The Asian Dynasties è l’espansione del celebre gioco di strategia in tempo reale Age of Empires III e che andiamo subito a scoprire più da vicino!
Recensione a cura di Mario Angelini Junior
Nel lontano, misterioso oriente spirano venti di guerra. Il Giappone è diviso in svariate fazioni in lotta tra loro e un solo Shogun è destinato a trionfare. Anche in India la situazione è estremamente difficile: i nativi si sono ormai apertamente ribellati agli inglesi e il conflitto è inevitabile. In Cina si è sparsa la voce dell’esistenza di terre oltre l’oceano, le Americhe, e la famosa dinastia Ming deve poter ricevere ancora maggiore gloria e denaro dall’esplorazione di queste lande! Ecco dove Age of Empires III vede comparire la sua seconda espansione… è il turno dell’oriente più remoto: Cina, India e Giappone sono i nuovi protagonisti. Nuove strategie da elaborare, tattiche da rivedere e combattimenti con avversari e alleati vecchi e nuovi. Non dimenticate che portare il fardello di un intero impero sulle spalle è un compito arduo: volete misurarvi con la storia?

Vediamo subito quali sono le novità introdotte da questo The Asian Dynasties, espansione del celebre gioco di strategia in tempo reale Age of Empires III. Anzitutto tre nuove fazioni: Cina, India e Giappone. Ciascuna di esse è riconoscibile e caratterizzata dagli edifici, dalle unità e anche dai messaggi vocali di quest’ultime. Basta provare a dare un ordine a un operaio o a un soldato giapponese per accorgersene, ci risponderà in giapponese! Naturalmente non si tratta solo di una caratterizzazione estetica, grafica o sonora. Le diverse dinastie hanno ancheo peculiarità gestionali. Per fare un esempio non azzardatevi ad ammazzare una sola mucca per fornire cibo ai vostri indiani… in India, infatti, questo animale è sacro: va portato al tempio e lì lasciato prosperare felice e venerato. In cambio ci verranno forniti preziosi punti esperienza. Nuove fazioni significa, ovviamente, nuove unità. Poteva mancare il samurai? No di certo. Ecco quindi che chi sceglie di prendere in mano le sorti dell’antica Honshu, l’isola più grande dell’arcipelago giapponese, ha a sua disposizione questi temibili guerrieri fedelmente riprodotti nonostante le loro modeste dimensioni a schermo.
Dal canto loro i cinesi non potevano restare indietro: nelle loro fila possono essere schierati i lanciafiamme, letali contro la fanteria. Gli indiani, invece, possono vantare quella che forse è l’unità più potente di tutta l’espansione: gli elefanti da guerra. Potenziati da quella che potremmo definire come il “mezzo eroe” il risultato è davvero devastante, soprattutto quando vengono scagliati contro gli edifici. Il divertimento più grande degli elefanti indiani pare proprio essere quello di buttare giù muri usando la… Le unità da combattimento non sono le uniche novità. Ispirandosi ai fatti storici più antichi gli sviluppatori hanno realizzato molti edifici bonus, noti agli esperti di giochi di strategia come “meraviglie”. Queste sono in grado di sbloccare nuove unità, potenziamenti o bonus permanenti. Per chi non lo sapesse l’avanzamento tecnologico si ottiene quando, accumulate le risorse necessarie, si inizia la costruzione di un edificio meraviglia. Una volta terminato scatta l’avanzamento tecnologico e vengono quindi aggiornate tutte le unità e gli edifici produttivi coinvolti. Evolvendosi si possono, ovviamente, non solo aggiornare le armate, ma anche usufruire dei bonus collegati a quel determinato livello, non disponibili fino al completamento della meraviglia.

E le fazioni principali di Age of Empires III? Grazie all’introduzione dello speciale edificio del Consolato si possono stringere alleanze con la vecchia Europa e quindi stabilire un trattato: in cambio di punti esportazione, prodotti dai cittadini, si possono ottenere unità da combattimento utilissime, come per esempio i cannoni, le truppe o altri vantaggi. Un bel rinforzo per il nostro esercito, soprattutto quando si teme un contrattacco. Ci sono alcune novità anche per quanto riguarda le modalità di gioco. Oltre alla campagna per giocatore singolo che, lo ricordiamo, è ispirata a fatti storici, si può giocare la classica partita contro la CPU per allenarsi un po’ in vista dei furiosi scontri in modalità multigiocatore. A disposizione dei player troviamo il classico scontro tutti contro tutti, meglio noto come deathmatch, e la modalità supremazia, che prevede il controllo del territorio e la sconfitta del nemico per eliminazione totale dalla mappa o per resa.
Dal punto di vista grafico Age of Empires III: the Asian Dynasties conserva tutte le caratteristiche più classiche dei giochi di strategia in tempo reale. La visuale è quella detta “a volo d’uccello” con evidenziate le unità che vengono a trovarsi dietro un ostacolo che ci impedirebbe di vederle. L’interfaccia di comando è piuttosto ingombrante, ma ci si fa l’abitudine e chi volesse può rimpicciolirla usando il menù delle opzioni di gioco. L’aspetto estetico è davvero interessante: trionfano i colori della vegetazione e quelli degli edifici, soprattutto le “meraviglie”. Queste hanno dimensioni impressionanti se confrontate con gli altri edifici del gioco e sono davvero uno spettacolo da guardare. Curiosamente non pare che ci siano animazioni negli edifici, se si escludono quelli dotati di una bandiera lentamente sventolante. Particolarmente soddisfacenti le animazioni delle armi più grandi come i cannoni e le navi. Perfino quella da pesca è molto simpatica da osservare: si può vedere il pescatore gettare la rete per catturare il pesce che di tanto in tanto affiora con guizzi in superficie.

Squadra che vince non si cambia, potremmo dire dopo aver giocato un po’ con the Asian Dynasties. Quella di Age of Empires III è una formula vincente e collaudata, perché modificarla? In parte siamo d’accordo, ma in fondo ci sarebbe piaciuta vedere qualche novità un po’ più significativa. Con questo non intendiamo certo affermare che the Asian Dynasties non sia un buon prodotto, anzi, ci è sembrata la degna e logica prosecuzione di quello stile di gioco che ormai contraddistingue questa serie. Certo, non è esente da piccoli difetti: ci è un po’ dispiaciuto vedere come le unità navali indiane siano state rappresentate in modo molto europeo e fregate e navi da battaglia sono le medesime viste nelle flotte delle superpotenze del vecchio continente. Grazie alle modalità miste, per quanto riguarda le condizioni di vittoria nelle partite in multiplayer, siamo certi che questa espansione dia il meglio di se stessa proprio quando si sfida un giocatore umano. Ciò non significa che l’intelligenza artificiale che ci fronteggia sia da sottovalutare, anzi, spesso ci ha dato filo da torcere rendendo ogni nostro sforzo vano. Crediamo di poter consigliare Age of Empires III: the Asian Dynasties a chiunque abbia voglia di dare un po’ di vivacità a un titolo che dimostra la sua validità nel tempo.
Vi segnalo in conclusione che i requisiti hardware minimi (oltre al gioco base) per giocare a Age of Empires III: Asian Dynasties sono fissati a 1.4 giga per il processore, 256 mega di ram, 64 di memoria video e 2 giga di spazio libero su hard disk. Sul PC con cui è stato testato il gioco (3.5 giga di processore, 2 giga di ram, 256 mega di memoria video) il titolo non presentava problemi di sorta con una fluidità mai messa in discussione ed i parametri grafici settati ad un livello medio-alto.
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