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29-06-2010 | 16:00 | 18:15 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Paraguay-Japan in streaming
29 06 2010Commenti : Lascia un commento »
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Pensa se nasceva a Rovigo…
26 06 2010Alicia Keys – Empire State Of Mind Part 2 Lyrics
Oooh oooh, New York (2x)
Grew up in a town,
That is famous as a place of movie scenes
Noise is always loud
There are sirenes all around
And the streets are mean
If I could make it here
I could make it anywhere
That’s what they say
Seeing my face in lights
Or my name in marquees found down Broadway
Even if it ain’t all it seems
I got a pocketful of dreams
Baby, I’m from
Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York
On the avenue, there ain’t never a curfew
Ladies work so hard
Such a melting pot on the corner selling rock
Preachers pray to God
Hail a gypsy cab
Takes me down from Harlem to the Brooklyn Bridge
Someone sleeps tonight with a hunger
For more than from an empty fridge
I’mma make it by any means
I got a pocketful of dreams
Baby, I’m from
Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York
Chorus
One hand in the air for the big city
Street lights, big dreams, all looking pretty
No place in the world that can compared
Put your lighters in the air
Everybody say yeah, yeah yeah
Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York
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Due milioni ???
22 06 2010Non mi sono accorto in tempo, ma ho superato la barriera dei due milioni di unique hits (accessi) al blog !!!
Secondo me c’e’ un errore..un paio di settimane fa ero a 1.9 milioni e mi sembra impossibile aver fatto oltre 200.000 accessi unici in cosi’ poco tempo. Ma magari mi sbaglio io..
Era gennaio 2009 quando raggiunsi il mio primo Milione
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Sospetti maoisti nel West Bengal
14 06 2010
di Marco Montemurro per Altrenotizie
Dopo il deragliamento del treno Gyaneshwari Express, avvenuto lo scorso 28 maggio nel West Bengal, la polizia e il governo indiano hanno subito diretto le accuse verso un’unica matrice: i guerriglieri maoisti. I media indiani, e a seguire le principali agenzie mondiali, hanno descritto l’avvenimento come l’ennesimo attacco di una lunga serie e, senza porsi troppe domande, hanno definito la tragedia un atto di terrorismo dei ribelli maoisti.
Tuttavia, dopo oltre due settimane, sulle cause del deragliamento vi sono ancora molti quesiti irrisolti. Non solo l’esatta dinamica non è stata individuata, ma perfino la matrice non è stata identificata con certezza. Centoquarantotto passeggeri sono morti nell’incidente, un elevato numero di vittime che i guerriglieri non hanno mai provocato in precedenza. Inoltre, considerando che non sono stati presi di mira soldati, bensì vagoni di civili, l’ipotesi di un attacco politico appare ulteriormente controversa.
Il Partito Comunista d’India (maoista), in effetti, ha negato una sua responsabilità. D’altro canto, la polizia ha condannato i maoisti, poiché sono stati trovati presso i binari manifesti del Pcapa, ossia il Comitato popolare contro le atrocità della polizia, una forza ritenuta legata ai ribelli. Tale dettaglio però rende lo scenario ancora più complicato. Il portavoce del Pcapa, Ashit Mahato, ha accusato invece il Partito Comunista d’India (marxista), al governo nel West Bengal, di aver ordito un complotto contro la sua organizzazione, come ha riferito Dola Mitra sulla rivista indiana Outlook.
Le reali cause del deragliamento, pertanto, aleggiano ancora nella nebbia, circondate da interrogativi. Tuttavia, benché le indagini siano in corso, una certezza è evidente: il governo di New Delhi è intenzionato a mostrare i maoisti come crudeli terroristi, in modo tale da poter giustificare la repressione militare in corso nelle province contro le forme di lotta.
Per comprendere le accuse in campo, è necessario esaminare il luogo e la modalità dell’incidente. Nella regione i maoisti da anni combattono il governo e, prendere di mira le ferrovie, è una delle pratiche di lotta utilizzate. Nello stesso stato del West Bengal, infatti, il 27 ottobre dello scorso anno, i guerriglieri rossi bloccarono un treno per diverse ore. Azioni di disturbo contro le ferrovie sono state commesse anche in altri stati, ad esempio, lo scorso 20 maggio nel Bihar sono stati incendiati vagoni merci, il 22 aprile 2009 furono sequestrati 250 passeggeri nel Jharkhand e, nello stesso stato, un evento analogo accadde nel marzo 2006.
Gli episodi sopra citati, dunque, sono avvenuti negli stati del West Bengal, Bihar e Jharkhand, vale a dire nelle regioni nord orientali del paese, zone che appartengono a quel che i media indiani definiscono il “corridoio rosso”. I ribelli maoisti sono distribuiti nel subcontinente lungo una sorta di fascia, specialmente ad oriente in Orissa, Chhattisgarh e Andhra Pradesh, vicino al confine con il Nepal nell’Uttar Pradesh, nel centrale Madhya Pradesh, fino alle aree più occidentali del Karnataka e del Maharashtra.
I maoisti indiani, che prendono il nome di naxaliti dal remoto villaggio di Naxalbari dove la ribellione ebbe origine nel 1967, sono radicati in molti stati e la loro determinazione preoccupa il governo di New Delhi. Il primo ministro indiano Manmohan Singh, nell’aprile 2006, vedendo crollare la monarchia del Nepal sotto la pressione dei maoisti, definì i ribelli indiani “la più grave minaccia alla sicurezza del paese”.
Il conflitto tende sempre di più ad acuirsi e infatti, dall’inizio dell’anno, gli attacchi rivendicati dai maoisti sono stati numerosi. Il 15 febbraio a Silda, nel West Bengal, sono stati uccisi 24 paramilitari; il 4 aprile a Koraput, nell’Orissa, è stato fatto esplodere un convoglio con 9 soldati e, in maniera analoga, l’8 maggio, nel Chhattisgarh, sono rimasti vittime 8 militari. Quest’anno poi ha avuto luogo anche l’attacco più cruento finora mai sferrato dai maoisti, avvenuto il 6 aprile nel distretto di Dantewada con l’uccisione di 75 paramilitari.
Tali agguati dimostrano che l’operazione militare “Green Hunt”, avviata dal governo nel novembre 2009, non sconfigge i maoisti; anzi, ha perfino incrementato il livello di scontro. Considerato il gran numero di soldati uccisi negli ultimi mesi, i guerriglieri reagiscono alle forze armate.
Ma cosa rivendicano i maoisti? Per poter rispondere la scrittrice indiana Arundhati Roy ha svolto un viaggio nei villaggi della regione del Dantewada, cuore della guerriglia. Grazie a tale esperienza, lo scorso 29 marzo ha pubblicato sulla rivista Outlook un lungo saggio, “Walking with the comrades”, in cui racconta i volti dei maoisti. Devono difendere le loro terre e considerano il governo un nemico, perché legato alle grandi compagnie interessate solamente alle risorse minerarie. È uno scontro frontale, tra un’India che si esprime in termini di Pil e sviluppo e, al polo opposto, un’altra India che lotta per la sopravvivenza.
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Quei de pontecio: in 3 par cavare un radecio :)
9 06 2010Rovigo, ha iniziato ugualmente il rito
C’erano tutti: il promesso sposo, i testimoni, gli invitati… nella chiesa di Sant’Andrea apostolo a Pontecchio, in provincia di Rovigo, domenica mancava solo la sposa, come da copione di ogni matrimonio. Ma se di solito il sacerdote aspetta pazientemente, questa volta no: don Claudio Ghirardello alle 11 in punto ha iniziato la celebrazione. Senza la sposa, arrivata 7 minuti dopo. “Avevo detto di essere puntuali”, si è giustificato il sacerdote.
Mentre lo sposo, Fabio Marzotti, attendeva l’arrivo della promessa sposa, Alessia, sul sagrato, don Ghirardello ha fatto suonare la marcia nuziale e, senza batter ciglio, ha iniziato la celebrazione. Non appena si è reso conto di quel che stava accadendo, il ragazzo si è precipitato all’interno della chiesa, mentre la sposa è giunta all’altare solo sette minuti dopo. “Don Ghirardello – commenta Marzotti – è riuscito a rovinare il giorno più bello della nostra vita. L’ha reso unico, purtroppo. Quando mia moglie è arrivata all’altare, lui ha proseguito impassibile. Solo nel momento in cui è iniziata la celebrazione del sacramento del matrimonio si è degnato di annunciare la nostra presenza e il motivo della celebrazione”.
Il parroco conferma punto su punto quanto successo: “Non ci trovo nulla di strano – spiega -. Avevo chiesto agli sposi di arrivare in orario, perché dopo avevo la messa domenicale. Se il matrimonio fosse stato di sabato, potevo anche aspettare, ma così no”.
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