Ricucci e l’ex compagno di cella

1 10 2007

Fabrizio Caccia per il Corriere della Sera

Venerdì sera, a Le invasioni barbariche, il bel programma di Daria Bignardi su La7, l’ex furbetto del quartierino, Stefano Ricucci, ha parlato un po’ di tutto, con grande sincerità. È stato anche simpatico, divertente. Specie quando si è messo a raccontare dei suoi 87 giorni passati a Regina Coeli l’anno scorso. Della vita in carcere e del suo amico Tullio Taglianozzi di Montespaccato.

Quando Ricucci lasciò Regina Coeli, il 13 di luglio, a Tullio fece una promessa: «Appena esci ti vengo a trovare». Fu di parola. Grazie all’indulto, infatti, ai primi di agosto del 2006, uscì di galera anche Taglianozzi, romano di 7 generazioni, ex di lusso della banda «Kawasaki», classe 1946. E così, poco dopo Ferragosto, alle 4 del pomeriggio di un giorno qualunque, davanti al cancello di via Gattinara 65, a Montespaccato, borgata a ovest della Capitale, si fermò un’enorme macchina nera con autista.

La compagna di Tullio, Rita Ratti, 45 anni, di Taranto, se lo ricorda ancora quel giorno: «La gente s’affacciò dai balconi, fu una specie di evento, qualcuno si mise pure ad applaudire… ». Sembrava come se fosse arrivato Elton John, ha detto Ricucci venerdì alla Bignardi. Tullio, invece, non può essere qui a raccontarlo direttamente. Perché lui, nel frattempo, è già tornato a Regina Coeli. Una settimana fa l’hanno arrestato di nuovo per essere evaso dagli arresti domiciliari.

In casa sua — non più a Montespaccato ma ad Aranova, sull’Aurelia — di Ricucci ora è rimasto un pigiama. Pigiama gessato blu, bellissimo, di cotone e coi bottoncini bianchi, firmato Battistoni, storica griffe del centro di Roma. Regalo di Stefano a Tullio il giorno in cui lasciò Regina Coeli. Rita lo conserva come una reliquia: «Il rapporto tra loro è stato bellissimo — dice la donna —. Tullio in carcere faceva lo spesino, raccoglieva cioè le ordinazioni degli altri detenuti, così pian piano con Stefano è nato un legame. Poiché Ricucci non cucinava e stava sempre peggio, dimagriva, era Tullio che cucinava per lui: spaghetti aglio e olio o coi pomodori pachino… “Questo si muore”, mi diceva ogni volta preoccupato. Poi Ricucci uscì e per riconoscenza, oltre al pigiama e alle mutande firmate, voleva lasciargli pure tutti i soldi che aveva: 900 euro.

(Stefano Ricucci – Foto U.Pizzi)


Ma Tullio di carattere è orgoglioso: “Grazie”, gli disse, “questi non mi servono”… Però l’amicizia è rimasta eccome. Quando Stefano quel giorno venne a casa nostra, si raccomandò: “Tullio, adesso non devi spaccia’ più la droga, devi cambiare vita, devi pensare alla tua famiglia, ai tuoi figli, a Luca e Giada. Ti aiuterò io a trovare un locale, così apri un bar e non ti metti nei guai…”. Ma Tullio gli rispose: “A Ste’, dopo vent’anni di galera, che mi metto a fare, chi mi farà mai lavorare?”». Una di queste sere, Ricucci sarebbe dovuto andare a cena a casa loro. Con Tullio si erano già sentiti per telefono: fettuccine e abbacchio al forno. Comunque una cosa è certa: Tullio Taglianozzi, classe 1946, come dice Rita «è un personaggio».

La banda della Kawasaki, era la fine degli anni ’70, passò alla storia perché i rapinatori agivano in moto: «Lui aveva una Kawa 750. Quando lo conobbi, però, aveva già chiuso con le rapine…». Lei all’epoca non aveva ancora 20 anni: «Tullio era bellissimo, gli occhi verdi, i capelli neri, sempre elegante con le sue camicie di seta Pancaldi. Belle macchine, belle case, bei locali, mi portava da Gilda, da Checco er Carettiere, mi faceva fare una vita da favola. Lui è un principe, ama i fiori e le piante. Ma è anche un uomo viziato e dopo una vita di nottate alla fine gli è venuto un collasso e ora sta male di cuore: champagne a fiumi, casinò, Sanremo, Montecarlo, cocaina e chemin de fer. Uno capace di perdere 400 milioni di lire in una sera.

Quando è venuto Stefano a Montespaccato, sapete dove l’ha portato? Alla Snai di via Boccea, dove si fanno le scommesse. Tutti i vizi li ha lui. Comprese le belle donne. Per questo motivo, mi ha fatto quasi impazzire di gelosia. Dopo l’ultima lite ho strappato tutte le foto che avevo»

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2 responses

2 11 2007
luketto

mi babbo

8 06 2009
cristiano_montespaccato

mi zietto

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