1 – CHI VUOL ESSER MAGRA SIA. MA SE UNA È UN PO’ TONDA? “SI ARRANGI”
Annalena Benini per “Il Foglio”
Franca Sozzani con il fidanzato
© Foto U.Pizzi
Quarantacinque, massimo quarantasei chili. E’ il peso fashion, è il mondo delle fate che bevono the verde. Sono i chilogrammi di Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, donna di potere e regina della moda assieme ad Anna Wintour. Venerdì scorso, elegantissima, Sozzani era alle Invasioni Barbariche, e alla domanda: “Ma se una è un po’ più tonda?”, ha risposto, stronzissimamente sincera: “Si arrangia”. Nessuna favoletta pietosa sul valore morale della cellulite, nessuna smanceria sulle taglie quarantaquattro (traduzione per maschi in genere: una quarantaquattro significa tre Kate Moss e niente abiti regalati dagli stilisti).
“Si arrangia” è finalmente la verità, è il muro alto che divide il mondo dei sogni da quello dei pop corn al cinema. Non c’entra l’anoressia percepita, non c’entra il senso di colpa che si cerca di far venire a Miuccia Prada. E’ semplicemente un altro pianeta, separatissimo, lontanissimo, magrissimo. E’ la risposta di Anna Wintour a Giovanna Melandri, che con guardaroba inadeguato (le avevano perso la valigia in aeroporto) andò dall’imperatrice col caschetto a parlarle di ragazzine che smettono di mangiare per assomigliare alle modelle.
Anna Wintour le disse soltanto: “Ministro, il problema è l’obesità” e la congedò. Ha detto Franca Sozzani che la Wintour mangia “più o meno normalmente”, dove normale significa cappuccino bollente, e normale vuol dire anche: “Credo di non avere mai mangiato un tiramisù in tutta la vita”. E’ la franchezza al potere, senza bugie sul metabolismo grandioso e sulla passione per il ragù di cinghiale.
A loro la trasparenza, gli abiti meravigliosi, le rinunce, le migliaia di borse che arrivano alla Sozzani per Natale (“ma io non porto borse, quindi facciamo un mercatino in redazione e le vendiamo”. Nemmeno le ricicla in regali fantastici, lei le vende), a loro i tacchi alti senza calze quando nevica, a loro la trendsetteraggine e l’aria raffinatamente prosciugata. A noi il sogno da godere leggendo su Vogue francese che Mathilde Agostinelli, mostruosamente magra (responsabile delle comunicazioni di Prada France, amica di Cécilia Sarkozy, quella delle vacanze insieme in barca la scorsa estate), si alza tutte le mattine alle sei e trenta, poi beve acqua e poi qualcos’altro con un concentrato di the verde, va a nuotare al Ritz perché è l’unico posto con la musica dentro la piscina, fa ginnastica con un coach a domicilio, insomma è una vita infernale e il resto del mondo invece può guardare le sue foto sui giornali e trovarla una prugna secca, perfino.
Ne “Il Diavolo veste Prada” il braccio destro della monumentale Miranda spiega alla sprovveduta Andy che “la cellulite è uno degli ingredienti principali della minestra di mais” e “la trentotto è diventata la nuova quaranta e la trentasei è diventata la nuova trentotto… la quarantadue è la nuova cinquantasei”. E c’è un’assistente che sta dimagrendo: “E’ per Parigi. Sai, sto facendo una nuova dieta, è molto efficace. Non mangio niente, poi, quando sento che sto per svenire butto giù un cubetto di formaggio’, ‘Beh, sta funzionando alla grande’, ‘Lo so, ora mi serve solo una colite e arrivo al peso ideale’. E’ un mondo fatto d’aria e tacchi alti, caviglie invisibili e trasgressioni a forma di insalata, assoluto splendore e ballate di prugne secche. Le altre si arrangino, senza indignazioni sociali, e come massima vendetta comincino prima i pranzi di Natale.
Daria Bignardi
© Foto La Presse
2 – LE INVASIONI AFFETTUOSE DELLA BIGNARDI
A proposito della SuperSozzani. Venerdì scorso, al centro del programma di Daria Bignardi su La7, il suo volto dal peeling recente spuntava da una matassa enorme di boccoli biondi (roba che avrebbe riempito un magazzino Benetton). Qualche giorno prima era andata in onda una formidabile e terribile inchiesta di “Report” sul “marcio in Italy”, dove la zarina di Vogue Italia ha occupato uno spazio ben arroventato.
E l’affettuosa Bignardi – è tenutaria di una rubrica su “Vanity Fair”, edito dal Gruppo Vogue-Condé Nast – si è agitata molto col birignao per permettere alla Sozzani di replicare alla Gabanelli (senza contraddittorio). Ovviamente, chi non ha avuto la fortuna di sbirciare la puntata-moda “Report” ha capito ben poco. Però è tutto è bene quello che finisce bene.
(Comunque, “Le invasioni barbariche” sono ormai diventate la tribuna disponibile di chi vuol rispondere alle unghiate di Milena Gabanelli la settimana prima era stata gentile ospite Mestizia Moratti, reduce anche lei da un “pestaggio” di “Report”).
Dagospia 12 Dicembre 2007






































C’è un podcast scaricabile gratuitamente con Itunes con l’intervista che qui viene citata. Sulla cortesia forzata della Bignardi non sono così d’accordo. Poteva passar sopra all’inchiesta di Report, invece di insistere sui particolari, che han costretto la Sozzani ad una replica, non proprio convincente peraltro. Con molta grazia l’ha fatta parlare, le ha fatto uscire frasi infelici che si commentavano da sole. In questo la Bignardi ha la mia stima…non commenta ciò che è fin troppo evidente.
Io sono d’accordo…profondamente d’accordo con voi, in quelle parole c’è lo squallore e la cattiveria di persone che sono già “arrivate” . Però (e DEVO aggiungerlo) quanti milioni di volte avete guardato Glamour o Vogue dicendo “Cazzo quanto sono belle?!” Parlo per me e dico: MILIONI. Mi faccio venire i complessi abbastanza spesso, non ho un buon rapporto con il cibo e questo non significa necessariamente essere anoressici ma anche mangiare “schiattati in corpo” perchè si pensa già ai sensi di colpa che arrivano puntualmente quando hai ingoiato l’ultimo boccone. E’ la vita fatta di tacchi alti, caviglie fragilissime e come trasgressioni solo insalate…ma è la vita che ognuno, almeno una volta nella vita, ha sognato di avere.