Il Bahrein non è la Libia

19 04 2011

di Carlo Musilli 

“E’ necessaria un’azione decisiva e immediata per fermare la repressione in Bahrein“. L’ha scritto Ali Akbar Salehi, ministro degli esteri iraniano, in una lettera spedita la settimana scorsa al segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. In questo momento l’unica voce interessata a riportare l’attenzione internazionale sul piccolo arcipelago del Golfo sembra essere quella di Teheran. Il mondo occidentale, Stati Uniti in testa, ha scelto di nascondere la crisi del Bahrein sotto al tappeto. “Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu – ha aggiunto Salehi – pur avendo svolto un ruolo determinante a favore delle rivolte in altri Paesi arabi, sembra rimasto indifferente di fronte alla morte di molti civili bahreiniti”.

Da metà febbraio la maggioranza sciita del Paese (circa il 70% della popolazione) continua a protestare contro la famiglia reale sunnita, gli al-Khalifa, al potere da oltre 30 anni. Con l’autorizzazione degli Usa e in virtù di un trattato di difesa siglato dalle monarchie del Golfo nel 1984, lo scorso 14 marzo il re saudita Abdullah ha spedito in Bahrein mille soldati. Da allora la repressione si è fatta più sanguinosa. Ad oggi, il bilancio è di 24 morti e centinaia di feriti.

Fin dall’inizio della protesta l’Iran ha espresso il suo totale appoggio ai manifestanti, accusando l’Arabia Saudita di aver indebitamente occupato l’arcipelago, “come Saddam fece col Kuwait”. Teheran ha anche intimato al Pakistan e alla Giordania di non inviare più mercenari a Manama. Da questi Paesi infatti proviene la maggior parte degli uomini delle forze di sicurezza sunnite fedeli agli al-Khalifa.

Su una cosa gli iraniani hanno sicuramente ragione: gli Usa e le Nazioni Unite non considerano la sollevazione del Bahrein degna di attenzioni come le altre “primavere” del mondo arabo. Le richieste di democrazia dei ribelli di Manama non vanno sostenute. E questo per una banale valutazione costi-benefici. Il paesetto del Golfo è strategicamente centrale per gli Stati Uniti, che qui hanno stanziato la Quinta Flotta della loro Marina Militare.

Non solo. Se la maggioranza sciita prendesse il potere (ma per il momento si limita a chiedere riforme), il Bahrein entrerebbe facilmente nella sfera di controllo dell’Iran. Una prospettiva inaccettabile anche per il più importante fra gli alleati di Washington, l’Arabia Saudita. Con la minaccia iraniana così vicina alle sue coste, Riyadh vedrebbe moltiplicarsi le possibilità di essere contagiata dal virus della rivolta sciita.

Per queste ragioni, fino ad ora, Ban Ki-Moon non è andato oltre un monito per l’eccessivo uso della forza da parte del regime degli al-Khalifa. Gli americani invece hanno espresso solo “preoccupazione”, ma nessuna vera condanna. Il segretario di Stato Hilary Clinton la settimana scorsa ha chiesto che “sia avviato un processo politico in cui trovino spazio i diritti e le aspirazioni della maggior parte della popolazione del Bahrain”.

Una frase formale, da copione, buttata lì nel mezzo di un discorso generico sulle diverse crisi mediorientali. Niente di più lontano da una reale presa di posizione. L’amministrazione Obama non ha ritirato il proprio ambasciatore da Manama, né tanto meno si è sognata di proporre per il Bahrein le stesse sanzioni imposte alla Libia.

La settimana scorsa Human Rights Watch ha denunciato la morte di quattro delle oltre 430 persone arrestate dal regime bahreinita nell’ultimo mese. Pare che altri tre membri dell’opposizione siano morti in carcere in circostanze sospette: il governo parla di “cause naturali”, ma a sentire l’organizzazione umanitaria i loro corpi rivelavano “segni di orribili torture”. Secondo l’opposizione, addirittura 720 manifestanti sarebbero finiti in galera, mentre altri 210 sarebbero ancora dispersi.

Da circa un mese il principale ospedale di Manama è sotto occupazione militare. I medici sono stati selezionati dall’esercito, che ha anche posto limiti alle attrezzature utilizzabili. Il governo ha giustificato il provvedimento sostenendo che la struttura fosse utilizzata come centro organizzativo delle proteste. Venerdì scorso il regime sunnita ha annunciato un’indagine sull’attività dei principali partiti d’opposizione, gli sciiti “al-Wefaq” e “Azione Islamica”. Tutto lasciava presupporre che le due organizzazioni sarebbero state messe fuori legge, ma alla fine il governo di Manama ha rinunciato al progetto. Sembra che siano arrivate delle tirate d’orecchi direttamente da Washington e da Londra.

La censura dei media invece continua indisturbata. La settimana scorsa è stato impedito a un reporter del Financial Times di prendere un aereo. Un altro giornalista della Bbc è stato trattenuto per ore dall’esercito in aeroporto. Tutto questo senza dare la minima spiegazione. Alcuni giorni fa il regime ha anche messo sotto controllo il principale quotidiano del Paese, costringendo il direttore alle dimissioni.

“Non prendiamo la decisione di intervenire sulla base dei precedenti o di principi come la coerenza”, così Danis Mc Donough, consigliere di Obama per la sicurezza nazionale, ha risposto a chi gli chiedeva ragione delle diverse politiche americane in Libia e in Bahrein. Candido come la neve, Denis ha poi aggiunto: “Prendiamo questo genere di decisioni in base a quale sia il modo migliore per sostenere i nostri interessi nella regione”.





Windows MicroXP 2011 Portable

15 04 2011
Windows MicroXP 2011 Portable

by lucky38

:::->Descrizione<-:::

Una delle più piccole distribuzioni di Windows XP SP3. Puoi usare il 99% dei programmi esistenti e finora nessuno ha riportato giochi non funzionanti in MicroXP.
Un singolo click apre questa versione di Windows indipendente dal sistema operativo ospitante che consente di navigare in sicurezza, testare applicazioni prima di installarle nel S.O. “ufficiale”, verificare la presenza di virus in un ambiente isolato ecc.

Ottimo, e’ sufficiente il doppio click del mouse sull’eseguibile per avviarlo; velocissimo, in pochi secondi il sistema virtualizzato e’ operativo in una finestra senza l’ausilio di software di virtualizzazione tipo VMware ne tantomeno fantomatici player. Si e’ subito connessi alla rete se la macchina ospitante e’ connessa (testata connessione in wireless, con modem usb e chiavetta usb umts). Ottimo per testare software ma anche per quei software non compatibili con Win7, senza la necessita’ di installare WindowsXP su un’altra partizione, insomma pronto all’uso!

Calcolando che sono riuscito a farlo girare in questa macchina…
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…consiglio comunque almeno 512 MB di ram se no si perde la pazienza ad avviare i software nel sistema portable lol.gif

This has to be one of the smallest Windows XP installations out there. Whats more – you can use 99% of the programs you always use and up to now there is not one single report of any game not working in MicroXP.

This install includes default XP drivers for Ethernet/Sound/SCSI/RAID
It has all languages kept, except Chinese/Japanese/Korean.
It has all keyboard layout choices kept.
It also has Service Pack 3 final slipstreamed into it.
LAN Networking is now possible – Use Map Network Drive and just put the computer name of the computer you want to network with.
Digital Cameras and Scanners can also now be used.
Opera 2011 included with FTP and Email capabilities.
CCleaner for HDD & Registry cleaning procedures and Privacy.
NOD32 On-Demand Scanner.

:::->Screenshot<-:::

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:::->Scheda tecnica del Software<-:::

Dimensione: 216 MB compresso, estratto 563 MB
Lingua: Inglese
Versione: 2011
Genere: Sistema operativo virtualizzato portabile con QEMU
Anno di uscita: Gennaio 2011
Requisiti del Sistema: Tutti i sistemi operativi compreso Win7 X64
Prezzo: se il creatore non chiede nulla…
Info Installazione: Decomprimere i file (2 parti rar) ed eseguire l’icona WindowsXP.exe

good.gif

 

Download (torrent)





Rovigo – L’Aquila

1 04 2011

Leggo con piacere su Rugby1823 :

 

Due anni, un anniversario quantomeno insolito. E’ il tempo che passa fra un sisma che mette in ginocchio L’Aquila e l’Abruzzo e un gesto che impasta solidarietà, passione sportiva e un rispetto atavici. Dunque 9 aprile 2009 vs 9 aprile 2011. Terremoto vs Rovigo-L’Aquila di Eccellenza 2010/2011.
E’ questa l’occasione colta da un gruppo informale di supporters rodigini, sulla scorta di un match di andata dall’esito favorevole alla Rugby Rovigo Delta nel punteggio e a entrambe le tifoserie per quanto riguarda il bel terzo tempo trascorso insieme. Le feste natalizie di mezzo, quindi l’idea di una raccolta fondi, affinché gli appassionati abruzzesi possano raggiungere il “Battaglini” e ricambiare la visita.
Lo spontaneismo bersagliere si mette in moto, nel giro di ventiquattrore aderisce all’iniziativa l’azienda Irsap di Arquà Polesine e la famiglia Quaglio. Seguono la tifoeria organizzata delle Posse Rossoblu, Marco Verza macelleria, Arta Parrucchieri dell’inossidabile appassionato bersagliere Tony Manero, la pasticceria Gocce di Miele di Rovigo,L avanderia Pellegrini. E tanti, tanti singoli supporters rodigini.
La notizia del raggiungimento della quota monetaria, necessaria a noleggiare il pullman, arriva sabato 26 marzo, ad addolcire il palato per la non brillantissima prestazione casalinga della Rugby Rovigo Delta contro la Rugby Roma. L’ultima spinta la dà proprio il sodalizio di Via Alfieri, mettendo a disposizione della comitiva aquilana i tagliandi del match al prezzo ridotto di € 8








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