Lo schifo persiste #27

9 02 2010

Andrea Scaglia per “Libero”

Ed eccoci qui, signore e signori, a presentare e commentare come ogni anno i numeri relativi alle spese direttamente o indirettamente legate al nostro primo cittadino per antonomasia, che poi è il presidente della Repubblica (più che altro nel senso d’istituzione, ovviamente). Un appuntamento fisso, che mai manca di strappare una smorfia d’istintivo e anche un po’ populista fastidio. Intendiamoci, sarà pur vero – come sottolinea esultante la nota diffusa dal Quirinale – che il bilancio di previsione per il 2010 è in calo rispetto a quello degli ultimi anni, -3,5 milioni di euro se confrontato con il 2008, – 4,7 paragonandolo al 2007. E che anche il personale è diminuito.

E che, insomma, Napolitano e il suo entourage cercano di tener fede al progetto di riduzione dei costi, che peraltro negli anni avevano raggiunto livelli ingiustificabili e insopportabili. In ogni caso, sapere che la nota spese per il 2010 è stata impostata «sulla base di una richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 228 milioni di euro», ecco, lascia comunque sbigottiti. Soprattutto considerando che nel 2000, il “carissimo Quirinale” – così era intitolato un servizio dell’Espresso dell’epoca – spendeva 264 miliardi di lire.

Riconvertiti in euro, fanno 136 milioni 344mila e rotti. Poi bisogna però considerare l’inflazione, e allora l’equivalente attuale di quei 264 miliardi diventa 163 milioni e 272mila euro. Significa che in dieci anni il conto complessivo è comunque salito di quasi 65 milioni, euro più euro meno.

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Non e’ un Paese per giovani

14 12 2008

Napolitano ai giovani nel mondo "All'estero fate onore all'Italia"

Un momento della cerimonia

ROMA – “Siate buoni cittadini nei Paesi che vi ospitano perché anche così fate onore all’Italia”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rivolgendosi ai ragazzi riuniti questa mattina alla Camera per la Prima Conferenza nazionale dei giovani italiani nel mondo.

“Contiamo sul vostro attaccamento alle radici italiane della vostra famiglia – ha aggiunto il capo dello Stato – perché vi facciate promotori in diversi continenti e Paesi della nostra lingua e cultura e perché vi facciate portatori dei valori più alti di umanità, solidarietà e laboriosità che il nostro popolo ha saputo esprimere nella sua lunga storia”. Napolitano ha concluso il suo intervento esortando i giovani a tornare presto nel “nostro e nel vostro Paese”.

La conferenza, che per la prima volta riunisce i giovani italiani residenti all’estero, è stata organizzata dal ministro degli Esteri Franco Frattini e vedrà impegnati fino a venerdì 424 delegati provenienti dall’estero e 200 giovani residenti in Italia, invitati a partecipare in rappresentanza del mondo politico e professionale. Alla cerimonia d’apertura di stamane erano presenti anche il presidente del Senato Renato Schifani e quello della Camera Gianfranco Fini, Frattini, il ministro delle Politiche giovanili Giorgia Meloni, i membri del Cgie (Consiglio generale degli italiani eletti all’Estero) e alcuni parlamentari, soprattutto eletti all’estero.

Un invito a condannare ogni forma di xenofobia e favorire l’integrazione è stato rivolto da Fini. “Essere buoni italiani oggi grazie all’emigrazione – ha detto – significa avere solidi anticorpi culturali contro ogni forma di xenofobia”. “Guardando le foto di quegli italiani che cento anni fa lasciarono il nostro Paese – ha aggiunto – si scopre lo stesso desiderio di giustizia sociale, di un avvenire migliore per i propri figli che in tanti casi incrociamo negli occhi di chi oggi viene da altri Paesi mosso solo dalla speranza di trovare qui un futuro migliore”.

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(10 dicembre 2008)





Lo schifo persiste.. #10

10 02 2008

Il bilancio di previsione 2008 del Quirinale: primi risultati, interventi strutturali e obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa.

Il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ha firmato la Nota illustrativa del bilancio di previsione dell’amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2008. Questo è stato impostato sulla base di una richiesta della dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 227.800.000 euro, inferiore di 3.500.000 euro rispetto alla previsione contenuta nel bilancio pluriennale dello Stato 2007-2009 e limita l’aumento rispetto alla dotazione per il 2007 entro il tasso di inflazione programmato (1,7 per cento, come è noto inferiore all’attuale tasso tendenziale di inflazione).
La spesa complessiva prevista, al netto degli effetti meramente contabili delle partite di giro e al netto altresì dei fondi di riserva, ammonta a 240,8 milioni di euro (232,4 al netto delle ritenute previdenziali a carico del personale). Si registra quindi per la prima volta una significativa inversione di tendenza: la previsione di spesa complessiva si riduce in valore assoluto di 800 mila euro rispetto al dato assestato relativo all’esercizio precedente, pari a 241,6 milioni di euro. Tale spesa, per la parte eccedente la dotazione, è compensata da entrate proprie, in particolare le già citate ritenute previdenziali, gli interessi attivi sulle giacenze di cassa e parte dei risparmi realizzati negli esercizi precedenti.
La diminuzione delle spese riguarda sia le retribuzioni del personale, che passano dai 139,7 milioni di euro del bilancio assestato 2007 a 138,7 milioni di euro nel 2008, sia le spese per beni e servizi che registrano una forte diminuzione percentuale del 7,5 per cento, passando da 25,8 milioni di euro a 23,9 milioni di euro. L’unico comparto che registra un (per altro obbligato) aumento della spesa è quello pensionistico, che passa dai 76,1 milioni di euro dell’assestato 2007 ai 78,2 milioni di euro del 2008 (pari al 32,46 per cento della spesa complessiva).
L’obiettivo di una riduzione in valore assoluto della spesa è stato conseguito attraverso misure strutturali, quali la progressiva riduzione del personale di ruolo, comandato, distaccato e a contratto (con il mantenimento del blocco del turn over immediatamente disposto all’inizio del settennato), la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, la soppressione di alcune indennità, la revisione e razionalizzazione dei documenti di bilancio e delle procedure di spesa e l’avvio della riorganizzazione amministrativa interna.
Tali misure hanno portato nel corso del 2007 ad una riduzione di 177 unità del personale a vario titolo impegnato presso l’amministrazione della Presidenza della Repubblica. Alla data del 31 dicembre 2007, rispetto alla corrispondente data dell’anno precedente, il personale di ruolo ammonta a 945 unità, con una riduzione di 42 unità, il personale comandato e a contratto a 97 unità, con una riduzione di 11 unità, mentre il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza ammonta a 962 unità ( di cui 267 appartenenti al Reggimento Corazzieri), con una riduzione di 124 unità.

Testo integrale della Nota illustrativa del Bilancio di previsione dell’amministrazione della Presidenza della Repubblica per il 2008





Spazzatour

9 01 2008

I giornalisti stranieri hanno fatto un tour in Campania. Uno Spazzatour. Non credevano ai loro occhi. Ma i lettori crederanno ai loro articoli. La Campania come Seveso. I prodotti della terra contaminati come quelli di Chernobyl.
Addio turismo. Addio produzioni agricole. Addio tutto, tranne ai tumori in aumento. I responsabili di un disastro peggiore di un terremoto non si vogliono schiodare dalle loro sedie. Il tandem Bassolino-Jervolino, entrambi nel comitato dei 45 saggi del Partito Democratico, fa ammuina. Il Presidente napoletano Napolitano, compagno di partito di Bassolino, dalla piazzetta di Capri si è detto allarmato.
In carcere finirà chi protesta, i responsabili rimarranno a piede libero pagati da noi.





Lo schifo persiste.. #9

2 01 2008

Francesco Cramer per “Il Giornale”
Tanti sono gli addetti all’ufficio stampa. Un’istituzione-elefante che si mangia 235 milioni di euro l’anno. Bella forza: ha oltre duemila dipendenti tra corazzieri (297), carabinieri (254), poliziotti (213), finanzieri (77), vigili urbani (21), guardie forestali (16) da aggiungere a un esercito di consiglieri, segretari e consulenti

Il paragone con Buckingham Palace sbalordisce.

Il generale Rolando Mosca Moschini

Si prenda l’Ufficio stampa, il pool che parla con i giornalisti, che dirama le note ufficiali del capo del Stato, che spulcia i lanci d’agenzia, che lima le esternazioni del presidente. Sono in 44 sotto la guida di Pasquale Cascella, già capo ufficio stampa di Palazzo Chigi. E a dar manforte al generale Rolando Mosca Moschini, consigliere per gli affari militari e del consiglio supremo di Difesa, vuoi non mettere altre 48 persone tra ufficiali, sottufficiali, addetti alla comunicazione e difesa? Giorgio Napolitano, inoltre, necessita di un ufficio per la conservazione del patrimonio artistico; di un ufficio delle strutture sanitarie (con relativa batteria di medici civili e militari); di un consulente per l’archivio storico; di un consulente per i problemi della coesione sociale; e di uno per l’ammodernamento delle strutture.

E poi i servizi: c’è quello per il cerimoniale (26 uomini), per il personale, per i rapporti con i cittadini (qui sono in 23 a sbrigare chissà quali pratiche), per il patrimonio, per il giardino (115 tra giardinieri et similia, ma si devono occupare anche di Castelporziano e villa Rosebery a Napoli), per i sistemi informatici, per la sicurezza sul lavoro. Diciassette dipendenti si occupano esclusivamente della corrispondenza. E poi ci sono gli addetti alla biancheria, agli arazzi (ben sei restauratrici), alla cancelleria, i custodi, gli elettricisti, i falegnami, i guardaportoni, i fabbri, gli idraulici, due ben due orologiai e i tappezzieri (6). Avrà diritto all’auto blu, il presidente? Certo che sì, ci mancherebbe. E annesse alle vetture non ci possono non essere gli addetti all’autorimessa. Che sono 58.

E poi 18 addetti alla tavola (quelli per intenderci che nei pranzi ufficiali ma non solo si preoccupano che tutto sia perfetto: dall’allineamento dei bicchieri agli addobbi floreali che non devono mai avere troppo profumo per non urtare le narici degli ospiti illustri) e 14 cuochi sparsi nelle cinque cucine del Quirinale. Vige il massimo riserbo sul palato di Napolitano ma pare che sia ghiotto di pesce, che adori verdura e frutta, che divori pane. Chiaramente nulla di acquistato. Tutto fatto lì.





Vai Beppe !!!!!!!

14 12 2007

Battute contro destra e sinistra: “Gazebi, psico-nani, cose rosse: questa non è politica”
E ai bambini che lo salutavano: “Sapete che avete già cinque mila euro di debito?”

Beppe Grillo al suo arrivo al Senato

ROMA - “Napolitano ha detto che questa non è l’italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano”. Con un nuovo attacco al presidente della Repubblica, Beppe Grillo ha sottolineato il suo arrivo al Senato per consegnare le firme della legge di iniziativa popolare “Parlamento pulito“.

Il comico genovese è giunto a Palazzo Madama poco dopo le 11 in risciò, con 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme che accompagnano il ddl d’iniziativa popolare per la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti. Grillo al grido “il Paese riparte”, si è mosso poco prima delle 11 con un risciò e in buona compagnia di una trentina di “grillini”, da via Zanardelli, a ridosso di Piazza Navona. In pochi minuti è arrivato in Via della Dogana Vecchia, il “lato B” di Palazzo Madama.

Durante la pedalata, Grillo ha lanciato alcune battute:
“La privatizzazione dell’acqua non è politica, il nucleare non è politica, una centrale nucleare non mi cambia la vita”, ha detto mentre molte persone lo salutavano. “Eppure c’è qualcuno che non capisce nulla di nucleare e vorrebbe riproporlo – ha continuato -. Il paese è da dare in mano a gente di 30 anni, magari invece tra poco torna lo psico-nano, ci divertiremo per tre anni”.

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Lo schifo persiste.. #6

10 12 2007

Disegno di Tullio Pericoli per La Repubblica

1 – LETTERA
riceviamo e pubblichiamo:

Mi dispiace che nessuno si sia indignato del fatto che Napolitano si sia presentato alla prima della Scala quando l’Italia operaia era nel piu’ totale sconforto a causa delle morti all’acciaieria, ma non solo, il Tg1 ha preferito l’apertura con la notizia della Scala. Non solo, due ex sindacalisti (Bertinotti e Marini) non hanno detto una parola. Io mi vergogno di essere italiano! Spero che almeno voi di Dagospia diate un po’ di spazio a queste notizie. GRAZIE!!
Beninipiero

Sandro Curzi
Foto U.Pizzi

2 – CURZI BASTONA RIOTTA
Giovedì sera, a Zapping (RadioRai), mentre Sandro Curzi parlava addoloratissimo dei morti di Torino e di un a classe operaia dimenticata e sola, sullo schermo in studio vanno andati in onda i titoli del TG1 by Sempresveglio Riotta con apertura sulla prima della Scala. Il consigliere rifondarolo della Rai ha letteralmente detto: “Questa apertura di telegiornale è raccapricciante”.


3 – GRILLO: NAPOLITANO, PRODI, BERTY, MARINI: FATE RIMPIANGERE BERLUSCONI
Da www.beppegrillo.it – Ieri alla Scala è stato osservato un minuto di silenzio per i morti bruciati vivi dell’acciaieria di Torino. Poi si è dato il via a Wagner. Il presidente Napolitano era reduce dalla celebrazione dei cento anni della Mondadori. La casa editrice dello scrittore D’Alema assegnata allo psiconano grazie alla corruzione di giudici da parte di Previti.

Le massime autorità erano presenti con modelle coscialunga e tette a balconcino. Pertini sarebbe corso all’ospedale di Torino nel reparto grandi ustionati. Avrebbe trascorso la notte con le famiglie. Ma 1500 morti all’anno valgono bene una prima alla Scala.

Il fustigatore Beppe Grillo

Il Governo dovrebbe indire un Consiglio dei Ministri straordinario per misure urgenti sulla sicurezza sul lavoro, ma il Governo non ha neppure il coraggio di ricevere il Dalai Lama. Quando si muore per gli estintori vuoti e per turni di 16 ore il proprietario va messo in galera senza passare dal via e si chiude temporaneamente la fabbrica. Un Governo di centro sinistra, con due sindacalisti alla presidenza di Camera e Senato e un sindacalista ministro del Lavoro fa rimpiangere Berlusconi.

Si scannano per giorni per un soldato caduto in Afghanistan, che non dovrebbe essere lì, e ignorano una mattanza che dura da anni. Perchè? Io non so darmi una risposta. La legge Maroni ha aumentato l’insicurezza, chi è precario e lavora per pochi mesi non ha tempo per imparare e il padrone non ha interesse a investire in formazione. La massa di immigrati irregolari, che sono spesso le prime vittime, non è opportuno metterli in regola. La mattina chi è disoccupato non mangia, ma chi è occupato lascia la famiglia per rischiare la vita.

La probabilità di ricevere una ispezione è la stessa di vincere al Supeenalotto, una ogni trent’anni. Siamo primi assoluti in Europa per incidenti mortali. L’organizzazione Transparency International nel suo ultimo rapporto colloca l’Italia seconda in Europa per la corruzione dei partiti politici, ci salva la Bulgaria. Primi per assassinati sul lavoro e secondi per partiti corrotti, ci sarà un legame?








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