La Cina è avanti…

23 10 2007

Ma chi l’ha detto che non c’è niente di più veloce di BitTorrent? In Cina, dice il celebre esperto di cose cinesi Kaiser Kuo, c’è un programmino che va 50 volte più veloce. Che in tre minuti permette a chiunque di gustarsi quasi ogni serie TV o film in circolazione in qualità DVD, che siano blockbuster o flop, sul proprio PC o sulla TV.

La notizia, ripresa da Zeropaid, ha fatto in breve il giro della rete: un protocollo cinquanta volte più efficiente di BitTorrent sembra quasi troppo bello per essere vero. Ma se ad affermarlo è un personaggio noto come Kuo, direttore della strategia dell’osservatorio Ogilvy in materia di Cina, c’è da crederci. E non si può non interrogarsi, e lo fanno in parecchi, su come sia possibile che niente del genere sia diffuso anche in occidente.

La spiegazione la fornisce lo stesso Kuo nella videointervista: la caccia alle streghe che hanno creato le major per combattere il file-sharing, semplicemente, in Cina non esiste. Per questo motivo, dice, molti dei più brillanti programmatori di questa generazione si sono dati da fare per tirare fuori il meglio dalla tecnologia P2P: e ci sono riusciti.

Idee come quella di Joost, o come lo stesso BitTorrent, sono belle che superate, garantisce Kuo: la gente non pensa al P2P come una piattaforma di sharing, piuttosto lo utilizza come un semplice strumento per guardare la TV. Si accende, si sceglie quello che si vuole vedere e lo si gusta spaparanzati in poltrona: senza interruzioni e senza pause pubblicitarie. Altro che video-on-demand.

Non che per i siti di video-sharing vada molto diversamente. Per un mercato occidentale monopolizzato da GoogleTube, che ora inizia timidamente a sperimentare nuove forme di advertising, sulla piazza cinese c’è una accesa competizione tra ben tre soggetti. 56.com, Tudou.com e Yokou.com si combattono a suon di sperimentazioni di ogni tipo per la pubblicità e di strategie per guadagnare diverse fasce di pubblico, registrando numeri da capogiro. Todou da solo è grande cinque volte Youtube, con una media di 15 miliardi di minuti di trasmissione al mese, contro i modesti 3.5 miliardi della azienda di BigG.

Cambiando piattaforma la sostanza non cambia: gustarsi l’ultimo capolavoro del cinema d’azione o una intera stagione televisiva di Heroes non è un problema, così come per CSI, House, Lost, Ugly Betty, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, si chiede TechCrunch, ma è proprio vero che il comunismo limita la libera iniziativa?
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Autore: Luca Annunziata
Fonte: Punto-Informatico


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