05.12.2007

Uno dei rituali copia-traduci-incolla – è divertente vedere gli articoli in originale e poi scoprire dopo quanto tempo escono qui in Italia – è quello sulle dichiarazioni di Florent Malouda, che racconta aspetti non edificanti del calcio inglese: preparazione tattica approssimativa, alimentazione non sempre corretta, gioco frenetico e sragionato. Ora, a parte che l’albo d’oro delle coppe europee parrebbe dare abbastanza ragione a questi metodi, c’è una cosa cruciale da dire: dove sarebbe la novità? Dire che la Premier League è il più bel campionato del mondo significa normalmente rilevare la bellezza delle partite su molti piani, compreso quello ambientale, ma non pensiamo che una persona di media intelligenza e media conoscenza del calcio possa dire che il livello tecnico e soprattutto tattico della ex Premiership (sì, perché questo era il nome ufficiale fino al 2006, anche se qui da noi non se n’era accorto nessuno) sia superiore a quello della Liga o del campionato italiano. Crediamo di averlo già scritto oltre un mese fa, quando era sorta l’ipotesi di far disputare alcune partite di Premier League in Asia: sradicate dal loro splendido ambiente, che alla faccia delle considerazioni italiane sul “modello inglese” conserva un 5% – numero che buttiamo lì, senza basi scientifiche – di brutalità e ferocia, alcune partite sarebbero semplicemente pessime esibizioni di calcio in un’atmosfera del tutto inadatta. E’ il motivo per cui è fondamentale che in Inghilterra non si perdano mai l’ambientazione strepitosa, l’atmosfera di fondo, la partecipazione dei tifosi, l’architettura benevola, anche negli impianti nuovi, degli stadi: senza il contorno, il calcio di per sé non sarebbe eccezionale, e comunque non sarebbe superiore a quello di altri paesi. Ragione per cui non c’è da strapparsi i capelli se la nazionale non vince mai nulla, anche perché basta seguire una partita dal vivo per sentire che al giocatore in possesso di palla viene chiesto insistentemente di spingersi in avanti, e dunque non è facile, in situazioni come quelle, sviluppare tendenze calcistiche ragionatrici e moderate. Sempre successo, sempre visto, sempre saputo, e allora le segnalazioni di Malouda, cui viene dato spazio dai tabloid perché creano clamore, sono l’equivalente calcistico del “cane morde uomo” di giornalistica memoria. Ovvero, una non-novità, fatta passare qui, e lassù, come rivelazione sconvolgente. E per ribadire il concetto: un tizio, nel forum Gazzetta, ne approfitta per ribadire la propria convinzione, certamente frutto di lungo studio e applicazione nonché frequentazione di decine di stadi inglesi, che il calcio inglese è sopravvalutato. E’ uno dei motivi per cui di norma i forum nemmeno li sfioriamo: chi ha mai detto che il calcio inglese era il migliore del mondo? L’odio di alcune persone è così forte e dissennato che porta a farneticare. Sarebbe come scoprire che la Ferrari che ha vinto il Mondiale di formula 1 (l’ha vinto, giusto?) ha un alettone storto e la vernice male applicata e commentare “sempre detto che era una macchina del cavolo”.
chacmool@iol.it
(per gentile concessione dell’autore, fonte: http://vecchio23.blogspot.com)





































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