Superfusion

20 10 2009

Maurizio Molinari per “La Stampa – Economia & Finanza”

Le economie di Stati Uniti e Cina sono a tal punto interdipendenti da essere oramai diventate un’unica realtà. A sostenerlo è «Superfusion», il saggio firmato dall’economista Zachary Karabell che tiene banco a Wall Street come nei centri studi – il «Council on Foreign Relations» gli ha dedicato una seduta di approfondimento ad hoc – perché documenta l’esistenza di «Chinamerica» come di una fonte di ricchezza unica, con un pil combinato che in alcune circostanze arriva ad essere oltre la metà di quello dell’intero Pianeta.

«Il libro di Karabell è una sorta di Bibbia del G2» riassume Stephen Roach, presidente di Morgan Stanley in Asia, e in effetti la tesi di fondo è che l’anno della recessione globale ha fatto decollare «Chinamerica» per due ragioni convergenti: senza gli oltre 800 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa detenuti dalle banche cinesi sarebbe stato assai arduo per l’amministrazione Obama stabilizzare il proprio sistema finanziario così come senza gli acquisti di beni «made in China» da parte dei consumatori americani Pechino nel 2008 non sarebbe riuscita ad accumulare le riserve che le hanno consentito di sostenersi, mettendosi al riparo dalla recessione globale fino a chiudere l’anno con una crescita del pil dell’8 per cento.

Alla base della «super-fusione» c’è dunque l’interscambio commerciale fra i due giganti che si affacciano sull’Oceano Pacifico, che nel 2007 ha toccato i 410 miliardi di dollari creando un motore di consumi che non ha eguali. La tesi di Karabell è che tale processo iniziò con la scelta fatta dal presidente Bill Clinton, negli anni Novanta, di non condizionare gli scambi commerciali al rispetto dei diritti umani – come gli Stati Uniti avevano invece fatto con l’Urss durante la Guerra Fredda – ed ora Barack Obama continua sulla stessa strada, come la recente decisione di posticipare l’incontro con il leader tibetano Dalai Lama ha confermato.

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12 riviste per Web Designer pronte da stampare

9 09 2008

.net Magazine

.net delivers cutting edge practical advice on the full range of topics essential for today’s web builders: design, development, sales, marketing, usability and accessibility, information architecture, security, copywriting, advertising and more. It is read by people who are serious about the commercial application of the internet.”

.net

Web Designer

Web Designer is the only serious tutorial-driven monthly publication dedicated to online creativity available in the UK. Each issue boasts over 25 pages of regular Dreamweaver, Flash, and Photoshop walkthroughs across a wide range of topics and disciplines from some of the country’s most knowledgeable technology writers.”

Web Designer Magazine

Computer Arts

Computer Arts is a magazine that includes tutorials on a variety of design-related topics, “covering everything from manipulating photographs with Photoshop to creating amazing vector illustrations with Illustrator. You’ll also find tonnes of tips and tricks for web design, typography, 3D, animation, motion graphics and multimedia. It’s the one-stop shop for professional advice.”

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Beijing e la censura

12 08 2008

Se si esce dal villaggio olimpico e ci si connette alla Rete
si scopre che i siti “scomodi” continuano ad essere off limits

Il bluff cinese su internet
la censura c’è eccome

dal nostro inviato MARCO MENSURATI

Il bluff cinese su internet la censura c'è eccome

QINHUNGDAO – Basta uscire dal villaggio olimpico, attraversare la strada ed entrare in un internet caffè: per demolire l’enorme gioco di prestigio con cui il governo cinese ha illuso il mondo di aver allentato la morsa della censura sul web non occorre fare altro. Se ci si connette a internet da un qualunque posto pubblico, un posto normale, “per cinesi”, di quelli che che non hanno niente a che vedere con il matrix olimpico, si scopre che non è vero niente. La censura governativa sui siti ritenuti scomodi c’è ancora, eccome.

L’esperimento, fatto tre giorni fa, è stato ripetuto in quelli successivi. Ebbene, ecco il risultato: la pagina della Bbc in cinese, la prima che il governo di Pechino aveva annunciato di aver sbloccato, non si apre. E non si apre nemmeno la pagina di Amnesty International (quella internazionale). I blog poi sono un miraggio. Tutti quelli ospitati su splinder non vengono nemmeno presi in considerazione. E non funziona nemmeno Facebook. Escluso che si sia trattato di un problema tecnico passeggero: “Qui quelle pagine non le abbiamo mai aperte”, spiegano i ragazzi clienti del internet caffè.

A fine luglio la Cina era stata costretta ad annunciare il ridimensionamento della censura web dopo la condanna unanime della comunità internazionale. Preoccupati per il pessimo ritorno di immagine, quelli del Comitato olimpico internazionale hanno di fatto obbligato i burocrati del Bocog (il comitato organizzatore) a ritornare sui propri passi e a garantire – come da promessa iniziale – “un’Olimpiade libera”. Dopo l’annuncio della retromarcia del governo cinese, in molti si sono chiesti se l’allentamento della censura fosse una misura definitiva oppure se, una volta finita l’Olimpiade, tutto sarebbe tornato come prima. Ma già per il presente la “libertà”, come si è visto, non riguarda tutti.


(12 agosto 2008)





30 foto spedite a casa… GRATIS !!!

21 05 2008





St. PaTRAP’s day

2 05 2008

Giovanni Trapattoni nella RDS Concert Hall in Dublin durante la conferenza stampa per la sue prentazione come nuovo ct della nazionale di calcio irlandese

Gli assistenti di Trapattoni saranno Marco Tardelli e Liam Brady, vecchie glorie della Juventus all’epoca dello stesso Trap (Reuters)





Qua nemmeno le 5 righe

19 04 2008

Da “Il Mondo” - La conquista dell’Expo 2015 da parte di Milano, dopo una sofferta battaglia con Smirne, è stata accolta in Italia con paginate e paginate sui giornali. Sarà perché il clima era pre-elettorale, sarà perché Letizia Moratti si giocava tutto, sarà perché dopo l’immondizia a Napoli e le mozzarelle di bufala alla diossina, nessuno voleva rischiare un’altra figuraccia internazionale. Fatto sta che mai l’assegnazione di un’Esposizione universale aveva trovato tanto spazio su quotidiani e settimanali. La prova? Il Financial times, che pure alle magagne italiane dedica sempre ampio spazio, ha liquidato la notizia con cinque misere righe al fondo di un pezzullo dedicato al voto degli italiani all’estero…





Rassegna stampa estera #7

21 01 2008

BANGKOK POST, Thailandia
www.bangkokpost.co.th

Birmania, quattro attentati in sei giorni.

Una bomba è esplosa mercoledì mattina all’interno di un autobus che percorreva l’autostrada principale della Birmania (Rangoon-Mandalay), provocando la morte del conducente. L’autobus proveniva dallo stato di Karen, teatro da più di mezzo secolo della lotta dei ribelli dell’omonima etnia contro il regime militare che dal 1962 controlla il paese. Altri quattro attentati hanno colpito il paese nel corso di questa settimana: l’esercito ha dichiarato che due delle vittime, di etnia karen, sono state trovate imbottite di esplosivo.

DAILY NATION, Kenya
www.nationmedia.com/dailynation

Secondo giorno di manifestazioni a Nairobi.

I sostenitori del partito keniano d’opposizione Movimento democratico arancione (Odm) hanno risposto all’appello del loro leader Raila Odinga scendendo nelle strade di Nairobi per dimostrare contro il presidente Mwai Kibaki, la cui rielezione a fine dicembre è giudicata illegittima. Due dimostranti sono rimasti uccisi quando sono iniziati gli scontri con la polizia, che avevano bloccato l’ingresso al parco Uhuro, luogo d’incontro prescelto, e lanciato lacrimogeni per disperdere la folla. Odinga, assente, ha detto che le proteste continueranno finché non sarà ascoltato.

GULF NEWS, Emirati Arabi Uniti
www.gulf-news.com

Accordo militare tra Francia e Emirati Arabi Uniti.

Il ministro della difesa francese Hérvé Morin e il ministro per gli affari esteri degli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di cooperazione militare che prevede la costruzione, da parte della Francia, di una base militare permanente nel territorio degli Emirati. Morin ha dichiarato che l’accordo è essenziale a preservare la stabilità della regione del Golfo e che la collaborazione si estenderà anche al settore economico.

THE GUARDIAN, Gran Bretagna
www.guardian.co.uk

Crisi diplomatica tra Russia e Gran Bretagna.

Il British Council di San Pietroburgo, che aveva riaperto nonostante il divieto imposto dal governo russo, ha chiuso i suoi uffici a causa delle intimidazioni ricevute dalle autorità russe. Stephen Kinnock, direttore del British Council in questione, è stato arrestato e detenuto per un’ora dalla polizia russa con accuse (guida pericolosa) che lo stesso Kinnock ha contestato mentre altri impiegati dell’istituto di cultura inglese sono stati interrogati dai servizi segreti russi (Fsb). Il ministro degli esteri inglese David Miliband ha minacciato l’espulsione dei diplomatici russi dalla Gran Bretagna.

VISTI DAGLI ALTRI

Mastella conferma le sue dimissioni.

La debole coalizione di centrosinistra al governo in Italia è stata scossa ieri dalle dimissioni del ministro della giustizia Clemente Mastella. Il leader dell’Udeur ha deciso di lasciare in seguito a un’inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere che lo vede coinvolto insieme alla moglie Sandra Lonardo, ora agli arresti domiciliari. Il presidente del consiglio Romano Prodi ha respinto le dimissioni del ministro, che però ha confermato il suo proposito.

Financial Times, Gran Bretagna








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