Safilo taglia 800 posti di lavoro

27 05 2009

Fonte | Finanza Blog

Si tratta di circa 780 posti di lavoro che potrebbero saltare, di impianti e macchinari del secondo produttore mondiale di occhiali da sole che potrebbero finire in Cina e lasciare a casa gli operai di Santa Maria di Sala (Venezia), di Padova, di Longarone (Belluno), di Martignacco e Precenicco (Udine). Insomma tutto un sistema industriale che rischia di finire a gambe all’aria e cancellare una fetta importante dell’economia veneta.

Quella di Safilo sembra una fotocopia della storia di Indesit, sul lato opposto del Settentrione dove le dure proteste dei lavoratori e gli interventi dei politici locali sono riusciti a salvare solo in extremis gli impianti di None e di altri stabilimenti della Indesit da una chiusura che aveva come corollario il trasferimento della produzione in Polonia, dove la manodopera costa di meno.

La famiglia dei Tabacchi, che controlla Safilo, ha però altri problemi. Il primo trimestre ha confermato la debolezza del settore degli occhiali di alta gamma, il calo delle vendite (soprattutto in Europa) e la necessità di interventi d’emergenza. Nel primo quarto del 2008 Safilo aveva fatturato 326 milioni di euro che nel primo trimestre del 2009 si sono ridotti a 287,9 milioni portando l’ebitda (il margine operativo lordo) a 30,2 milioni dai 46,7 milioni di un anno prima.

Il vero nodo del gruppo rimane però il debito, e per fattori che con gli operai e la produzione industriale si collegano solo indirettamente. La famiglia Tabacchi (Vittorio per l’esattezza) controlla infatti il 39,9% di Safilo tramite la holding Only 3T Spa che ha debiti per un centinaio di milioni di euro garantiti dalle azioni della stessa Safilo date in pegno a Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Vicenza principalmente.

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Grazie Maldini !

26 05 2009

di Dominique Antognoni

E’ stato un momento storico. Finalmente un grande calciatore ha detto quello che pensa degli ultras: “Figli di puttana”. Fantastico, sublime, da standing ovation il gesto del numero 3 rossonero verso un mondo fatto di violenze, non necessariamente fisiche, dove in molti casi chiedono soldi per entrare (oltre a quelli del biglietto!). La verità è che Maldini se lo può permettere, di insultarli, ma quanti altri suoi colleghi vorrebbero farlo? Tanti. Da sempre siamo per l’abolizione delle curve e soprattutto la loro totale sparizione dai media, dai club, da tutto. Non sono ‘tifosi’ graditi, la gente normale (quella che tiene in piedi i bilanci) li guarda schifata, le società temono i ricatti e colpevolmente li accolgono nella propria sede. La colpa é in gran parte dei media, che per paura e per stupidità (non dimentichiamo che gran parte dei giornalisti sono tifosi, più o meno prezzolati) danno sempre voce a questa gente inutile e dannosa. Al di là dell’aspetto sportivo (non occorre essere milanisti per essere suoi ammiratori) Maldini é diventato il nostro eroe. E adesso speriamo che sempre più calciatori, d’ora in poi e in tutta Italia (soprattutto in provincia, dove spesso ci sono più ultras che spettatori), abbiano il coraggio di pronunciare le stesse parole. Monumentale il totale disprezzo del capitano rossonero per un mondo che a chi ama il calcio appare incomprensibile, al di là degli episodi di violenza fisica che possono anche non esserci. Ovviamente ieri sera, nei vari Controcampo e su tivù localissime, capi degli ultras hanno avuto spazio in tivù. E siamo facili profeti nel dire che la solidarietà ai ‘colleghi’ del Milan arriverà dalle curve interiste, juventine, romaniste, genoane, eccetera: tutte contro il calcio ‘che fa Skyfo’. Ma allora statevene a casa…Forse Maldini ha cambiato le carte in tavola, forse é un inizio. Speriamo.
dominiqueantognoni@yahoo.it
(in esclusiva per Indiscreto)




Mobbastaveramentepero’

21 05 2009

Fonte | Camillo – Il Blog di Christian Rocca
Il 16 maggio, 25 morti. Diciannovesimo attacco in Pakistan da quando Obama è presidente. Ancora niente sui giornali italiani, rovinerebbe l’immagine.





E se lo dice Lui…

21 05 2009

Abbiamo fatto quello che facciamo sempre: esaminato la struttura della squadra; identificato il rafforzamento richiesto; e confidato sulla nostra filosofia di inserire calciatori giovani, ma solo quelli che potessero essere davvero influenti. Per produrre il giusto effetto rivitalizzante bisogna concentrarsi su brillanti giocatori d’attacco, quelli che possono davvero influenzare il corso di una partita.

Università del Calcio, Facoltà dell’Allenamento, Corso in “Elementi di una squadra vincente”, docente Sir Alex Ferguson, 23 anni al Manchester United, i primi 4 senza vincere neanche una supercoppetta. Lezione del giorno: Come riprendersi dal digiuno di Premier 2004/06 – The Times






Lo schifo persiste #21

20 05 2009

ROMA — Che i lavoratori italiani siano fra i meno pagati dei Paesi industrializzati, come ora dice anche la classifica dell’Ocse dove occupano soltanto la ventitreesima posizione, non è certamente una novità. I sindacati lo gridano ormai da qualche anno ai quattro venti, e anche il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi lo ripete pressoché a ogni occasione pubblica. Ma i dipendenti pubblici, almeno loro, si possono consolare: stanno recuperando. Secondo uno studio ancora inedito della Confartigianato, fra il 2000 e il 2007 le retribuzioni «per unità di lavoro dipendente» in tutta la pubblica amministrazione sono infatti aumentate del 47,3%.

Non che insegnanti, poliziotti e infermieri siano improvvisamente diventati dei nababbi. In Italia le retribuzioni del pubblico impiego non sono mai state (tranne rari casi) propriamente stratosferiche. Non lo erano nel 2000 e non lo sono ora. Ma difficilmente l’aumento degli ultimi anni potrebbe passare inosservato. Tanto più considerando che i salari italiani, sempre calcolati «per unità di lavoro dipendente», sarebbero cresciuti nel loro complesso durante lo stesso periodo del 23,2%. Meno della metà rispetto alle paghe del settore pubblico. E siccome fra il 2000 e il 2007 l’inflazione ufficiale si è mangiata il 18,6% del potere d’acquisto, ciò significa che a un aumento «reale» di poco più del 4% per tutti i salari avrebbe corrisposto, prendendo per buoni i dati della Confartigianato, un aumento «reale» di quasi il 29% per le retribuzioni pubbliche. Gli stipendi per i 3 milioni 382.341 dipendenti (il 54,3% donne) assorbono il 21,9% della spesa pubblica.

Fra il 2000 e il 2007 il numero dei lavoratori stipendiati nel settore pubblico è salito del 3% mentre la spesa per le retribuzioni lievitava del 32,5%, dieci volte di più. In cifra assoluta, 164,6 miliardi di euro. È il 10,7% del Prodotto interno lordo. Inoltre l’incidenza sul Pil è cresciuta di mezzo punto rispetto al 2000, seguendo una dinamica contraria a quella di altri Paesi europei. In Germania, per esempio, il peso delle retribuzioni pubbliche sul Pil si è ridotto nello stesso periodo dell’1,2%, mentre in Francia, Paese nel quale la pubblica amministrazione ha un ruolo rilevantissimo, la flessione è stata dello 0,6%. I dipendenti pubblici italiani non nuoteranno nell’oro, ma in alcune aree le loro buste paga offrono un contributo economico determinante. La Calabria, per esempio. I dipendenti pubblici calabresi sono il 30,4% di tutti i lavoratori dipendenti della regione. Nella provincia di Catanzaro si arriva al 43,6%, ben oltre il 26,9% di Roma, la città dei ministeri e della politica, superata perfino da Crotone (30,9%), oltre che da Palermo (32,2%), Enna (29,7%), Campobasso (29,4%) e Reggio Calabria (28,7%).

Non molto diversa è la situazione della Campania, dove il «pubblico» retribuisce il 28,1% dei lavoratori dipendenti dell’intera regione, con punte del 31,9% a Napoli. In Valle d’Aosta gli stipendi pubblici sono invece il 29% del totale, nel Molise il 27,4%, in Sicilia il 27%, in Sardegna del 25,4%. Percentuali più che doppie in confronto alla Lombardia, regione nella quale i dipendenti pubblici, pur raggiungendo la cifra più elevata in assoluto (sono 418.598, contro i 406.753 del Lazio, al secondo posto, e i 340.453 della Campania, al terzo) non rappresentano che il 12,6% della forza lavoro stabile. Il livello più basso d’Italia. A Milano sono il 14,4%. A Lodi, il 10,5%. Seguono Lecco (9,8%) e Bergamo (9,6%). La provincia con la minore incidenza di dipendenti pubblici sugli occupati totali è Como: 9,2%.

Sergio Rizzo
19 maggio 2009





Grande Rovigo

17 05 2009

ROVIGO, 16 maggio 2009 – Rovigo placca, muove il pallone, si sfianca, ma alla fine deve cedere 19-23 contro un Viadana troppo superiore in mischia chiusa. In un Battaglini stracolmo (5000 presenti) la prima semifinale d’andata (domenica alle 20 c’è Calvisano-Rovigo) regala spettacolo ed emozioni, nonostante i tanti errori.

VIADANA SEMPRE AVANTI — Nei primi 10 minuti i gialloneri allungano prima con Hore e poi con una meta di Robertson, ma i rossoblù presto sono già pari, grazie a un calcio di Bustos e alla meta di Norman Di Maura, il trequarti che abita proprio allo stadio Battaglini, nella vecchia casa del custode. Un fuorigioco del n.9 rossoblù Legora a fine tempo dà a Viadana il +3 (calcio di Law), ma in avvio di ripresa è proprio Legora a ricevere una brutta carica di Quinnell (in fuorigioco): 13-13 firmato Bustos. La differenza la fa la mischia viadanese. Rovigo, già in difficoltà, perde prima il pilone dei Pumas Orlandi e poi il tallonatore Mahoney: così la spinta viene a mancare e al 24’ , su una serie di mischie ai 5 metri, l’arbitro Penné deve dare la meta tecnica ai mantovani (13-20). Rovigo non molla, si aggrappa all’aggressività nei punti d’incontro (mostruoso Simone Favaro, il nuovo Mauro Bergamasco) conquistando due calci che Bustos converte in punti (19-20), ma in un finale nervoso (3 gialli) che si gioca senza spinta in mischia, perché Rovigo non ha più uomini di prima linea (esce per infortunio anche De Marchi), Law trova i punti del +4. L’ultimo assalto rossoblù, guidato da un ottimo Bacchetti, si spegne nei 22.

LA SPINTA DEI CINQUEMILA — Rovigo perde il primo round ma può ancora sperare: il conto dei punti classifica ora è 4 a 1 per Viadana, e al ritorno, sabato alle 20 allo Zaffanella, i rossoblù potrebbero fare il grande colpo vincendo di 5 (a patto di non concedere ai gialloneri il bonus mete). Vada come vada, restano i 5000 del Battaglini. Rovigo è un patrimonio che il rugby italiano deve preservare, anche con la Celtic League all’orizzonte (2010). Chi sta ridisegnando il futuro del rugby italiano non dovrà mortificare le piazze storiche: servirà un campionato forte.

Marcatori: p.t. 4’ c.p. Hore, 9’ m. Robertson tr. Law, 15’ c.p. Bustos, 23’ m. Di Maura tr. Bustos, 43’ c.p. Law; s.t. 4’ c.p. Bustos, 24’ m. tecnica Viadana tr. Hore, 17’ e 27’ c.p. Bustos, 36’ c.p. Law. Punti: Rovigo 1, Viadana 4.

Simone Battaggia





E’ ufficiale: torna la maul

16 05 2009

Fonte | Rugby1823

Ieri l’Irb, l’International Rugby Board, ha approvato un documento nel quale vengono rese effettive 10 delle 13 regole sperimentali con le quali si è giocato nell’ultimo anno. La novità più importante è l’esclusione di quelle regole che permettevano alla difesa di far cadere il cosiddetto “carrettino”. Tornano, quindi, le maul, tanto amate da noi italiani.

Ecco le regole che dal 23 maggio (a esclusione degli incontri di campionati ancora in corso) vigeranno nei match internazionali:

Assistenti Arbitri
Gli Assistenti Arbitri possono assistere gli arbitri in ogni situazione richiesta quando designati dall’organizzatore del match

Pali e bandierine sul campo da gioco
Le bandierine del calcio d’angolo non vengono più considerate valide a meno che il pallone non venga appoggiato contro l’asta della bandiera stessa

Rimessa laterale e lancio in rimessa laterale
1) Se una squadra sposta il pallone indietro nella propria area dei ventidue metri e la palla viene successivamente calciata in rimessa laterale non vi è guadagno territoriale.
2) Una rimessa veloce può essere effettuata in linea o all’indietro dalla squadra che la effettua.
3) Il ricevitore in rimessa deve stare a due metri di distanza dalla rimessa stessa.
4) Il giocatore in opposizione al lanciatore del pallone deve rimanere nell’area tra la linea dei cinque metri e la linea di rimessa laterale, ma deve essere due metri lontano dalla rimessa.
5) I giocatori partecipanti alla rimessa devono afferrare un saltatore prima che la palla venga lanciata.
6) E’ permesso sollevare i saltatori.

Mischia ordinata
1) Introduzione di una linea di fuorigioco cinque metri dietro l’ultimo piede della mischia
2) Linee di fuorigioco del mediano di mischia





LONDRA AL TEMPO DELLA CRISI SEMBRA UNA CITTÀ FANTASMA

16 05 2009

John Carlin, “El Paìs”, Spagna (da “Internazionale”)
Molte giovani promesse della gastronomia internazionale si sono ispirate alla cucina di El Bulli e del suo chef Ferran Adrià, il più celebre cuoco del mondo. Ma quello che ha imparato meglio la lezione del maestro è l’inglese Heston Blumenthal. Molte guide gastronomiche sostengono che il suo ristorante, The fat duck, è secondo solo al locale catalano di Adrià.

The fat duck è diventato uno dei simboli della ricchezza di Londra, capitale finanziaria e culturale del mondo negli ultimi dieci anni, protagonista di un boom planetario apparentemente destinato a durare in eterno. Miliardari vecchi e nuovi venivano a vivere nella capitale britannica da tutto il pianeta. E una volta saziato il loro appetito di Ferrari, Bentley e case di lusso, spendevano una fortuna in champagne, potage di lumache con prosciutto spagnolo e gelati al bacon nel ristorante più famoso della breve ma intensa storia dell’alta cucina britannica.

Emblema di quel periodo di crescita che Alan Greenspan ha definito “esuberanza irrazionale”, Londra è oggi una città in difficoltà: secondo il Fondo monetario internazionale la Gran Bretagna è il paese sviluppato con le prospettive economiche peggiori. E uno dei simboli di questa crisi è proprio il locale di Blumenthal. Dopo una megaintossicazione che tra gennaio e febbraio ha colpito centinaia di clienti, The fat duck è stato costretto a chiudere i battenti per qualche settimana. Esattamente la stessa cosa che sta succedendo ad altri negozi, ristoranti e aziende della capitale britannica, dove anche l’entusiasmo sembra in via di estinzione.

A Londra tutti sono preoccupati, ma il settore coni problemi più gravi è quello finanziario. È stato la prima fonte di ricchezza della città, il motore che ha creato un’infinità di posti di lavoro per avvocati, consulenti, pubblicitari, agenti immobiliari e cuochi, e che ha fatto guadagnare enormi quantità di denaro, spesso in modo poco trasparente e irresponsabile.

Ragazzi di venticinque anni appena assunti in qualche banca d’affari riuscivano a comprarsi un’Aston Martin o una casa da milioni di sterline grazie ai bonus annuali, mentre manager di medio livello di 35 o 40 anni, con stipendi da 200 milioni di sterline all’anno, ricevevano spesso premi da diversi milioni. Quanto più denaro (altrui) rischiavano, tanto più ne guadagnavano. E i soldi circolavano per tutta la città. Il clima di fiducia era tal-mente diffuso che i mutui venivano distribuiti come pinte di birra in un pub. Tutti hanno creduto di essere ricchi e hanno speso più di quanto potevano.

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Herman Medrano – Te toca ti (nuovo album)

15 05 2009

HERMAN MEDRANO – “TE TOCA TI”

20 canson – oltre 73 minuti de roba nova

DA DESSO NEI NEGOSSI QUA SOTTO…

…e anca dal sito WWW.MEDRANO.BIZ

VERONA – Vibra Records – Via Marconi 10 – 045.8014044 anche online!!!
BASSANO – DISCHIPONTE – VIA Angarano 9 – 0424.503834
LONIGO – EXAGON Via Pontedera Giacomo, 9 – 0444.830772
PADOVA – GREEN RECORDS – P.zza De Gasperi 9 – 049.3006372

PADOVA – DISCOLANDIA – Via Roma 98 –

049.8757275 CAMPOSAMPIERO – MUZIK FAKTORY – P.zza Vittoria – 049.9302132
MESTRE – INDIE SHOP – Via Paruta 38/b – 041.959950
CAMPONOGARA – GASPARATO – Via Pisa, 3 – 041.5159105
TREVISO – DISCO FRISCO – Lungo Sile Antonio Mattei, 25 – 0422.583008
DOLO – Muzik Faktory – Via Cairoli, 57 – 041.410001
CHIOGGIA – MUSICA E GIOCHI
MOTTA DI LIVENZA – POP SHOP – via Contarina 25 – 0422.861110

CONEGLIANO – JUNGLE RECORDS – Viale Matteotti, 31‎ – 0438.410 746‎

VITTORIO VENETO – MAXVIDEO MEGASTORE – Viale Rizzera, 134 – 0438.555583

…e presto su ITUNES

Se qualcuno ga qualche negozio de dischi da proporre…

VICENZA: AAA cercasi negozio in città

ROVIGO: AAA cercasi negozi provincia o città

SAN DONA’ DI PIAVE: go contattà uno, ma no ghe interessa!

CITTADELLA: no so ancora gnente… vedemo cossa che i fa!





Super OS 9.04

13 05 2009

Super OS possiamo dire che è una versione di Ubuntu completa di codec ecc. Difatti è stata Utilizzata la nuova Ubuntu 9.04 Jaunty con la quale vengono integrati tutti i codecs multimediali proprietari preinstallati. Include anche VLC, aMSN, Opera, Flash, Moonlight, Google Gears, App Runner, Java, Ubuntu Tweaks e StartUp Manager.

Per Maggiori informazioni consiglio di visitare il sito del produttore.

home
download Super_OS_9.04.iso

Fonte | LinuX Freddom for Live








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