Edmondo Berselli per “la Repubblica”
«Wild horses», cantavano i Rolling Stones, che erano veri cavalli selvaggi. Da allora in poi ci si chiede che vita fanno le rock e le popstar, queste cavalline storne che vanno fuori di testa così spesso. Ad esempio, promette sviluppi interessanti la vicenda equina dell’indomabile Britney Spears, 26 anni, 88 milioni di dischi venduti e una vita a ostacoli. Il suo primo matrimonio, celebrato a Las Vegas, fu annullato dopo 55 ore. La fine del secondo matrimonio, dopo la nascita di due puledrini, fu segnata da una richiesta di divorzio via sms.
L’ultimo episodio è avvenuto a Los Angeles, dove com’è noto la cantante, cavallina pazza, è stata sottoposta a ricovero coatto in ospedale perché sotto l’effetto di alcol e stupefacenti si era impennata, scalciava e rifiutava di riconsegnare i figli al marito. Le analisi hanno risolto tutto: è venuto fuori che nel sangue della purosangue Britney c’erano tracce di clenbuterolo, cioè una droga usata illegalmente per i cavalli da corsa. Dosi da cavallo, come si dice, e allora tutto si spiega. Facile anche immaginarsi lo stupore ippico dei medici, che avranno analizzato il sangue cercando le solite cose, anfetaminici, metaboliti, solfiti, nitrati: e invece, poeticamente, fra lo stupore di tutti, «sonò alto un nitrito».





































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