La matematica non e’ un’opinione

30 04 2009

Delocalizzare: è la parola (poco) magica usata da industriali che vogliono risparmiare sulla manodopera. Da qualche anno è in atto la delocalizzazione anche delle scommesse, verso l’immancabile Cina. Dove il gioco è fuorilegge dal 1949, anno della presa del potere di Mao: tutte le cifre si riferiscono quindi ad un contesto di illegalità. Nel solo 2008, stando alle stime poliziesche riprese dal quotidiano China Daily, nel paese ci sono state scommesse sportive per circa 114 miliardi di euro. Il tutto tenendo fuori le lotterie (la prima legale risale al 1987) ed altri giochi. Sembra un movimento clamoroso, paragonato ai circa 10 miliardi italiani (metà legali e metà no), ma non lo è in rapporto alle popolazioni. L’aspetto preoccupante è che meno di un decimo del gioco derivi da appassionati locali. Tutto il resto è riversamento da parte di operatori europei, più o meno legati alla criminalità organizzata, e giocate dirette di scommettitori di grossa taglia. In parole povere significa che ogni anno 100 miliardi di euro scommessi in Cina possono influire sul calcio europeo, che muove la quasi totalità dei volumi. E molto di più viene puntato tramite Hong Kong (politicamente Cina, ma con leggi speciali), Singapore, Thailandia: in Cina esiste una quantificazione solo perché le scommesse sono illegali. Platini ha ragione di preoccuparsi, visto che la somma dei fatturati 2008 delle 20 società più ricche d’Europa non arriva ai 4 miliardi di euro. I margini per fare proposte interessanti anche ai fuoriclasse ci sono tutti.
(pubblicato sul Giornale di ieri)





Herman Medrano in piazza a Rovigo (concertone del primo maggio !)

30 04 2009

VENERDI’ 01 Maggio 2009

TUTTI IN PIAZZA A ROVIGO

DALLE ORE 18.00: ZONA MUSICA E BALLO

- Esibizione sul palco principale dei seguenti gruppi:
1. CALIBRO 9
2. DIMENSIONE PARALLELA
3. 70×80
4. HERMAN MEDRANO (ORE 20,30 CIRCA)

- Esibizione ballerini scuole AKCADEMIA (Adria), ATELIER (Rovigo), ARTE DANZA (Rovigo), SPAZIO DANZA (Tencarola).

- Spettacolo con fuoco a cura degli HAKUNA MATATA

PIAZZA VITTORIO EMANUELE II° - ROVIGO





Quanto restera’ il Pakistan ai talebani ?

29 04 2009
MASSIMO PARRINI PER IL FOGLIO DEI FOGLI

Otto anni dopo l’invasione dell’Afghanistan i talebani sono tornati sulle terre perdute e stanno insidiando la stabilità del Pakistan, maggiore alleato degli Stati Uniti nella regione. Sergio Romano: «La situazione afgana è pessima. Il presidente Karzai controlla tutt’al più la capitale e tollera, per restare al potere, un regime clientelare che arricchisce una piccola oligarchia e nuoce alla sua credibilità. La legge sul “debito coniugale” (come veniva eufemisticamente chiamato il diritto d’imporre alla moglie il proprio piacere) è un regalo alla comunità sciita ed è soltanto un esempio dei compromessi a cui Karzai deve piegarsi per restare in sella. I talebani, intanto, controllano una buona parte del territorio, si finanziano con il commercio della droga e hanno costituito di fatto una sorta di Stato che comprende le province orientali dell’Afghanistan e quelle occidentali del Pakistan». [1]
Se in Afghanistan non va bene, in Pakistan va peggio. Guido Rampoldi: «In vari pensatoi da qualche tempo si discute se il Pakistan arriverà alla fine del 2009; o se invece collasserà prima, implodendo in un’anarchia generalizzata nella quale vagoleranno Taliban, milizie tribali e una dozzina di bombe atomiche pronte per l’uso». [2] Venerdì il capo degli Stati Maggiori statunitensi, ammiraglio Mike Mullen, si è detto «estremamente preoccupato» perché «ci stiamo certamente avvicinando al punto critico» in cui gli estremisti potrebbero impadronirsi del Paese. Brian Michael Jenkins, esperto di terrorismo: «Il pericolo è che se i radicali prendessero il potere in Pakistan, le forze armate si comporterebbero come quelle iraniane e direbbero semplicemente “Questo è il nuovo governo e noi facciamo parte del nuovo governo”. Di conseguenza, l’arsenale nucleare potrebbe finire nelle mani di un governo più radicale». [3]
Il Pakistan, che prende il nome dalle iniziali dei principali gruppi etnici che lo popolano (Punjab, Afghania, Kashmir, Sindh, Beluchistan), sta perdendo la “a” degli afghani (o più precisamente pashtun). [4] Un nuovo Stato, il “Pashtunistan”, guidato dai talebani del Pakistan sta avanzando, giorno dopo giorno, quasi fino alle porte di Islamabad. Alberto Negri: «I pashtun sono la più grande comunità tribale del mondo, l’etnia che domina i 1.400 chilometri del confine tracciato dal colonnello britannico Durand alla fine dell’Ottocento. Questa frontiera, mai riconosciuta da Kabul, sulle mappe internazionali è ufficiale ma forse sarebbe più giusto definirla una linea immaginaria perché separa tribù e clan affini, saldati da legami di parentela e da una storia comune. “Sono pashtun da 4mila anni, musulmano da 1.400 e pakistano da 50”, diceva Wali Khan, che ereditò dal padre Ghafar Khan la bandiera del nazionalismo locale. Dopo l’11 settembre, gli Usa entrarono in guerra contro l’Afghanistan del Mullah Omar ma anche con il “Pashtunistan”, che vede ancora nei talebani i protettori della loro etnia». [5]




Lo schifo persiste #19

28 04 2009

Ancora poche ore e la regione Si­cilia batterà un record planeta­rio: su 3.450 dipendenti, ai Beni Cul­turali, ci saranno 770 dirigenti. Il tri­plo dell’intero parco dirigenziale del­la regione Lombardia. Il tutto grazie a un’infornata di assunzioni e pro­mozioni che vedrà l’ente isolano re­galarsi, a dispetto della Corte dei Conti che aveva denunciato come ab­norme la presenza di un «colonnel­lo » ogni 8,4 «soldati semplici», altri 500 nuovi dirigenti in un colpo solo.

Certo, non è solo la Sicilia a esse­re di manica larga. Spiegava l’anno scorso uno studio dell’Università di Milano, che dai dati 2006 risulta­va una media nazionale di un diri­gente ogni 15 dipendenti ma che questa media era composta da real­tà assai differenti: da un minimo di un dirigente ogni 31 sottoposti in Puglia a uno ogni 7,7 nel Lazio. Numeri aggiornati meno di un me­se fa, sulla base dei dati della Ra­gioneria Generale dello Stato, dal Sole 24 ore: un dirigente ogni 25 dipendenti scarsi nelle Marche, ogni 22 in Emilia Romagna, ogni 17 circa in Lombardia e nel Vene­to, ogni 18 in Liguria, ogni 16 in Piemonte… Fino agli eccessi: uno ogni 8,3 in Molise e ancora ogni 7,7 nel Lazio. Vogliamo rileggere l’atto di accu­sa lanciato nel 2008 dalla Corte dei Conti alla Sicilia? «I dipendenti a carico del bilancio regionale rag­giungono la notevole cifra di 21.104 unità (erano 20.781 nel 2006), di cui 2.320 dirigenti (era­no 2.150 nel 2005, anno a cui risa­le l’ultimo rilevamento nazionale pubblicato in tabella), con un rap­porto di un dirigente ogni 8,4 di­pendenti.

Il confronto con altre re­altà regionali è improponibile sol che si consideri che in Sicilia vi è un dipendente ogni 239 abitanti, in Lombardia uno ogni 2.500 lom­bardi ». Conosciamo l’obiezione: la Sici­lia gode di uno statuto speciale quindi ha tutta una serie di compe­tenze che le regioni a statuto ordi­nario non hanno. Giusto. La stessa tabella del Sole riporta però il da­to, per fare un esempio, del Friuli Venezia Giulia. Anche quella è una regione autonoma. Ma ha un diri­gente ogni 28 dipendenti. Prova provata che l’autonomia forse c’en­tra con le competenze, e non c’è dubbio che le regioni a statuto or­dinario ne hanno di meno, ma non c’entra un fico secco con la ge­rarchia interna. Che nell’isola non è solo speciale ma specialissima. Basti dire che non solo la Sicilia ha tanti «regionali» quanto Pie­monte, Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Friuli e Liguria messe insieme. Ma che oltre alle fi­gure di dirigenti prima e di secon­da fascia, la Regione ha inventato quella di terza fascia.

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Windows 7 RC (build 7100) disponibile su torrent

24 04 2009

La fonte e’ affidabile

Le immagini parlano chiaro…

E il link al torrent anche !!!

La versione 64-bit e’ attesa nelle prossime ore

Buon divertimento !





Non siamo tutti americani

23 04 2009

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

Deve finire il regno dell´oro di plastica, del tesserino di 8 cm. per 5 che, dalla prima “carta” emessa dal Diners Club nel 1949 per cenare a credito, era divenuta l´arma di distruzione di massa dell´economia domestica e poi nazionale. I consumatori devono disintossicarsi e riscoprire le virtù delle nonne italiane: mai fare il passo più lungo della gamba.

Basta con l´orgia delle cartine, ha ordinato la Casa Bianca e ha spiegato Larry Summers, il cardinale della finanza più ascoltato da Obama. Basta con gli acquisti al grido di “charge it!”, me lo carichi sulla carta, che hanno sostenuto la falsa prosperità e divorato il risparmio, ridotto a zero dal luglio del 2004. Sono state “the fool´s gold”, la ricchezza dei folli e quella follia sta costando troppo cara.

Ma staccare i 250 milioni di americani che portano in tasca e in borsetta un miliardo e mezzo di carte di credito – almeno cinque a testa in media – sarà come svezzare un neonato dal biberon. Da quasi sessant´anni, appunto dalla prima carta della Diners, due generazioni sono cresciute aggrappate a quel rettangolino plastificato, sprofondando nell´illusione di essere più ricchi di quel che in realtà erano. Vittime della praticità, e della tentazione, fino all´apoteosi del 2002 quando i pagamenti con l´oro di plastica scavalcarono ogni altra forma di pagamento.

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Perdere la Juve…

23 04 2009

Da un commento di tal Massimo Barbieri su Facebook:

Massimo Ranieri ha deciso di riscrivere un suo celebre brano e di dedicarlo all’omonimo collega, “ex” Mister della Juve :

Perdereee la Juveeee,quando si fa seeeraaaaaaaa, quando anche a Torino c’è una squadra che non c’eraaaaa, rischi di impazzireeee, può scoppiarti il cuoreeeee, perder con la Lazio e andare “a casa” senza onoreeeeee… e vorresti urlareeeee, rinnegar Del Pieroooooo, prendere a sassate il tifoso Bianconeroooooo ….. perdere l’incontro 2 ad 1 … e capire che non sei NESSUNO…. si non sei NESSUUUUNOOOO
…. Perdereeeeee la Juveeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
eeee !!!
;-) )))))))))))))))))))))))
))))))))))))))))))))))))))))))))))))





Chicche di gossip #20

22 04 2009

Aldo de Luca per Il Messaggero - Fabrizio Corona, il furbettino che si sa vendere. Perseguitato dal sospetto che gli scoop li pensa, li organizza e poi li mette sul mercato, in vendita al miglior offerente. In questi giorni per esempio si trova in vacanza alle Maldive, atollo Reethi Rah, ospite di One&Only, lussuosissimo resort. E chi c’è con lui? La magnifica Belen Rodriguez, la sua fidanzata. E chi c’è inoltre? Maurizio Sorge, paparazzo da combattimento. Che si trova lì, per caso… E che ha «rubato» foto bollenti dei due piccioni: lui e lei nudi, ma proprio nudi, abbracciati e non. Uno scoop che vale un botto di euro. Foto ghiotte che finiranno in edicola la prossima settimana, sulla copertina del settimanale che si aggiudicherà l’asta.





God save the Queen

22 04 2009

(Apcom) - Spegne oggi 83 candeline la regina Elisabetta II, che per l’occasione trascorrerà la giornata nel Castello di Windsor con il marito, il Duca di Edimburgo. In suo onore le bandiere del Union Jack sventoleranno sui palazzi di Westminster per tutta la giornata mentre alle 12 i King’s Troop Royal Horse Artillery, le guardie reali a cavallo, si esibiranno in una parata a Green Park (e non a Hyde Park come vuole tradizione a causa di lavori in corso) a Londra, sparando una salva di 41 colpi di cannone con artiglieria risalente alla Prima Guerra Mondiale.

La regina è nata alle 2.40 del 21 aprile 1926, primogenita del Duca e della Duchessa di York ed è diretta discendente della regina Vittoria. Capo di Stato, delle Forze Armate, del Commonwealth e della Chiesa anglicana, Elisabetta II è sposata da oltre 61 anni con il principe Filippo, a cui ha avuto quattro figli e otto nipoti.

Il suo compleanno viene per tradizione celebrato due volte l’anno: la prima nella data della nascita effettiva, la seconda – quella ufficiale per lo Stato – nel mese di giugno, quando le condizioni meteorologiche rendono più probabile il successo della parata del “Trooping the colour”.





Il Presidente degli Onesti

22 04 2009

Fonte | CamilloBlog

«Se fossi stato allo stadio, a un certo punto avrei lasciato il mio posto in tribuna, sarei sceso in campo e avrei ritirato la squadra. Perché c’è un limite a tutto».
(Massimo Moratti, 20 aprile 2009, dopo che i tifosi della Juve hanno urlato cori razzisti contro Balotelli)

«In questo caso il razzismo non c’ entra, è stata soltanto una manifestazione di stupidità da parte di un gruppo che pensa di essere stato ingiustamente danneggiato per quello che accadde nella gara di andata. Per questo motivo non temo assolutamente la squalifica del campo. Gli ultrà ce l’ avevano con la persona».
(Massimo Moratti, 2 aprile 2006, quando i tifosi degli indossatori di scudetti altrui hanno urlato cori razzisti contro Zoro del Messina)








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