Adobe InDesign CS5 Portable

27 11 2010

 

Adobe InDesign CS5 v7.0.3.535 Portable | 140 Mb

Adobe InDesign CS5 software provides precise control over typography and built-in creative tools for designing, preflighting, and publishing documents for print, online, or to mobile devices. Include interactivity, animation, video, and sound in page layouts to fully engage readers.

Cross-media publishing
Create sophisticated page layouts for print publishing; interactive PDF documents that include video and sound; or engaging SWF documents complete with interactivity, animation, sound, and video for playback in the Adobe Flash Player runtime.

Integration with Adobe CS Live online services
Speed up reviews of page layouts using Adobe CS Review, included in new Adobe CS Live online services. CS Live services are complimentary for a limited time.

Integration with Adobe design, web, and digital reading applications
Move projects smoothly from design to print or digital output, thanks to tight integration with industry-leading Adobe solutions such as Adobe Photoshop, Illustrator, Acrobat, Flash Professional, and Digital Editions software.

Productivity tools
Produce sophisticated page layouts using customer-inspired productivity features such as smart guides, rapid table creation, multiple-file placement, the ability to create pages of different sizes in a single file, and streamlined object selection and editing.

Robust text composition
Create beautiful, sophisticated text for virtually any medium with professional typography features including styles, text wrap, the Paragraph Composer, OpenType support, and drop caps. Include headlines that span or split columns without a separate text frame.

Built-in creative tools
Explore creative possibilities directly within Adobe InDesign CS5 using integrated drawing tools, built-in Adobe Photoshop effects, finer transparency controls, and support for 3D Photoshop artwork.

Preflighting and production
Speed up production, enjoy the ability to export PDFs in the background as you continue to work, and deliver error-free documents with live preflighting, document-installed fonts, JDF technology, presets, and onscreen controls.

Automation
Create powerful automated workflows to reduce the time you spend on repetitive layout tasks. Incorporate database-driven content for greater efficiency when publishing across channels.

Extensibility
Rapidly build unique workflows and software solutions for custom publishing using InDesign Markup Language (IDML), an XML-based file format that enables developers to create or modify files using standard XML tools.

Collaboration in editorial workflows
Improve collaboration between design and editorial teams with tight integration between InDesign CS5 and Adobe InCopy CS5 software.

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La prima meta

17 11 2010

“Placco, rotolo a lato del raggruppamento, sono stanco ma mi rialzo subito. Guardo sul lato aperto, i neozelandesi sono in troppi, faccio il giro della ruck e mi schiero come secondo difensore di fronte a Mehrtens. Respiro affannosamente per recuperare lo scatto precedente ma non c’è tempo, la palla esce. Gibson prende il pallone, attacca la nostra linea di difesa, noi saliamo. Quasi senza guardare passa la palla all’interno, verso la mia zona. Sono lì, allungo il braccio, è un flash, arrivo sulla palla. E’ mia, è tra le mie mani e corro, corro più veloce che posso. I primi metri senza pensare a nulla, scappo da tutti con l’ovale tra le braccia. Sono i 50 metri più lunghi, belli e leggeri di tutta la mia vita. Mi volto un paio di volte per guardare se qualcuno mi sta prendendo, ma non riesco nemmeno a mettere a fuoco quello che succede dietro di me. Voglio solo correre, ho corso per tutta la mia vita, quella è la mia meta. Vedo i pali, la linea. Mi tuffo con il pallone sul petto, lo schiaccio a terra. Quello è il mio momento, disteso sul prato umido per qualche frazione di secondo. E’ tutto vero. Ho 21 anni, sono capitano, sto giocando contro gli All Blacks e ho appena segnato la mia prima meta in Nazionale”.

(Da “Vita da capitano”, l’autobiografia di Marco Bortolami con Paolo Cecinelli, BCDalai editore.)





La terra dei cachi

15 11 2010

Enrico Marro per il “Corriere della Sera

ITALIA

Che la riforma del fisco sia assolutamente necessaria lo dimostrano, se mai ve ne fosse ancora bisogno, i dati sulle dichiarazioni dei redditi 2009 rielaborati e messi ieri sul sito dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. I dati raccontano di un’Irpef progressiva caricata sulle spalle di pochi che non possono evadere. Su 41,8 milioni di contribuenti, più di uno su quattro (10,7 milioni) non paga imposte perché ha un reddito basso oppure fa valere detrazioni tali da azzerare l’imposta.

ITALIA

Succede così che, analizzando l’imposta netta, ben il 52% di tutta l’Irpef viene pagato da appena il 13% dei contribuenti più ricchi. Ricchi per modo di dire, perché sono quelli che in realtà dichiarano più di 35 mila euro. Appena l’1% dei contribuenti denuncia più di 100 mila euro di reddito, ma versa ben il 18% di tutta l’Irpef. E sapete quanti sono quelli che dichiarano più di 200 mila euro? 77.273, cioè lo 0,18% dei contribuenti. E quelli che denunciano più di 150 mila euro? 150.198, lo 0,35%. Non solo. Di questi 150 mila super ricchi ben 127.640, ovvero l’85%, sono lavoratori dipendenti (88.066) e pensionati (39.574).

TASSE

Il reddito medio dichiarato nel 2009 a fini Irpef (redditi 2008) è stato di 18.873 euro, 1.572 euro al mese, con un aumento dell’1,14% rispetto al 2007, che è un risultato positivo se confrontato con la diminuzione dell’1,3% del prodotto interno lordo nel 2008 ma negativo se paragonato all’inflazione che due anni fa è invece salita del 3,3%. L’Irpef pagata in media da ogni contribuente è stata di 4.700 euro.

ITALIA

Sensibili le differenze di reddito territoriali. La regione più ricca è la Lombardia con un reddito medio di 22.544 euro, seguita dal Lazio con 21.306 euro. La più povera la Calabria con 13.472 euro. La metà di tutti i contribuenti ha dichiarato meno di 15 mila euro (1.250 euro al mese) e i due terzi meno di 20 mila euro. Riguardo alla tipologia di reddito, i lavoratori dipendenti hanno denunciato in media 19.640 euro, i pensionati 13.940 euro mentre i redditi da impresa e da lavoro autonomo si attestano rispettivamente a 18.140 e 38.890 euro.

Infine, sono 506 mila i «contribuenti minimi» con un reddito medio di 8.840 euro, e poco più di un milione le società di persone per le quali, escluso il 16% che risulta in perdita, il reddito medio è stato di 43.930 euro. Sono 5,2 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva. Di questi, le società di capitali, pur rappresentando solo il 20%, pagano il 74% dell’imposta.

 





Lo schifo persiste #30

15 11 2010

Di Michele Boldrin

 

Il giorno 21 settembre 2010 il deputato Antonio Borghesi dell’Italia dei Valori ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava cha tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare parecchi più anni di contributi per maturare il diritto alla pensione.

Indovinate un po’ come è andata a finire:

Presenti 525

Votanti 520

Astenuti 5

Maggioranza 261

Hanno votato sì 22

Hanno votato no 498.

Ho controllato in rete. La notizia è apparsa solo su siti legati all’Italia dei Valori e qualche altro sparuto blog, che neanche noi abbiamo notato. Niente, assolutamente niente, su nessuno dei principali quotidiani nazionali, alla radio o, neanche a parlarne, la TV.

Non male come prova che, quando è l’ora di rubare al contribuente, questi e quelli pari sono …





Un grande, Lula !

15 11 2010

Maurizio Molinari per “La Stampa”

OBAMA E HU JINTAO

Il G20 si apre nel segno dei disaccordi su svalutazione delle monete e squilibri commerciali, obbligando i leader a una maratona negoziale per concordare un testo sufficientemente neutro da salvare il primo summit asiatico. L’incontro fra le venti maggiori economie del pianeta è iniziato con la cena di lavoro nell’avveniristica sede del Museo nazionale di Corea, dove hostess in antiche tuniche reali e bambini in abiti folkloristici hanno fatto da sfondo al doppio dissenso sull’agenda.

SARKOZY E MERKEL SUL LUNGOMARE DI DEAUVILLE

Su entrambi i fronti è l’America di Barack Obama ad essere sotto pressione. La prima, e più aspra disputa, riguarda la quotazione delle valute. Obama è arrivato a Seul puntando a mettere alle strette la Cina a causa dell’eccessiva debolezza dello yuan, a cui attribuisce buona parte del deficit commerciale Usa, ma si è trovato sul banco degli imputati a causa delle critiche giunte da numerosi Paesi nei confronti della recente decisione della Federal Reserve di acquistare 600 miliardi di titoli del Tesoro Usa con una mossa sospettata di voler abbassare artificialmente il valore del dollaro.

BERNANKE

«Politiche come quelle della Fed rischiano di mandare in bancarotta il mondo intero» accusa il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, secondo il quale «se i Paesi ricchi che non consumano vogliono sostenere le economie con le esportazioni andremo tutti incontro ad collasso perché si innescherà una corsa a vendere».

Obama risponde che «la cosa più importante che gli Stati Uniti possono fare per l’economia globale è crescere, in quanto restiamo il motore delle altre nazioni» ma la sua ricetta di puntare sul raddoppio dell’export del «made in Usa» incontra forti resistenze, come confermato dall’impossibilità di annunciare l’accordo di libero scambio con la Corea del Sud, rinviandolo alle «prossime settimane» assieme alle conseguenti ricadute sull’intesa fra Seul e l’Unione Europea.

LULA E DILMA-ROUSSEF

La crisi delle monete è stata al centro di un bilaterale fra Obama e il leader cinese Hu Jintao durato 1 ora e 20 minuti ma il comune intento di «arrivare a un risultato positivo» e la promessa di Pechino di procedere nella «riforma monetaria» non ha partorito una convergenza sul testo finale, nel quale l’America vuole includere un esplicito riferimento alla necessità di quotare lo yuan «sulla base dell’andamento dei mercati valutari».

CAMERON E LE SPILLE-PAPAVERO IN CINA

Il secondo fronte di crisi riguarda la necessità di trovare un nuovo equilibrio fra nazioni con deficit e surplus di bilancio. Qui il duello è fra Obama – sostenuto da Canada, Australia, Gran Bretagna e Singapore – e la Germania di Angela Merkel, che assieme a Cina e Giappone vanta i maggiori surplus. Tim Geithner, ministro del Tesoro Usa, aveva proposto di stabilire un tetto massimo del 4 per cento tanto per i surplus che per i deficit ma il rifiuto di Berlino – che ha un surplus al 6,1 per cento – è stato netto. La Merkel lo ha ribadito a Obama: «Stabilire dei tetti precisi non è appropriato».

GEITHNER

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aTV Flash 4.2.1 – Hack per l’Apple TV

12 11 2010

Se siete possessori dell’AppleTV allora fareste bene ad installare questa modifica software

aTV Flash 4.2.1 | Mac OS X | 56 MB

 








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