I 10 posti nel mondo in cui vorrei andare #9

7 07 2011

Al numero 9 della mia personale Top10 c’è l’Argentina

Il Sud America mi attrae molto più del Nord America, penso al Venezuela, al Brasile, il Perù e immagino il Porto di Maracaibo, Los Roques, Rio de Janeiro, Manaus, Machu Picchu, ma se c’è un paese in quell’area del mondo che mi piacerebbe esplorare è l’Argentina.

Terre sconfinate, pampas, gauchos, la Patagonia, le cascate dell’Iguazu, i barrios di Buenos Aires, gli stadi mitici del calcio argentino, le Ande…tutto mi piacerebbe vedere di questa parte di mondo in cui il 70% della popolazione ha antenati italiani e veneti in gran parte.

Magari a bordo di una Poderosa





Mobbastaveramentepero’

21 05 2009

Fonte | Camillo – Il Blog di Christian Rocca
Il 16 maggio, 25 morti. Diciannovesimo attacco in Pakistan da quando Obama è presidente. Ancora niente sui giornali italiani, rovinerebbe l’immagine.





Non siamo tutti americani

23 04 2009

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

Deve finire il regno dell´oro di plastica, del tesserino di 8 cm. per 5 che, dalla prima “carta” emessa dal Diners Club nel 1949 per cenare a credito, era divenuta l´arma di distruzione di massa dell´economia domestica e poi nazionale. I consumatori devono disintossicarsi e riscoprire le virtù delle nonne italiane: mai fare il passo più lungo della gamba.

Basta con l´orgia delle cartine, ha ordinato la Casa Bianca e ha spiegato Larry Summers, il cardinale della finanza più ascoltato da Obama. Basta con gli acquisti al grido di “charge it!”, me lo carichi sulla carta, che hanno sostenuto la falsa prosperità e divorato il risparmio, ridotto a zero dal luglio del 2004. Sono state “the fool´s gold”, la ricchezza dei folli e quella follia sta costando troppo cara.

Ma staccare i 250 milioni di americani che portano in tasca e in borsetta un miliardo e mezzo di carte di credito – almeno cinque a testa in media – sarà come svezzare un neonato dal biberon. Da quasi sessant´anni, appunto dalla prima carta della Diners, due generazioni sono cresciute aggrappate a quel rettangolino plastificato, sprofondando nell´illusione di essere più ricchi di quel che in realtà erano. Vittime della praticità, e della tentazione, fino all´apoteosi del 2002 quando i pagamenti con l´oro di plastica scavalcarono ogni altra forma di pagamento.

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Si chiamerà One World Trade Center

30 03 2009

NEW YORK - Non si chiamerà “Freedom Tower” ma “One World Trade Center”. Il grande grattacielo di vetro in costruzione a Ground Zero, che dalla fine del 2013 svetterà con i suoi 541 metri sopra New York City, non avrà come nome ufficiale quello che l’America voleva e che (probabilmente) continuerà ad usare. Ad annunciarlo è stata la “Port Authority of New York and New Jersey”, la società che gestisce le grandi infrastrutture (porti, autostrade, ponti, tunnel) e i trasporti tra i due Stati confinanti e che è di fatto la proprietaria del sito dove sorgevano le Twin Towers attaccate e distrutte dai terroristi di Al Qaeda l’11 settembre 2001. Decisione che ha trovato diversi critici, pochi consensi e una maggioranza convinta che alla fine il “nomignolo” l’avrà vinta sul nome ufficiale.

Port Autorithy butta acqua sul fuoco. “Da almeno due anni abbiamo parlato, con riferimento all’edificio più importante del sito, di One World Trade Center, che è del resto il suo nome legale e quello della strada”, ha dichiarato il portavoce Stephen Sigmund alla Cnn. “Molti l’hanno sempre chiamato Freedom Tower ma ora che l’edificio è passato dalla fase progettuale a quella di costruzione e leasing, pensiamo che sia più pratico chiamarlo One World Trade Center”.

Era stato per primo l’ex governatore di New York George Pataki, parlando qualche anno fa del progetto dell’architetto Lebeskind per Ground Zero, a definire quella avvenieristica torre di vetro una “freedom tower”. Visto il luogo-simbolo e l’altezza (1776 piedi, a ricordare l’anno dell’indipendenza degli Stati Uniti) quella definizione aveva avuto successo, diventando prima il nome del progetto e poi quello (semi) ufficiale.


Allora Pataki, temendo che qualcuno potesse avere problemi ad affittare spazi in un grattacielo così alto, aveva promesso che diversi uffici statali sarebbero stati trasferiti nella “Freedom Tower” quando alla fine del 2013 sarà (salvo ritardi) terminata. Forse non ce ne sarà bisogno. Un po’ perché la paura dell’11 settembre diventa ogni giorno più lontana, un po’ perché Port Authority sta cercando affittuari disposti a pagare di più dello Stato di New York. I primi sono stati i cinesi di “Vantone Industrial Co.” che giovedì scorso ha firmato con Port Authority il contratto di leasing ventennale per creare nel nuovo grattacielo un China-Center di oltre 17mila metri quadrati tra il 64esimo e il 69esimo piano della torre. E, dicono i maligni, avrebbero avuto garanzie sul nome ufficiale del palazzo.

Mentre le associazioni dei familiari delle vittime dell’11 settembre protestano, il sindaco di New York City Michael Bloomberg, con il buon senso che gli viene riconosciuto ha dichiarato (venerdì mattina a un radio-show) di non essere affatto turbato dalla decisione: “Spetta a Port Authority. Io non ho alcuna idea di quali siano gli aspetti commerciali di cui parlano, mi sarebbe piaciuto che restasse il nome Freedom Tower ma decidono loro e non hanno bisogno che io gli salti addosso. Se vogliono cambiare il nome lo possono fare e del resto da un punto di vista patriottico cambierà forse qualcosa? Noi continueremo a chiamarla come ci pare. Le faccio un esempio, Avenue of the Americas che per tutti continua a essere Sixth Avenue. One World Trade Center? Continueremo a chiamarla Freedom Tower”.

(29 marzo 2009)





Ultimo post in merito (si spera)

4 11 2008

Come votano gli americani





Quiz di Geografia

2 11 2008


Dovremo indicare su alcune mappe le varie località proposte, cercando di avvicinarci il più possibile, nel minor tempo possibile.
Potremo scegliere tra 7 diverse modalità di gioco:

  • Geo Quizz; dovremo indicare sulla mappa le nazioni proposte. Comprende Europa, Africa, Medio oriente, Asia, America Centrale, Sud America e USA.
  • Capitals Quizz; 4 livelli con difficoltà crescente, in cui dovremo indicare le varie capitali mondiali proposte.
  • United States Quizz; simile a Geo Quizz, ma con gli stati americani.
  • Cities Quizz: USA; come Capitals Quizz ma con città USA.
  • Cities Quizz: Europe; come sopra ma con città europee.
  • India States Quiz; come Geo Quizz e United State Quizz, ma con stati indiani.
  • Azeroth Quizz; qui bisognerà indicare la località proposta, su una mappa di World Of Warcraft.

Per ogni quiz, o meglio quizz, sono disponibili le classifiche con i migliori punteggi di sempre, del mese e del giorno.
Fonte | Infoweb.tk




Come sapere esattamente chi vincera’ le elezioni USA

9 09 2008

Clicca sul logo qui sopra e andrai diretto al sito ideato da Andrea Moro un Associate professor of Economics at Vanderbilt University.

Vi spieghera’ esattamente con metodi statici e scientifici qual e’ il candidato con maggiori probabilita’ di vincita nel complesso calcolo dei grandi elettori americani

Il perche’ e per come e’ spiegato qui

Comunque vada sara’ un insuccesso (parlo del prossimo Presidente USA); al momento, nonostante i media diano in vantaggo Potato McCain, il nostro propende per Baraccobama





Facebook sorpassa MySpace

19 08 2008

INTERNET: FACEBOOK BATTE MYSPACE,MEDAGLIA ORO SOCIAL NETWORK NEW YORK – E’ Facebook il leader mondiale dei social network: secondo le cifre diffuse da comScore poco più di 132 milioni di persone hanno visitato Facebook, che supera così Myspace e i suoi 117,5 milioni di utenti, affermandosi come numero uno al mondo. Gli sforzi di Facebook per adattare il proprio sito alle diverse lingue e ai diversi paesi hanno contribuito al successo di giugno: “Migliorando l’adattamento del sito ai mercati locali grazie a una traduzione dell’interfaccia, il sito resiste meglio alla concorrenza, riesce a imporsi in alcuni mercati dove la sua presenza fino allo scorso anno era ridotta”, afferma Jack Flanagan, vicepresidente di comScore in una nota. Le reti sociali contano su 49 milioni di utilizzatori in America del Nord, mentre l’Europa è più indietro anche se – precisa comScore – sta recuperando rapidamente terreno. In Europa i visitatori di Facebook in giugno sono risultati pari a 35,2 milioni, più del triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A livello mondiale le social network sono state utilizzate in giugno da 580,51 milioni di persone: in un solo anno, gli utilizzatori sono saliti del 9% in America del nord, del 35% in Europa e del 66% in Medio Oriente e in Africa.

La notizia ha qualche giorno, lo so, ma e’ per rinfacciarlo a tutti i detrattori di Facebook..ok non e’ lo Shangri-La di internet, ma e’ sicuramente il miglior social network. E adesso i numeri lo testimoniano !





A Miami si parla (quasi) solo spagnolo !

30 05 2008

MIAMI – MS Melissa Green’s mother spoke Spanish, but she never learned – her father forbid it. Today, that is a frequent problem in this city where the English-speaking population is outnumbered.

The 49-year-old flower shop owner and Miami native said her inability to speak ‘espanol’ makes it difficult to conduct business, seek help at stores and even ask directions. She finds it ‘frustrating’. ‘It makes it hard for some people to find a job because they don’t speak Spanish, and I don’t think that it is right,’ said Ms Green, who sometimes calls a Spanish-speaking friend to translate for customers who don’t speak English.

‘Sometimes I think they should learn it,’ she said.

In many areas of Miami, Spanish has become the predominant language, replacing English in everyday life. Anyone from Latin America could feel at home on the streets, without having to pronounce a single word in English.

In stores, shopkeepers wait on their clients in Spanish.

Universities offer programs for Spanish speakers. And in supermarkets, banks, restaurants – even at the post office and government offices – information is given and assistance is offered in Spanish. In Miami, doctors and nurses speak Spanish with their patients and a large portion of advertising is in Spanish. Daily newspapers and radio and television stations cater to the Hispanic public.

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Non cambiera’ nulla rispetto ad oggi con Bush..

29 05 2008

(Apcom) – Ancora una gaffe nell’accesa campagna elettorale americana per la nomination democratica: stavolta è il senatore dell’Illinois, Barack Obama, a suscitare disappunto e scatenare i commenti dei bloggers della rete.
Volendo rendere omaggio ai veterani dell’esercito, Obama, durante un discorso commemorativo al Memorial Day, lunedì, ha detto che suo zio sarebbe stato tra i militari americani intervenuti per liberare i prigionieri dal campo di concentramento di Auschwitz, durante la seconda guerra mondiale.

In realtà furono i soldati sovietici ad entrare ad Auschwitz nel 1945, mentre pare che Obama volesse riferirsi al campo di Ohrduf, a Buchenwald, in Germania. Subito dopo aver preso atto della gaffe, Bill Burton, portavoce della campagna elettorale del senatore, si è sentito in dovere di correggere la dichiarazione.
Obama si riferiva al fratello di sua madre, soldato dell’89esima Divisione fanteria che appuntò entrò a Buchenwald per liberare i prigionieri dei campi di sterminio nazisti.
“Nella mia famiglia si racconta”, ha detto lunedì Obama, “che quando questo zio, che fece parte delle truppe americane ad Auschwitz, ritornò a casa, si rifugiò sull’attico e non uscì più di casa per sei mesi”. Obama ha raccontato l’aneddoto per sostenere la richiesta di maggiori benefici per le truppe e assistenza ai veterani.








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