La sua e’ classe…

16 12 2008





Classifica delle 10 migliori mete turistiche per il 2009

7 11 2008

Ecco la classifica delle migliori 10 località per il 2009 (dalla decima alla prima) contenuta all’interno del libro « Lonely Planet’s Best In Travel 2009 » venduto al prezzo di 24,99 euro.:

10.
Yunnan, regione sud-occidentale della Cina, dove puoi trovare pace, storia, giungla e ricerca interiore;

9.
Isole Svalbard, freddo, ghiaccio, neve e solitudine a pochi passi dal polo; ricordo ancora quando Patrizio Roversi in Turisti per Caso visitando le Svaalbard disse “E’ questo il posto piu’ simile al Paradiso ??”

8.
Sono due i luoghi che si dividono questo gradino del podio: le due isole dell’arcipelago caraibico colombiano San Andres (viva e modaiola) e Providencia (per piccioncini che vogliono dividere le spiaggie con pochi intimi);

7.
Big Island, la grande isola delle Hawaii, meno «fashion» delle sorelle ma più abbordabile (come prezzi) e ricca di fascino (attenzione al vulcano attivo);

6.
Nam Ha, Laos, assenza totale di turismo organizzato, camminate nella giungla e villaggi lontani dal progresso tecnologico;

5.
Linguadoca, la Francia meno conosciuta, ma che sta rubando viaggiatori alla Costa Azzurra e alla Provenza… puoi trovare splendide città (come Nîmes) e meravigliose montagne;

4.
Ko Tao, perla della Thailandia, nuovo «eden» per gli appassionati d’immersioni;

3.
Chiloé, Cile, nuova riserva ecologica, antico e moderno a braccetto e possibilità di dormire in bellissimi agriturismi;

2.
Paesi Baschi, situati tra Francia e Spagna offrono mare, arte (Bilbao con il Guggenheim Museum), moderno, antico, ottimo cibo, feste popolari… cosa vuoi di più?

And the winner is…

1.
Bay of Fires, che trovi in Tasmania è (cito dalla Lonely Planet): sabbia bianca e leggera come borotalco, mare blu, cielo terso e nessuno con cui dover dividere il «paradiso».
Questa baia era il tesoro segreto dei pirati, se vuoi vederla al naturale devi andarci ora, tra un anno sarà la spiaggia di tutti!

Fonte | Viaggio vero





Tiziano Terzani su RaiNews24

12 09 2008

Nel 70mo anniversario della nascita di Tiziano
Terzani, che ricorre il 14 settembre, Rainews24
dedicherà la programmazione serale del week-end
a due documentari per ricordare il giornalista
e scrittore fiorentino scomparso quattro anni fa.
Sabato 13 alle 23 verrà riproposto, per la prima
volta dopo molti anni, il documentario Rai del 1985
“Viaggio nella follia cambogiana” di Raffaello Uboldi,
con Tiziano Terzani narratore e protagonista,
realizzato a qualche anno di distanza dalle stragi
dei khmer rossi. Fu nella rilettura della tragedia
cambogiana che Terzani mise in discussione l’idea
della “guerra giusta” e considerò l’esperienza
di quel Paese come la conseguenza dell’ideologia comunista.
Alle 21,30 di domenica 14 andrà in onda
“Tutti i colori di una vita: Tiziano Terzani si racconta”
realizzato nel 2006 per Rainews24 e Raitre da Paolo Aleotti
e Luciano Minerva, con musiche originali di Rita Marcotulli
e Nguyen-Le. Il filmato si basa sul racconto della propria
esperienza umana e professionale fatto da Terzani,
negli ultimi mesi di vita, al figlio Folco.




Lettera di Angela Terzani Staude al “Fun” Club

25 06 2008

Riceviamo e pubblichiamo con molto piacere una lettera di Angela Terzani Staude dedicata a tutti i 20.035 iscritti alla newsletter “Govinda”

Agli amici del “fun” club
di Angela Terzani Staude

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Dovunque io vada a parlare di Tiziano, ospedali o librerie, associazioni private o luoghi di incontri pubblici che siano, sempre spunta qualcuno a convincermi che non è tutto inutile, a farmi sentire fra persone che continuano a leggerlo e pensarci. E quasi sempre siete voi, i suoi amici del Fun Club, a venirmi incontro così. Di questo vostro esserci in persona, come dei pensieri che mi mandate per lettera o e-mail vi ringrazio moltissimo perché mi riscaldano il cuore.

Intanto, a febbraio abbiamo fatto uscire un nuovo libro, Fantasmi, che raccoglie gli articoli che Tiziano aveva scritto sulla Cambogia tra il 1972 e il 1996, ossia tra il nostro arrivare in Asia e il suo ritirarsi nell’Himalaya. Di questi articoli, tre erano già usciti in tedesco in un volumetto intitolato «Holocaust in Kambodscha» (1980) che molti ci avevano chiesto di poter leggere in italiano.

Ma non aveva senso pubblicare quei drammatici reportage, una quarantina di pagine in tutto, fuori dal loro contesto storico, perché non si capiva né come si fosse arrivati all’olocausto (oggi si preferisce la parola genocidio), né come il paese ne fosse uscito. Sembravano articoli un po’ campati in aria. Per questo, intitolando il capitolo che li contiene «Dopo l’olocausto», li abbiamo rimessi al posto in cui cronologicamente debbono stare: fra gli altri articoli inviati da Tiziano dalla Cambogia nei 25 anni del suo scrivere d’Asia.

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Articolo su KL

25 05 2008

Ecco in anteprima il mio articolo sul mio recente weekend a Kuala Lumpur

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Brizzi non mi piace, ma i viaggi sì…

9 05 2008

PARIGI – Zaino in spalla, destinazione Gerusalemme. Enrico Brizzi torna on the road, a piedi, come sempre, per una lunga marcia. Di nuovo, ma stavolta sugli antichi percorsi di viandanti e pellegrini: da Roma alla Terrasanta. Un viaggio da seguire online, grazie al blog aggiornato quotidianamento dallo scrittore bolognese, con appunti, foto e video.

CURIOSITÀ - «Come per tutti i viaggi», spiega Brizzi, «le ragioni di questo viaggio sono da cercare nella curiostà. Insieme all’amico Marcello Fini, già nel 2006 lungo la Via Francigena, tra Roma e Canterbury, sognavamo di prolungare il viaggio dalla capitale lungo le orme di viandanti e pellegrini diretti in Terrasanta».

COSTANTE - «I viaggi a piedi», continua Brizzi, «sono una costante della mia vita». Nel 2005, il coast to coast Tirreno-Adriatico, in venti tappe, si trasformò anche in un libro: Nessuno lo saprà (Mondadori). Lo scorso anno, uscì invece Il pellegrino dalle braccia d’inchiostro (Mondadori), ispirato proprio dalla lunga camminata sulla Via Francigena.

FIERA - Da questa nuova avventura, forse, ne verrà fuori una guida: «Anche perché i romanzi non possono essere propiziati a tavolino». Venerdì, però, Brizzi farà una deviazione. Destinazione Torino, Fiera del libro, dove presenta l’ultimo romanzo: L’inattesa piega degli eventi (Baldini Castoldi Dalai). Un libro che racconta la storia di un cronista sportivo in un’Italia degli anni Sessanta rimasta fascista. Inevitabile il richiamo all’attualità e all’omicidio del 1° maggio a Verona: «Separerei la fiction dalla realtà. Nel mio romanzo, il regime fascista governa l’Italia e nessuna banda è in grado di turbarne gli anniversari come accaduto nella realtà a Verona. In questo caso gli aggressori non sono certo mandati dallo Stato: solo pensarlo sarebbe orribile».


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ASSEDIO - Alla Fiera del libro il Paese d’onore è proprio Israele, che festeggia 60 anni di esistenza. Torino è blindata per evitare nuovi scontri tra forze dell’ordine e militanti pro Palestina: «Nessun legame tra l’anniversario di Israele e il mio viaggio. Una meta come Gerusalemme non ha bisogno di anniversari per incuriosire». Una curiosità condivisa tramite il blog, un taccuino online dove Brizzi descrive sensazioni, scoperte e incontri, con appunti, foto e video. L’avventura è cominciata il 27 aprile. L’arrivo è previsto tra il 10 e il 15 luglio. Buon viaggio.

Alessandro Grandesso per il Corriere.it





Oliviero Toscani per certi versi ha ragione

19 03 2008

(Ansa)Oliviero Toscani, che oggi ha presentato il suo ultimo libro, Creativo sovversivo (Salerno Editrice), e’ stato fischiato dai ragazzi per aver criticato durante quasi tutta la conferenza i giovani e la loro passivita’: ‘Non sono piu’ creativi i giovani di oggi, sono piatti.
Gli interessa solo avere il posto fisso pretendendo pure che noi gli lasciamo la poltrona. Andassero a crearsene una loro invece di venire a scocciare noi’.

Toscani ha anche aggiunto che e’ decisamente meglio essere precari che avere un posto fisso, perche’ ci si puo’ rinnovare sempre, rinascere ogni giorno e decidere di cambiare lavoro fidanzata o qualsiasi cosa. Basta essere creativi, cosa che i giovani non sono‘. (concordo ndR)

Le opinioni di Toscani pero’, non sono state gradite dal pubblico sotto i quaranta che sentendosi chiamare in causa lo ha attaccato rispondendogli: ‘Lo vada a dire a quei ragazzi che devono fare tre lavori contemporaneamente, arrivando si e no a ottocento euro al mese, non ce la fanno ad arrivare a fine mese’, ha commentato Francesco, 21 anni, che studia e lavora.


‘Lei che si dice orgoglioso di essere precario, evidentemente guadagna talmente tanto che non ha bisogno di avere un posto fisso per vivere’, ha concluso Laura, 27 anni.





Cronache dell’altro mondo

23 02 2008

In anteprima qui sul mio blog il mio primo articolo per Il Quadrivio scritto da Singapore

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Singapore Flyer & Skyline





La Prima della Scala è una cagata pazzesca…

12 12 2007

MILANO – «La Prima della Scala è stata ripugnante, sono state cinque ore di bastonatura e ci sono stati anche dei morti di noia tanto che l’applauso finale è stato liberatorio»: torna ai paradossi fantozziani Paolo Villaggio commentando il ‘Tristano e Isotta’ di Wagner, che ha aperto venerdì la stagione scaligera. Un giudizio, quello di Villaggio sulle cinque ore dell’opera di Wagner, che ha fatto inevitabilmente ricordare la gag della Corazzata Potemkin.

A TEATRO – Secondo l’attore, che debutta al teatro Filodrammatici di Milano con ‘Serata d’addio’, uno spettacolo composto da tre monologhi di cui Villaggio è anche autore, «la Prima della Scala è un evento riservato alla casta, un appuntamento preso d’assalto dai soliti presenzialisti che hanno comprato i biglietti tempo prima solo per esserci, per partecipare a un evento». E se il pubblico della Prima è, per l’attore, «solo desideroso di apparire sui giornali», quello di ‘Serata d’addio’ si augura possa essere «giovane, sotto i trent’anni, entusiasta come lo era quello che frequentava il ‘Derby»’, lo storico locale del cabaret milanese.

 

 

11 dicembre 2007





Il ritorno dell’e-book

28 11 2007

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È proprio vero: a volte ritornano. Parlo degli e-book. Mai decollati e continuamente pompati come se fossero l’unica via di uscita per il mercato dell’editoria. Amazon ci ha rammentato della loro esistenza con il nuovo reader Kindle; qualche mese fa aveva fatto lo stesso Sony aggiornando il suo piccolo reader.

Amazon e Sony sembrano sperare in un repentino abbandono della carta stampata. Non ha mai funzionato in passato; che sia la volta buona? I numeri dicono di no. Il Wall Street Journal ha citato un dirigente dell’Editrice Rosetta Books che un paio di settimane fa ha ribadito l’imbarazzante volume di mercato raggiunto dagli e-book: una cifra compresa tra i 15 e i 25 milioni di dollari. Praticamente una crosticina dei 25 miliardi di dollari fatturati nel 2006 dall’industria dell’editoria statunitense. A questo punto quali sono le possibilità delle aziende che credono nel “libro digitale”? La corsa allo sviluppo ha già dato qualche buon risultato tecnico, che però non sembra essere abbastanza per mettere le ali al mercato. Kindle potrebbe farcela teoricamente. Ma sono ancora pochi gli esperti a scommettervi.Uno dei difetti più evidenti dei reader e-book è senza ombra di dubbio il prezzo di listino. Ma qualcuno lamenta anche limiti di portabilità e ingombri non proprio minimal anche se le cose sono migliorate negli ultimi tempi rendendo piu facile e fluida la lettura. Di fatto i consumatori spesso si domandano per quale motivo bisognerebbe acquistare un aggeggio di quel genere, quando più o meno per la stessa cifra adesso si può acquistare uno smartphone avanzato – con software di terze parti compatibile con i formati e-book.Il Reader della Sony sfiora i 300 dollari. Certamente gli appassionati saranno disposti a spendere questa cifra, ma la maggior parte dei consumatori aspetteranno prezzi più concorrenziali. È evidente che Amazon non si aspetta di vendere milioni di Kindle”, ha spiegato Stephen Baker, analista di NPD. “A questo punto l’interesse dei produttori è semplicemente di mostrare al mercato e agli editori quali siano le potenzialità dei dispositivi. Non dimentichiamo che anche nel settore della musica digitale ci volle un po’ di tempo per un far funzionare il business”. Il risultato finale, e di luminanza, è quanto mai simile a quello di un comune libro. “Puoi vedere le lettere da ogni angolo”, ha spiegato Russ Wilcox, CEO di E Ink. “Non vi è retro-illuminazione e molto spesso il lettore può leggere le pagine con il power off. In pratica si può leggere per ore senza consumare le batterie”.

Ma alla fine dei conti il vero limite è dato dalla risicata offerta di titoli. Sony in questo caso, forse, ha commesso un ulteriore errore proponendo un suo formato proprietario (BBeB) , incompatibile con tutti gli altri dispositivi presenti sul mercato.

“Se la versione digitale di un libro costa lo stesso di una versione cartacea, che senso ha?”, si chiede Richard Shim, analista di IDC. Ecco perché Kindle offre anche abbonamenti per la lettura di quotidiani, magazine e blog. Questa sembrerebbe la strada da percorrere quindi: ampia offerta di contenuti, prezzi modici e hardware più usabile. Sempre che Apple non decida di scendere nell’arena fornendo i suoi dispositivi di supporti specifici per e-book.

da tom’s hardware