La farsa della cerimonia d’apertura

14 08 2008

Avevo gia’ espresso le mie perplessita’ sulla cerimonia d’apertura delle olimpiadi di Pechino che, a mio avviso, era stata di una noia mortale.

Ora si scopre che:

Voto ancora piu’ negativo dunque..





La dieta di Micheal Phelps

14 08 2008

Negli Stati Uniti Michael Phelps è più che mai il simbolo Usa a Pechino. Dall’alto dei suoi 195 centimetri di altezza, dei 202 centimetri di apertura ‘alare’ e delle sue cinque medaglie d’oro in cinque gare, il campione di Baltimora sta conquistando le copertine e le prime pagine di tutti i magazine e i quotidiani d’America, celebrato come l’immagine stessa degli Usa nel mondo. Ma secondo il tabloid New York Post il vero segreto di Phelps non è tanto la sua struttura fisica, nè la sua motivazione, nè il suo talento naturale. No, il segreto è la dieta. Della sua passione per la pasta e la pizza, del resto rivelata dallo stesso campione, già si sapeva. Ora, il tabloid dedica all’alimentazione quotidiana di Michael Phelps un intero servizio, precisando nel dettaglio cosa l’americano mangia da mattina a sera. Colazione, 4000 calorie: tre panini con uova strapazzate, formaggio, insalata, pomodori, cipolle fritte e maionese, una frittata di cinque uova, una ciotola di semolino, tre tortine al cioccolato, tre fette di pane tostato e due tazze di caffè. Pranzo, 4000 calorie: mezzo chilo di pasta al pomodoro, due fette ‘grandi’ di prosciutto, con pane, formaggio e maionese, più non meglio precisate ‘bevande energetiche’. Cena, 4000 calorie: mezzo chilo di pasta al pomodoro, dalle sei alle otto fette di pizza e non meglio precisate ‘bevande energetiche’.

Fonte: Ansa del 13 agosto 2008 Link: http://www.ansa.it/

NdC: Non ci credo neanche se lo vedo coi miei occhi !





Beijing e la censura

12 08 2008

Se si esce dal villaggio olimpico e ci si connette alla Rete
si scopre che i siti “scomodi” continuano ad essere off limits

Il bluff cinese su internet
la censura c’è eccome

dal nostro inviato MARCO MENSURATI

Il bluff cinese su internet la censura c'è eccome

QINHUNGDAO - Basta uscire dal villaggio olimpico, attraversare la strada ed entrare in un internet caffè: per demolire l’enorme gioco di prestigio con cui il governo cinese ha illuso il mondo di aver allentato la morsa della censura sul web non occorre fare altro. Se ci si connette a internet da un qualunque posto pubblico, un posto normale, “per cinesi”, di quelli che che non hanno niente a che vedere con il matrix olimpico, si scopre che non è vero niente. La censura governativa sui siti ritenuti scomodi c’è ancora, eccome.

L’esperimento, fatto tre giorni fa, è stato ripetuto in quelli successivi. Ebbene, ecco il risultato: la pagina della Bbc in cinese, la prima che il governo di Pechino aveva annunciato di aver sbloccato, non si apre. E non si apre nemmeno la pagina di Amnesty International (quella internazionale). I blog poi sono un miraggio. Tutti quelli ospitati su splinder non vengono nemmeno presi in considerazione. E non funziona nemmeno Facebook. Escluso che si sia trattato di un problema tecnico passeggero: “Qui quelle pagine non le abbiamo mai aperte”, spiegano i ragazzi clienti del internet caffè.

A fine luglio la Cina era stata costretta ad annunciare il ridimensionamento della censura web dopo la condanna unanime della comunità internazionale. Preoccupati per il pessimo ritorno di immagine, quelli del Comitato olimpico internazionale hanno di fatto obbligato i burocrati del Bocog (il comitato organizzatore) a ritornare sui propri passi e a garantire - come da promessa iniziale - “un’Olimpiade libera”. Dopo l’annuncio della retromarcia del governo cinese, in molti si sono chiesti se l’allentamento della censura fosse una misura definitiva oppure se, una volta finita l’Olimpiade, tutto sarebbe tornato come prima. Ma già per il presente la “libertà”, come si è visto, non riguarda tutti.


(12 agosto 2008)





Interessante statistica di Rino Tommasi

6 08 2008

Fonte | UbiTennis

Della serie Federer è un giocatore finito...

Della serie "Federer è un giocatore finito..."





Che impresa, Andrea Daprai !

22 07 2008

Il trentino protagonista di tre prove da iron man: prima un’immersione in assetto variabile nelle acque del mar Ligure, poi 300 km in bicicletta attraverso Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, infine l’ascesa ai 4.810 metri della vetta più alta d’Europa. Tutto in 18 ore e 58 minuti

Andrea in azione
Andrea in azione
MILANO, 21 luglio 2008 - Da Genova alla vetta del Monte Bianco in 18 ore e 58 minuti. Protagonista Andrea Daprai, 33enne di Cles, che ha ripetuto l’impresa già compiuta l’anno scorso, migliorandosi. L’avventura del trentino è cominiciata nelle acque del mar Ligure, al largo di Arenzano, con una prova di apnea: Andrea ha raggiunto i 30 metri di profondità in assetto costante. Un’ora per ripendere fiato, poi è salito in bicicletta per coprire i 312 km che lo separavano dal Monte Bianco. Fino ad Alessandria lo ha accompagnato il suo amico e conterraneo Maurizio Fondriest, campione del mondo di ciclismo vent’anni fa in Belgio. Poi ha proseguito da solo attraverso il Piemonte e la Valle D’Aosta. Andrea ha pedalato fino ai 2.000 metri del Bar Colombal, vicino al Lago del Miage, affrontando pendenze del 15%. Da qui, poco prima delle 5 del mattino, ha iniziato l’ascesa. Andrea, accompagnato da alcuni amici, ha raggiunto i 4.810 m della vetta più alta d’Europa poco prima di mezzogiorno. Stanco ma soddisfatto.





A Beijing non si vede neanche il sole…

9 07 2008

…Per l’incredibile smog che c’e’ !!

Ma questo tanta gente non lo sa..

Guarda il video





Italia - Francia - Il mio commento

18 06 2008


Il mio commento non conta nulla e non e’ nemmeno necessario, ma siccome mi sono svegliato alle 2.30 di notte x vedere la partita adesso vi sorbite questo

Gli 11 “old guys“, i vecchietti con la maglia azzurra hanno battuto gli 11( 10 ) ancora piu’ vecchi con la maglia bleu..

Gioia e soddisfazione hanno accompagnato questa nottata davanti alla tv.

Abbiamo giocato benino, non benissimo. Abbiamo fatto cose buone e cose per niente buone e, in my humble opinion, questa Francia allenata da quel demente di Domenech e’ veramente poca cosa. Se poi gioca senza Ribery e in 10 uomini diventa ancora piu’ scarsa. Unico a salvarsi, per loro, e’ Benzema, che ancora una volta conferma di essere cavallo di razza purissima.

Per quanto riguarda l’Italia, permane il trend visto nelle altre partite: la squadra c’e', il gruppo anche, ma mi sembrano tutti un po’ spompi e bolliti. L’anagrafe purtroppo non mente.

Si distingue nettamente Buffon sempre decisivo.

Molto positivo De Rossi (come al solito), ottimo Chiellini (ammonito ingiustamente), bene Panucci e Zambrotta (troppi cross dalla 3/4, una volta arrivava sempre sul fondo), bene in fase offensiva Grosso (as usual), maluccio in quella difensiva, dove, non capisco perche’, chiude sempre troppo al centro e lascia troppo spazio all’uomo in fascia, facendomi sacramentare ogni volta che vedo questo errore..

Pirlo luce ed ombra: il ragazzo e’ abbastanza pimpante, pero’ ancora una volta il piede non e’ preciso, o meglio, non e’ perfetto come da lui ci si aspetta. Pero’ segna un bel rigore e questo basta. Inspiegabile la sua sostituzione

Gattuso solito leone, ma il Ringhio vero e’ un’altra cosa. Perrotta benino nel modulo alla romana pero’ per lunghi tratti ti chiedi se stia giocando anche lui o se sia da qualche altra parte.

Su Cassano non saro’ delicato: dimostra quello che ha dimostrato finora nella sua ben nota carriera, il che vuol dire, classe immensa, tocchi pregiati, ma mai un’azione veramente decisiva, mai una continuita’ d’azione, mai numeri da campione, insomma, ma tanti tocchi da fuoriclasse. Spero sempre che segni un paio di gol, ma alla fine realizzo sempre che non ci e’ andato nemmeno vicino.

Capiamoci: e’ sicuramente il miglior giocatore che possiamo schierare in queste condizioni e quindi lo voglio sempre titolare, pero’ faccio veramente fatica a capire i commenti sempre entusiastici quando tocca il pallone lui. Non mi aspetto niente da lui, per cui tutto quello che fara’ sara’ apprezzato

Toni si merita il cliche’ dei cliche’ dei commenti calcistici: “generoso” ! Per dire che si e’ mosso tanto, ha avuto tante occasioni (dall’inizio del torneo), ma non ne ha infilata neanche una e questo si addice piu’ a uno Iaquinta che a un Mister ValangheDiGolOgniAnno come lui..Speriamo bene

Sul Mister ci sarebbe molto da dire. Avendo giocato tanti anni a calcio so bene che l’allenatore conta poco o comunque molto meno degli 11 che vanno in campo, pero’ mi pare che sto Donadoni non abbia le idee proprio chiare e commetta un sacco di errori a partita in corso. Far entrare Aquilani (dopo averlo sempre escluso ingiustamente tra l’altro) rischiando di perderlo x qualsivoglia motivo quando domenica, si sa, dovra’ partire titolare e’ stato un errore madornale, cosi’ come l’uscita di Pirlo. Adesso dovra’ inventarsi una formazione ancora diversa, fermo restando che in difesa e attacco le idee dovrebbe avercele abbastanza chiare…

Ultima considerazione su Domenech: ho detto che so quanto poco conti l’allenatore, ma so che diventa determinante quando commette degli errori. E per fortuna nostra lui ne commette sempre tanti. Senza Voto. Non se lo merita

A cura di Lorenzo Zanirato





Booyaka !!!

16 06 2008
Rey Mysterio è nato a San Diego l'11 dicembre 1974

Rey Mysterio è nato a San Diego l’11 dicembre 1974
MILANO, 13 giugno 2008 - Non è un tipo da abbattersi facilmente, Rey Mysterio. Non lo fa sul ring, quando la sua microscopica taglia, in teoria, dovrebbe distoglierlo dall’affrontare certi giganti; e non lo fa nemmeno quando il 2008 comincia con un brutto guaio muscolare, che lo sta tormentando ancora oggi sulla via del recupero. Lo abbiamo incontrato in un albergo del centro di Milano per chiedergli la sua condizione attuale, oltre che per fargli qualche domanda più personale.
Rey, allora: come stai?
“Faticosamente, sto cercando di rientrare. A febbraio mi sono fatto male al bicipite destro. Ma tra una ricaduta e l’altra non sono ancora riuscito a riprendere del tutto l’attività”.
Per un ex campione, quanto di più fastidioso.
“Già. Purtroppo non potrò partecipare a “The night of the champions” (il prossimo grande evento in pay per view della Wwe, in programma a Dallas il prossimo 29 giugno che vedrà affrontarsi, tra gli altri, Triple H e John Cena per il titolo Wwe, e Batista ed Edge per la corona dei pesi massimi, ndr). Ma non preoccupatevi: entro la fine dell’anno riuscirò a conquistare una title shot”.
Permettimi questa domanda: come fa un piccoletto come te a non avere paura, sul ring, di colossi tipo Big Show?
“Sai, non è questione di avere paura. Ognuno ha la sua tecnica e i suoi punti di forza. Quando inizia un combattimento so di poterli sfruttare al meglio. E poco importa se davanti a me ho un gigante o qualcuno dalla stazza simile alla mia. In fono do anche un esempio”.
Cioè?
“Faccio capire che non basta essere grandi e grossi per poter primeggiare in questo sport. Il messaggio che credo di mandare, indirettamente, è di non spaventarsi davanti alle prime avversità. Anche se tutto sembra remare contro di te”.
Forse è per questo che hai moltissimi fan tra i bambini.
“Sì, sono loro i miei primi tifosi. Si identificano in me”.
Anche in Italia sei molto amato. A proposito, come ti trovi qui da noi?
“E’ una sensazione splendida, mi sento davvero a casa. Sono già venuto sei volte nel vostro Paese, e mi ha sempre colpito il calore della gente”.

Conosci qualche sportivo italiano?
“Non tantissimi, a dire il vero. Uno, però, mi è venuto a conoscere di persona, insieme ai suoi figli, dopo uno show. Quando poi ho saputo che era uno dei calciatori più popolari, sono rimasto impressionato”.

E chi era?
“Francesco Totti. E’ stato un onore incontrarlo”.
Eh, sì. E’ davvero famoso, qui da noi. Ma tu segui il calcio?
“Ci gioco spesso, con gli amici. E anche con mio figlio, nel parco che c’è dietro casa nostra. Tifo Chivas Guadalajara. E in generale, tutte le squadre messicane”.
Però non sei messicano…
“No, infatti. Sono nato a San Diego, e ci vivo anche. Sono molto legato a questa città. Tanto che la mia mossa, la 619, è una sorta di omaggio: il 619, infatti, è il prefisso telefonico di San Diego”.
Da dove nasce il tuo amore per il Messico?
“Quand’ero più giovane facevo su e giù tra Tijuana e la California. Per cui è come se fosse una seconda casa. Tra l’altro nel calcio messicano c’è un calciatore che più o meno mi è servito come esempio. Nel wrestling, ovvio, ma anche nella vita”.
Addirittura.
“Certo. Jorge Campos, l’ex portiere della nazionale messicana. Quello che giocava con delle divise colorate. Pur essendo alto meno di 1.70, è arrivato ad altissimi livelli. Pure al Mondiale. In un ruolo, come il suo, dove di solito bisogna essere dei giganti. Un po’ come me”. E chi lo abbatte, uno come Rey Mysterio…




Terry Bollea ???

12 06 2008

CLEARWATER, Florida (AP) — Hulk Hogan’s estranged wife is asking a Florida judge to cite the wrestler for allegedly not paying his share of a $4.2 million Las Vegas condo.

Linda Bollea is asking that Hogan, whose real name is Terry Bollea, be held in contempt of court and jailed until he pays. A court order requires them to share the purchase of the condo at The Palms hotel and spa.

Linda Bollea is asking that Hogan be jailed in Pinellas County. That’s where the couple’s son is serving an eight-month sentence after pleading no contest to causing a crash that seriously injured his friend.

An assistant for Hogan’s lawyer says the attorney wasn’t immediately available.





Facce nuove

11 06 2008

L’ annata dell’ atletica che conduce ai Giochi di Pechino non poteva iniziare in maniera più fragorosa e spettacolare. Il record del mondo dei 100 metri riassume da sempre il senso della sfida dell’ uomo ai limiti imposti dalla natura e per questo non lascia indifferente nemmeno chi di solito non si occupa di corse e di salti. Il primato di Usain Bolt, quel 9”72 che abbassa di 2 decimi il limite vecchio di 9 mesi di Asafa Powell, segna uno spartiacque fra quello che è stato e quello che sarà. Bolt non è soltanto il più giovane primatista mondiale della storia (compirà 22 anni il 21 agosto), il più alto (1,96), il più sorprendente per i progressi fatti quest’anno (9”76 il 3 maggio, 9”72 sabato notte): è lo sprinter che cambia il modo di correre i 100, perché ha raccolto il massimo profitto interpretandoli da duecentista. A New York, sulla pista bagnata, ma sfruttando l’ aria ripulita dopo la tempesta, ha impiegato 20 metri per lanciarsi e non ha mai smesso di accelerare, quasi che il traguardo fosse troppo vicino. Talento precocissimo, è esploso non appena è riuscito a trovare il punto di equilibrio fra la potenza del motore e la resistenza del telaio. Il record dei 100 non rappresenta un punto di arrivo, ma può diventare la prima pietra per arrivare a quello dei 200, il 19”32 di Michael Jonhson ad Atlanta ‘96 che aveva lasciato il mondo senza fiato. Perché Bolt è più veloce di Johnson sui 100 metri, perché ha la giovinezza dalla sua parte, perché è nato duecentista. Il record del giamaicano di Trelawny dimostra anche quanto sia viva l’atletica e quanto sia aperta al nuovo. I 100 metri ne riassumono la storia: con Gatlin uscito di scena per doping nel luglio 2006, Asafa Powell sembrava il re incontrastato della distanza. A Osaka, invece, è crollato, di fronte alle prodigiose accelerazioni di Tyson Gay, oro dei 100, dei 200 e della 4×100, salvo riemergere subito con il record di Rieti il 9 settembre. In questo 2008 l’ atletica non ha avuto tempo di aspettare il recupero fisico di Powell, né la ricerca della miglior condizione da parte di Gay. Così ecco lanciare in orbita Bolt. Del resto le gare di Berlino, che ieri hanno aperto la serie dei grandi meeting europei, hanno confermato che a questa atletica mancheranno anche i personaggi carismatici di una volta, ma non i talenti. Dopo i 100 metri newyorkesi di Bolt, gli 800 che Pamela Jelimo, keniana, 19 anni, ha corso in un tempo mai visto dall’89, hanno fatto capire che questa è l’ atletica dei giovani, delle sorprese, di chi ha le energie e il coraggio per non fermarsi mai.

Fonte: Fabio Monti, Corriere della Sera di lunedì 2 giugno 2008 Link: http://archiviostorico.corriere.it/2008/giugno/02/portatoatleticanelfuturoco9080602122.shtml