Sarà Rovigo la prima Provincia del Veneto a funzionare con l’energia elettrica ricavata da un impianto fotovoltaico.Che palazzo Celio avesse sposato in grande stile l’impiego di fonti alternative per un consumo energetico meno impattante sull’ambiente e più in linea con i grandi obiettivi nazionali e mondiali che vogliono incentivare in Occidente la nuova frontiera dell’energia rinnovabile, non c’erano più dubbi. Lo stanno a confermare gli incentivi ripetuti e implementati per l’installazione del solare termico e del fotovoltaico nelle abitazioni civili inncui la Provincia ha creduto da subito. E lo dimostrano anche i primi progetti portati a buon fine nella sperimentazione di sistemi di riscaldamento e produzione di energia con celle solari come la facciata dell’Ipssia di via Alfieri.
Nella stessa linea vanno anche le nuove centrali a biomasse che stanno nascendo sul territorio, anche se qui il discorso è più articolato, in parte spinoso e sicuramente non privo di incognite.
Nel campo del fotovoltaico comunque la svolta è davvero epocale per l’ente di via Celio. Sarà addirittura la sede periferica di viale della Pace ad essere dotata di un impianto funzionante con luce e calore solare essendone risultata idonea, dopo appropriate valutazioni, gran parte della facciata. L’installazione di pannelli fotovoltaici andrà ad integrarsi architettonicamente con il fabbricato senza alterarne oltremisura un profilo estetico già peraltro non particolarmente apprezzabile.
La giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Giancarlo Chinaglia, ha quindi deliberato un progetto di installazione per il quale verrà anche richiesta la tariffa incentivante sul Conto energia, quel particolare sistema di sgravio e autofinanziamento sulla bolletta energetica predisposto dallo Stato per andare incontro e incentivare l’adozione di questo tipo di dispositivi di produzione di corrente elettrica e calore sanitario.
Di tutto rispetto il finanziamento previsto: il costo della progettazione e dell’installazione tocca i 200mila euro, salvo economie di spesa che potranno essere ottenute dall’esperienza maturata dall’Area Ambiente di palazzo Celio che si candida ormai a fare da caposcuola a livello nazionale nel settore dei sistemi energetici da fonti rinnovabili. E’ noto che gli impianti come quello dell’Ipssia sono già materia di studio ed esempio da imitare per altre realtà pubbliche in giro per l’Italia. Altrettanto lo sarà, c’è da immaginarlo, la facciata della sede di viale della Pace, in previsione di una “macchina pubblica” che,almeno per le bollette,punta al costo zero.
Franco Pavan per Il Gazzettino di Rovigo
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