corte costituzionale.

(Massimo D’Alema – Foto U.Pizzi)


Il 25 ottobre un comunicato ha annunciato che la Consulta che deciso per la incostituzionalità parziale dei commi 5 e 6 dell’articolo 6 della legge Boato per violazione dell’articolo 3 Cost. sotto il profilo dell’eguaglianza e della ragionevolezza, nella parte in cui, quando l’autorizzazione all’utilizzo sia stata negata dalla camera cui appartiene il parlamentare occasionalmente intercettato, prevedono un divieto generale di utilizzazione delle intercettazioni anche nei confronti dei terzi, anziché soltanto nei confronti del parlamentare stesso, e impongono la distruzione immediata di esse.

Decisione che la giunta per le autorizzazioni della camera ha inteso interpretare lo scorso 30 ottobre e in attesa di leggere le motivazioni, «nel senso che l’autorizzazione parlamentare all’utilizzo delle intercettazioni è richiesta quando: a) il parlamentare rivesta la qualifica al momento delle conversazioni intercettate; b) il magistrato ne chieda l’utilizzo contro il parlamentare e non contro il terzo suo interlocutore». Secondo questa impostazione il gip Forleo non dovrebbe proprio chiedere alcuna autorizzazione, a meno che non decida di agire contro D’Alema.


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