Basta(rda) !

16 01 2008

Da http://www.beppegrillo.it

Più di 100 giornali o periodici cattolici sono finanziati dallo Stato. Ma non erano sufficienti l’otto per mille e l’esenzione degli immobili religiosi dall’ICI? Le nostre tasse contribuiscono a “La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza” e a “La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina“.
Imperdibili per i fedeli più devoti.

“Le testate percettrici di contributi diretti, relativi all’anno 2003, risultavano dunque 386, divise in otto categorie

QUARTA CATEGORIA: in pratica, monopolio di testate facenti capo, direttamente o indirettamente, alla Chiesa cattolica (diocesi, arcidiocesi, ordini religiosi, conventi, associazioni e opere pie, confraternite, ecc.). Fra i 106 «periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero da società il cui capitale sociale sia detenuto da cooperative, fondazioni o enti morali» si contavano sulla punta delle dita di una sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l’Istituto Buddista e non religiose come l’ANMIL (Associazione dei Mutilati e Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori.
A primeggiare era la Società San Paolo. Fondata nel 1914 da don Giacomo Alberione, opera in trenta nazioni «e in molteplici campi di attività: editoria libraria, giornalistica, cinematografica, musicale, televisiva, radiofonica, audiovisiva, multimediale, telematica; centri di studio, ricerca, formazione, animazione». I Paolini sono impegnati programmaticamente e sistematicamente «nella diffusione del messaggio cristiano utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione dell’uomo di oggi per comunicare». E la Periodici San Paolo, in particolare, riusciva a utilizzare puntualmente anche i contributi messi a disposizione dallo Stato italiano, assommando con sei testate una cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: Famiglia Cristiana (210 mila euro), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale (34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila).
A parte la San Paolo, la gran parte delle testate di questa categoria si accontentavano di contribuzioni sotto i 50 mila euro: la più bassa in assoluto, meno di duemila euro, quella assicurata alla Impresa Tecnoeditoriale Lombarda per la Rivista Diocesana Milanese. Solo quindici riviste riuscivano ad aggiudicarsi un aiuto pubblico compreso fra i 50 mila e i 100 mila euro: L’amico del Popolo (102 mila), Città Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell’Opera San Pio X (82 mila), Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo dell’Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila), L’Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61 mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista «fatti, notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose» (56 mila), La Voce del Popolo «settimanale di informazione della cultura cattolica di Brescia. Documenti e informazioni sulla Diocesi e sulla Curia Vescovile» (56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana Segusina (51 mila).
Nel 2004 queste testate passeranno da 106 a 115, per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila.”Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri





Da BeppeGrillo.it #3

7 01 2008

Per chi vuole liberarsi della moglie per una ventenne dell’Est o per ereditare l’appartamento la legge italiana offre grandi possibilità.
Il giudice Bruno Tinti nel libro: “Toghe Rotte” fornisce preziosi ragguagli agli aspiranti uxoricidi.
Per prima cosa bisogna disporre di una moglie e di un buon motivo per sopprimerla, quindi la si può eliminare. Chi vuole potrà dar sfogo al suo sadismo in quanto non considerato una seria aggravante.
Dopo l’omicidio bisogna correre subito dai Carabinieri per autodenunciarsi, spiegare i dettagli del delitto e far rintracciare gli strumenti utilizzati per compierlo (punteruolo, pistola, martello, ecc.). Non sussistono più i pericoli di inquinamento delle prove e di fuga. L’arresto non è perciò necessario. In attesa del processo si potrà continuare la propria normale attività.
Per l’uxoricidio è previsto l’ergastolo, ma il marito può dimostrare di “aver agito in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui” (art. 62 n.2), ad esempio le corna, essere disponibile a risarcire i parenti della ex moglie (art. 62 n.6) e chiedere il rito abbreviato.
Il giudice, dotato di calcolatrice, comincia a detrarre:
- la pena, senza le aggravanti, non è più l’ergastolo, ma il carcere per 24 anni
- meno un terzo, art. 62 n.2 (stato d’ira) = 16 anni
- meno un terzo, art. 62 n.6 (risarcimento) = 11,33 anni periodico
- meno un terzo, art. 62 bis, attenuanti generiche (concesse a tutti) = 7,5 anni
- meno un terzo per il rito abbreviato = 5 anni
- se l’omicidio è avvenuto prima del maggio 2006 sono scontati tre anni per l’indulto ceppalonico = 2 anni con la sospensione condizionale della pena
Nel caso la Giustizia sia particolarmente severa con una condanna a tre anni, il marito verrebbe affidato ai servizi sociali.
L’uxoricidio conviene. Un libro, la sponsorizzazione di una linea intimo maschile e una serata da Vespa. Si può raggiungere la tranquillità economica. In Italia le mogli sono utili anche da morte.

Ps: L’iter giudiziario è valido anche per i mariti.

http://www.beppegrillo.it





Da BeppeGrillo.it

24 12 2007

Giuliano Amato ha preso carta, penna e calamaio e ha risposto all’articolo del New York Times spiegando che la descrizione dell’Italia è solo una parodia. Riferiscono i bene informati che la sua difesa dell’italianità e, soprattutto, del buon operato dei politici sia stata senza pari. E che la lettera al più importante giornale degli Stati Uniti sia stata stesa direttamente in lingua inglese.
La nuova attività del ministro degli Interni rischia di diventare un lavoro a tempo pieno. In futuro infatti dovrà corrispondere con tutti i giornali del mondo per salvaguardare la sua reputazione e quella dei suoi colleghi.
Il Times, il più importante quotidiano inglese, è uscito ieri con un servizio sul Bel Paese: ”La dolce vita diventa amara per un’Italia vecchia e povera”, una descrizione ancora peggiore di quella del New York Times. L’ho tradotto e ne riporto un riassunto.

Leggi l’articolo completo.

“C’è un senso di angoscia nazionale in Italia mentre il 2007 sta terminando. Il senso di lacerazione va oltre i prezzi e i salari, arriva a un dibattito sull’anima e l’identità nazionale.
Il passato è la gloria dell’Italia, ma anche la sua prigione, con la politica e gli affari dominati dalla gerontocrazia, con i giovani politici e imprenditori tenuti ai margini.
Quando Romano Prodi ha tenuto un summit a Roma questa settimana con Nicolas Sarkozy e Zapatero, i commentatori hanno notato che mentre Zapatero ha 47 anni e Sarkozy 52, Prodi ne ha 68 e Berlusconi 71.
Il best seller “La Casta” ha riportato che l’Italia ha il più alto numero di macchine blu in Europa, e che il palazzo presidenziale, il Quirinale costa quattro volte Buckingham Palace.
Confesercenti, l’associazione dei commercianti, riferisce che questo anno le vendite di vestiti e di elettronica di consumo sono scese del 15% e i profumi del 10%. Ieri Coldiretti, il sindacato degli agricoltori, ha annunciato che la vendita di pasta è diminuita del 5% e del pane del 7%.
Una ragione chiave per le disgrazie italiane è la crescita dei costi energetici. Un’altra il valore dell’euro nei confronti del dollaro. Anche il settore del lusso, per il quale l’Italia è rinomata, con nomi come Gucci, Armani e Versace sta avvertendo la diminuzione degli ordini. Globalizzazione e competizione a basso costo dall’Asia stanno minando le esportazioni tradizionali come il tessile.
L’ultimo segnale per molti è stata la notizia che l’Italia è stata superata dalla Spagna per prodotto interno lordo pro capite. Secondo l’ufficio statistiche della Unione Europea, il Pil spagnolo è cresciuto del 5% tra i 27 membri della UE lo scorso anno, dal 3% dell’anno precedente.
L’Italia è andata in direzione opposta, cadendo al 3% dal precedente 5%. La Spagna ha fissato il suo prossimo obiettivo, Zapatero vuol raggiungere l’economia francese.
Gli italiani sono il popolo meno felice in Europa, secondo un sondaggio condotto dalla Università di Cambridge… I danesi sono risultati primi.
I numeri dell’Italia
- 0% crescita della popolazione
- 42,5 età media, 38,5 in Inghilterra
- un italiano su 5 ha più di 65 anni
- 1,29 bambini nati per ogni donna. 2,1 è il numero necessario per mantenere il livello di popolazione attuale
- 120 giorni persi ogni anno per scioperi per 1.000 lavoratori dal 2001 al 2005, confrontato con 26 giorni in Inghilterra
- 20esima posizione nell’Human Development Index, l’indice delle Nazioni Unite che misura fattori come l’educazione, la salute, l’attesa di vita, quattro posti sotto l’Inghilterra e sette sotto la Spagna. L’Italia ha perso tre posizioni nell’ultimo anno
- 7% tasso di disoccupazione, più alto di 76 nazioni, tra cui Romania, Nigeria, Cambogia e Ucraina
- 106% debito pubblico in relazione al prodotto interno lordo, il sesto più alto nel mondo, più alto che quello dello Zimbabwe
Fonti: UN, CIA, National StatisticsRichard Owen

Segnalo ad Amato che anche testate tedesche, australiane, francesi, spagnole e perfino turche hanno descritto il declino italiano. Gli manderò le traduzioni in modo che possa rispondere con puntualità.

Libera stampa in libero Stato. V-day 25 aprile. V-day 25 aprile.





Vai Beppe !!!!!!!

14 12 2007

Battute contro destra e sinistra: “Gazebi, psico-nani, cose rosse: questa non è politica”
E ai bambini che lo salutavano: “Sapete che avete già cinque mila euro di debito?”

Beppe Grillo al suo arrivo al Senato

ROMA - “Napolitano ha detto che questa non è l’italia di Grillo. Meno male, mi ha tolto un peso, e ha ragione perché questa è l’Italia di Napolitano”. Con un nuovo attacco al presidente della Repubblica, Beppe Grillo ha sottolineato il suo arrivo al Senato per consegnare le firme della legge di iniziativa popolare “Parlamento pulito“.

Il comico genovese è giunto a Palazzo Madama poco dopo le 11 in risciò, con 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme che accompagnano il ddl d’iniziativa popolare per la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti. Grillo al grido “il Paese riparte”, si è mosso poco prima delle 11 con un risciò e in buona compagnia di una trentina di “grillini”, da via Zanardelli, a ridosso di Piazza Navona. In pochi minuti è arrivato in Via della Dogana Vecchia, il “lato B” di Palazzo Madama.

Durante la pedalata, Grillo ha lanciato alcune battute:
“La privatizzazione dell’acqua non è politica, il nucleare non è politica, una centrale nucleare non mi cambia la vita”, ha detto mentre molte persone lo salutavano. “Eppure c’è qualcuno che non capisce nulla di nucleare e vorrebbe riproporlo – ha continuato -. Il paese è da dare in mano a gente di 30 anni, magari invece tra poco torna lo psico-nano, ci divertiremo per tre anni”.

Leggi il seguito di questo post »





Beppe Grillo al 57%…

10 12 2007

Ilvio Diamanti per La Repubblica

Il leader del nuovo Ppl. Silvio Berlusconi
Foto U.Pizzi

Suona un poco strano il ritorno di parole da tempo in disuso. Per esempio: “proporzionale”. Echeggia un passato che sembrava davvero passato. Un lemma estratto dal dizionario della “prima Repubblica”.

Mentre la transizione verso la “seconda” è fondata sul binomio: maggioritario e bipolarismo. Invece, da qualche tempo, il proporzionale è ritornato alla grande. Sdoganato, negli incontri fra Veltroni e i leader di centrodestra. Soprattutto con Berlusconi. Associato al “modello tedesco” (evocato, fino a ieri, solo nel dibattito sul federalismo). Se ne parla ad alta voce apertamente. A destra e a sinistra. Leader nostalgici (come Tabacci) oppure critici (come Parisi) evocano, con toni opposti, il ritorno al passato. Alla “prima Repubblica”.

Sbagliano.

È la fine della “transizione”. Oppure, se si preferisce, il “tramonto della seconda Repubblica”. Ci si volge indietro per incapacità di andare e, ancor prima, di guardare avanti. Un po’ per paura e soprattutto per debolezza. “Rompere” con il passato, dichiarare chiusa un’esperienza, non è facile. Tanto più perché, ora, non ci sono scialuppe e si teme il naufragio. Non è un caso che questo governo continui a marciare sull’orlo dell’abisso. Non precipita solo perché non si trova chi abbia il coraggio di dargli la spinta decisiva. Nella maggioranza, ma anche nell’opposizione. E quando il danno pare irreparabile, interviene il “fato”.

Interpretato, giovedì scorso, al Senato, da Francesco Cossiga. Anch’egli rammenta l’improvvisa attualità del passato. Il governo è, quindi, privo di fiducia, ma anche di sfiducia. Solo per questo resiste. La “seconda Repubblica” maggioritaria e bipolare è finita. Nei due poli sono venuti meno i baricentri. Anzitutto, i leader: perché è stata fondata da Berlusconi e consolidata da Prodi. Che hanno trasformato, progressivamente, il bipolarismo in “bipersonalismo”.

Berlusconi: ha costruito un partito personale, mediatico, fondato sulla comunicazione, il marketing. Ha “reclutato” gli esclusi della prima Repubblica: post-fascisti, indipendentisti e neodemocristiani. In nome del “nuovo” e dell’anticomunismo. Uniti, per forza e per necessità, da lui. Il Cavaliere. Unico riferimento in grado di “legittimarli”, dopo averli sdoganati. L’unica “colla” capace di tenere insieme pezzi così sgranati.

Leggi il seguito di questo post »





Non ha proprio altro da fare…

14 11 2007

<B>Inchiesta Why Not<br>Mastella cita Grillo per danni</B>Clemente Mastella

ROMA – Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha dato mandato ai suoi legali di “intraprendere le vie giudiziarie necessarie a tutelare la sua onorabilità a fronte degli attacchi gratuiti ed inaccettabili mossi nei suoi confronti” dal comico Beppe Grillo, intervenuto ieri a Strasburgo con il pm di Catanzaro Luigi De Magistris, il magistrato che ha iscritto nel registro degli indagati lo stesso Mastella e il premier Romano Prodi nell’ambito dell’inchiesta ‘Why not’. “Il risarcimento dei danni richiesto – si legge in una nota dell’ufficio stampa dell’Udeur – sarà devoluto alle vittime delle mafie”.

L’attore genovese ieri aveva affermato, tra l’altro, che dare i fondi europei all’Italia è “come darli a Bokassa” e che i giudici italiani, quando intervengono, “vengono bloccati dal governo e dai partiti”. Ma a mandare su tutte le furie Mastella è un’altra frase di Grillo, riportata da diversi quotidiani: “La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia”.





Grasse risate

28 09 2007

Emilio Gioventù per “Italia Oggi”

Panico a Roma, mobilitati gli 007 anche se son rimasti in pochi. Assoldati i migliori esperti di codici segreti. A Roma tremano i palazzi della politica. Quelli del Pd hanno gli incubi. Beppe Grillo ha parlato ancora: «La quaglia è in grembo. Ripeto, la quaglia è in grembo», scrive sul suo sito. Con chi ce l’ha, si interrogano Ds e Margherita. Chi è la quaglia?

(Beppe Grillo)


Seminano panico i post scriptum con i quali l’attore da giorni chiude gli interventi sul suo sito. Figurarsi quando ha scritto: «Mastella è nel bosco. Ripeto: Mastella è nel bosco». Adesso che vuole dire, forse che Mastella si prepara al grande salto? Ma come no, il salto della quaglia. Ci piace immaginare Grillo piegato in due dalle risate mentre tra Botteghino e petali di Margherita c’è chi spreme il cervello per capirci qualcosa.

Ma la paura diventa incubo quando Grillo avverte: «Non preoccupatevi. Ripeto: non preoccupatevi. Le fragole sono mature. Ripeto: le fragole sono mature». Un brivido è corso lungo la schiena dei più anziani che ancora ricordano i messaggi in codice lanciati alla resistenza da Radio Londra. È arrivato il day? Avvertite Prodi.





Alessandro Bergonzoni al V-Day

27 09 2007




Chomsky & Grillo

25 09 2007

NOAM CHOMSKY: SONO RIMASTO IMPRESSIONATO DA GRILLO…

(Ansa) - Noam Chomsky giudica su rivistaonline.com il fenomeno Beppe Grillo e dice di averlo incontrato e di esserne ’rimasto impressionato’. ’Non e’ affatto insolito – spiega il professore del Mit di Boston che ha spesso puntato il dito contro Bush – che comici, satirici o vignettisti godano di una liberta’ maggiore rispetto a quelli che ostentano serieta’. Cio’ e’ valido generalmente per i regimi totalitari come per le democrazie occidentali e suppongono che il fenomeno risalga alla tradizione dei giullari di Corte e di altri personaggi simili che popolano il teatro e la letteratuta popolare’.

Ma Chomsky con Grillo ha avuto anche un incontro: l’ho visto l’ultima volta che sono venuto in Italia – dice nell’intervista – e ne sono rimasto impressionato’. Poi a proposito dell’editoriale del direttore del Tg2 Mauro Mazza dedicato al comico, aggiunge: ’E’ scioccante venire a sapere che sia stato tacciato di terrorismo, ma di questi tempi ’terrorista’ e’ diventato un termine di copertura per indicare chiunque offenda i potenti’.








Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 722 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: