Ecco in cosa consiste il salvataggio della Grecia

26 07 2010

di Michele Paris

Il salvagente lanciato poche settimane fa dall’Unione Europea alla Grecia, era giunto solo dopo la promessa solenne, da parte del governo socialista di Atene, d’implementare nel paese un durissimo piano di tagli alla spesa pubblica per riportare il deficit sotto controllo. Mentre imponevano misure draconiane ai lavoratori ellenici, senza fare troppo rumore, come si è appreso nei giorni scorsi, Parigi e Berlino chiedevano contemporaneamente ai vertici del gabinetto greco di stipulare onerosi contratti d’acquisto per inutili armamenti usciti dalle officine francesi e tedesche.

Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, si era fatto immediatamente promotore di un piano di salvataggio per la Grecia sull’orlo della bancarotta, ma il cancelliere tedesco, Angela Merkel, aveva espresso parecchie perplessità, cercando poi di vincolare l’intervento comunitario all’adozione di provvedimenti particolarmente drastici da parte del primo ministro George Papandreou. Nonostante i tentennamenti, dettati anche da motivi elettorali, il governo di Berlino non avrebbe in ogni caso permesso un default della Grecia, che avrebbe a sua volta avuto pesanti ripercussioni sulle banche tedesche, esposte per decine di miliardi di euro con i bond greci.

La difesa dei propri istituti bancari non è stata tuttavia l’unica motivazione che ha spinto Francia e Germania ad accordarsi sullo sblocco di 110 miliardi di euro per la Grecia. La situazione di crisi di quest’ultimo paese ha rappresentato anche l’occasione per assicurare alle rispettive industrie belliche commesse miliardarie. Così, oltre a prescrivere un programma di riduzione del deficit pari a 30 miliardi di Euro, con vere e proprie tecniche ricattatorie è stato imposto alla Grecia, come condizione informale per ottenere il prestito, l’acquisto di armi e mezzi militari che non faranno altro che gonfiare ulteriormente un debito già colossale.

A documentare le trattative sono state varie testate giornalistiche, tra cui l’agenzia di stampa Reuters, l’americano Wall Street Journal e il quotidiano conservatore greco Kathimerini. Secondo i resoconti pubblicati, il presidente Sarkozy avrebbe addirittura negoziato di persona le transazioni di armi nel corso della trasferta del premier Papandreou a Parigi nel mese di febbraio per richiedere assistenza economica al governo francese. Pur consapevole delle condizioni delle finanze greche, Sarkozy avrebbe ottenuto in cambio un ordine per sei navi da guerra FREMM (costruite dalla parigina DCNS in collaborazione con Fincantieri) per un totale di 2,5 miliardi di Euro.

Inoltre, il Capo di Stato francese si sarebbe anche assicurato la promessa dell’acquisto da parte delle forze armate greche di 15 elicotteri Super Puma (prodotti dalla compagnia transalpina Eurocopter), del valore di 400 milioni di Euro, e di una quarantina di aerei da combattimento Dassault Rafale, il cui costo unitario si aggira attorno ai 100 milioni di Euro.

Non da meno è stato poi il governo tedesco, che aveva ferocemente criticato la Grecia e i suoi abitanti per aver vissuto al di sopra delle proprie possibilità e, nel momento di difficoltà, di aver presentato il conto ai partner europei. Lo shopping forzato a Berlino del governo guidato dal PASOK di Papandreou, è consistito in almeno un paio di sottomarini della Thyssen Krupp, pagati 1,3 miliardi di Euro.

Le spese militari della Grecia sono peraltro tradizionalmente già molto più elevate rispetto alla media dei paesi europei, soprattutto a causa delle persistenti tensioni con la Turchia. Nel bilancio dello Stato per l’anno in corso, il Governo greco aveva perciò annunciato un taglio delle spese militari dal 3,1 per cento del PIL al 2,8 per cento. Un obiettivo che difficilmente verrà centrato, visti i nuovi contratti con le aziende francesi e tedesche.

A seguito di queste rivelazioni, come previsto, si sono moltiplicate le proteste in un paese già provato dai tagli selvaggi del governo socialista. Per fronteggiare le critiche, il vice primo ministro, Theodoros Pangalos, ha ammesso pubblicamente che il suo governo era stato messo “sotto pressione per concludere accordi contro la propria volontà”, dal momento che alla Grecia “non servono nuove armi”.

I ricatti velati nei confronti di Atene sono stati confermati alla Reuters anche da un anonimo consigliere di Papandreou, il quale ha ricordato come durante le trattative per il prestito alla Grecia “nessuno diceva apertamente: acquistate le nostre navi da guerra o non vi daremo un soldo; tuttavia era chiaro che ci sarebbe stata maggiore disponibilità se avessimo fatto quello che ci era richiesto sul fronte degli armamenti”.

L’intera vicenda rivela la profonda ipocrisia che si nasconde dietro una propaganda che chiede enormi sacrifici ai lavoratori per sanare un debito del quale essi non hanno alcuna colpa. E, allo stesso tempo, smaschera la vera natura della presunta generosità di governi come quello francese e tedesco, apparentemente giunti come benefattori in soccorso della Grecia, ma in realtà ben decisi a difendere solo ed esclusivamente gli interessi economici delle loro banche e delle loro aziende.





Papi girls

26 07 2010

Claudio Pappaianni e Emiliano Fittipaldi per “L’espresso”

Alcune sono diventate assessori e ministre della Repubblica. Altre hanno girato film e spot per la televisione. Poche fortunate sono finite sulle copertine dei settimanali della Mondadori, una ha dato la maturità da privatista e deve scegliere a quale università iscriversi, molte continuano a fare le escort.

Tutte, al di là di cosa fanno e cosa diventeranno, resteranno nell’immaginario collettivo come le “Papi Girls”, l’esercito di belle donne che per due stagioni ha ballato alle feste di Villa Certosa e frequentato le stanze di Palazzo Grazioli, la residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

A un anno dagli scandali firmati Noemi Letizia e Patty D’Addario, il premier dice di aver cambiato vita. Con il divorzio da Veronica Lario è tornato single, anche se le battute sul gentil sesso continuano ad essere uno dei suoi cavalli di battaglia. Di liaison ufficiali nemmeno l’ombra.

L’estate 2010 è appena iniziata, ed è probabile che ai vecchi bagordi sardi Silvio preferirà la quiete del castello di Tor Crescenza, la dimora dei Borghese immersa nel verde a cui fa sempre più spesso visita, location per matrimoni (organizzati dalla Relais le Jardin, società del genero di Gianni Letta) ben lontana da occhi indiscreti.

PROFUMO DI NOEMI
Ma che fine hanno fatto le ragazze che collezionavano ciondoli a forma di farfallina e si facevano tatuare sulla caviglia frasi tipo: “L’incontro che ha cambiato la mia vita: S.B.”? L’elenco delle fanciulle che sono entrate in confidenza con Silvio e con le prime pagine di quotidiani importanti e periodici rosa è lungo.
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Quante lire ci sono ancora in giro ?

21 07 2010

di Roberto Faben

ROMA (14 luglio) – Pensare di tornare alla cara, vecchia lira è pura utopia, sostengono gli economisti, un sogno che resterà tale. Nonostante la situazione della bilancia dei pagamenti nazionale non manifesti il passivo degli anni del serpente monetario, l’appartenenza ad un sistema monetario integrato, quello dell’area euro, tiene al riparo da crisi valutarie, come quella, del 1992, che colpì l’Italia. E allora gli italiani, popolo cronicamente malato di nostalgia, se non possono avere più il privilegio di possedere ed utilizzare una propria divisa nazionale, così come la Svizzera fa con il franco, le lire rimaste in circolazione se le tengono in cornice, in una busta, fra le pagine di un libro.

Analizzando i dati della Banca d’Italia, la quale, dopo l’introduzione dell’euro, ha perso la funzione di emissione, delegata alla Banca Centrale Europea, emerge un fenomeno curioso. Al 31 maggio 2010, risultano non rientrati quasi 310 milioni di pezzi dell’ultima serie in circolazione prima dell’avvento della moneta unica, quelli che possono essere ancora cambiati. Si tratta di denaro, di fatto ancora circolante, per il rispettabile valore di 2.557 miliardi di lire, ossia quasi 1,3 miliardi di euro.

Dopo una prima fase di corsa al cambio, durata dal 28 dicembre 2001 al 31 dicembre 2002, nella quale il valore complessivo dei biglietti cartacei in lire, ancora circolanti, è passato da oltre 126mila miliardi di lire, a 4.216 miliardi, il processo di rientro ha subìto una brusca frenata, tanto che, è ormai pressoché certo che si concretizzi un’eventualità assolutamente non prevista. Dal momento che, anche dal 2009 al 2010 è rientrato soltanto un minimo quantitativo di vecchi biglietti, alla data del 29 febbraio 2012, termine ultimo per l’accettazione per il cambio in euro della tramontata moneta nazionale, centinaia di migliaia di banconote resteranno fuori dal controllo della Banca d’Italia, e saranno dunque sottratte alla distruzione (i biglietti, infatti, dopo la consegna agli sportelli, sono triturati nello stabilimento sulla Tuscolana, a Roma).
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Guida a Kaspersky Rescue Disk

16 07 2010

Guida a Kaspersky Rescue Disk

Download:(~170Mb)
versione 2010 su server devbuilds.kaspersky-labs -> link
vecchia versione 2008: link

Consigli:
Kaspersky Rescue Disk riconosce anche i dispositivi USb, quindi se pensi che l’infezione possa essere partita da una chiavetta o da un disco esterno, collegali preima di accendere il pc, e ovviamente selezionali prima della scansione.

Per la versione 2008 è possibile aggiornare le firme virali prima di masterizzarlo o metterlo su chiavetta seguendo questa guida.

Note:
Durante il caricamento il cd cercherà eventuali reti ethernet e wifi (aperte) per rendere possibile l’aggiornamento online delle firme virali.
Il rescue cd non ha il supporto per il RAID e per i dischi e volumi dinamici di Windows.
E’ quindi possibile che le lettere dei dischi e delle periferiche USB non siano esattamente uguali a quelle visualizzate dal sistema operativo.
Per evitare di compromettere il caricamento del sistema operativo non viene ripulito il registro di sistema.

Procedura:

Le immagini qui sotto si riferiscono alla versione 2008
Per la versione 2010 premi ESC quando richiesto
scegli English e batti invio
seleziona Kaspersky Rescue Disk. graphic Mode e batti invio

Premi invio per avviare da cd

Attendi il caricamento

Scendi su Italian o premi il suo numero e batti invio, prima che venga caricato in automatico in inglese
Attendi il caricamento

Arriverai a visualizzare l’interfaccia

Se hai un collegamento ethernet e forse wifi puoi cercare eventuali aggiornamenti rilasciati tra la pubblicazione dell’ISO e la scansione che stai per effettuare. Imposta però nei parametri del router il DHPC attivo.
1) Clicca sulla scheda Aggiorna
2) Clicca su Avvia aggiornamento

Se l’aggiornamento non dovesse completarsi
1) clicca su Impostazioni
2) clicca su Aggiorna
3) clicca su Impostazioni…
4) metti la spunta su Server degli aggiornamenti Kaspersky Lab
5) clicca su Ok e riesegui l’aggiornamento

L’aggiornamento corretto viene segnalato con la dicitura “I database sono aggiornati”
E il semaforo superiore dovrebbe diventare verde

Al momento della creazione della guida non lo è diventato e l’ho forzato nascondendo l’avviso

1) Clicca sulla scheda Scansione
2) Metti la spunta a tutti i dischi, partizioni, periferiche USB
3) Clicca su Richiedi azione o l’azione impostata di default
4) Scegli Non richiedere l’intervento utente
5) Assicurati di avere la spunta su Disinfetta e Elimina se la disinfezione non riesce
6) Clicca su Avvia scansione

Al termine della scansione per trovare tutte le infezioni rilevate
1) clicca su Rilevato
2) selezione Tutto il malaware rilevato
3) in caso di falsi positivi puoi cliccare sul file e ripristinarlo

Per salvare il log della scansione
1) clicca su Rapporti
2) seleziona la riga relativa alla scansione effettuata
3) clicca su Salva
4) clicca su Computer, sull’icona di un disco poi su disc e poi su C:
5) chiamalo kasp.log
6 clicca su Salva

Per uscire
1) clicca su Esci
2) clicca su Si

1) clicca in basso a sinistra sulla K
2) clicca su Esci

Clicca su OK e al termine dello spegnimento togli il cd

Se stai effettuando una pulizia del pc nel reparto Aiuto sono infetto carica secondo le modalità il log che trovi in c:

Una volta che il log è stato controllato e non ci sono falsi positivi da ripristinare puoi procedere all’eliminazione dei file che lascia nella cartella C:\Documents and Settings\All Users\Application Data\/Kaspersky Lab
Per raggiungerla fai Start -> Esegui -> copia/incolla “%allusersprofile%\Application Data” (compreso di virgolette) e cancella la cartella Kaspersky Lab

Se il log dovesse superare la decina di MB scarica l’allegato, estrailo nella stessa cartella del log e lancialo, verrà generato automaticamente un “log filtrato” più leggero contenente solo le righe significative





Uruguay-Olanda in streaming qui

6 07 2010
CCTV5 [CN]
Certain
06-07-2010 20:30 23:00
Software Link Bitrate
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