Il ritorno dell’e-book

28 11 2007

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È proprio vero: a volte ritornano. Parlo degli e-book. Mai decollati e continuamente pompati come se fossero l’unica via di uscita per il mercato dell’editoria. Amazon ci ha rammentato della loro esistenza con il nuovo reader Kindle; qualche mese fa aveva fatto lo stesso Sony aggiornando il suo piccolo reader.

Amazon e Sony sembrano sperare in un repentino abbandono della carta stampata. Non ha mai funzionato in passato; che sia la volta buona? I numeri dicono di no. Il Wall Street Journal ha citato un dirigente dell’Editrice Rosetta Books che un paio di settimane fa ha ribadito l’imbarazzante volume di mercato raggiunto dagli e-book: una cifra compresa tra i 15 e i 25 milioni di dollari. Praticamente una crosticina dei 25 miliardi di dollari fatturati nel 2006 dall’industria dell’editoria statunitense. A questo punto quali sono le possibilità delle aziende che credono nel “libro digitale”? La corsa allo sviluppo ha già dato qualche buon risultato tecnico, che però non sembra essere abbastanza per mettere le ali al mercato. Kindle potrebbe farcela teoricamente. Ma sono ancora pochi gli esperti a scommettervi.Uno dei difetti più evidenti dei reader e-book è senza ombra di dubbio il prezzo di listino. Ma qualcuno lamenta anche limiti di portabilità e ingombri non proprio minimal anche se le cose sono migliorate negli ultimi tempi rendendo piu facile e fluida la lettura. Di fatto i consumatori spesso si domandano per quale motivo bisognerebbe acquistare un aggeggio di quel genere, quando più o meno per la stessa cifra adesso si può acquistare uno smartphone avanzato – con software di terze parti compatibile con i formati e-book.Il Reader della Sony sfiora i 300 dollari. Certamente gli appassionati saranno disposti a spendere questa cifra, ma la maggior parte dei consumatori aspetteranno prezzi più concorrenziali. È evidente che Amazon non si aspetta di vendere milioni di Kindle”, ha spiegato Stephen Baker, analista di NPD. “A questo punto l’interesse dei produttori è semplicemente di mostrare al mercato e agli editori quali siano le potenzialità dei dispositivi. Non dimentichiamo che anche nel settore della musica digitale ci volle un po’ di tempo per un far funzionare il business”. Il risultato finale, e di luminanza, è quanto mai simile a quello di un comune libro. “Puoi vedere le lettere da ogni angolo”, ha spiegato Russ Wilcox, CEO di E Ink. “Non vi è retro-illuminazione e molto spesso il lettore può leggere le pagine con il power off. In pratica si può leggere per ore senza consumare le batterie”.

Ma alla fine dei conti il vero limite è dato dalla risicata offerta di titoli. Sony in questo caso, forse, ha commesso un ulteriore errore proponendo un suo formato proprietario (BBeB) , incompatibile con tutti gli altri dispositivi presenti sul mercato.

“Se la versione digitale di un libro costa lo stesso di una versione cartacea, che senso ha?”, si chiede Richard Shim, analista di IDC. Ecco perché Kindle offre anche abbonamenti per la lettura di quotidiani, magazine e blog. Questa sembrerebbe la strada da percorrere quindi: ampia offerta di contenuti, prezzi modici e hardware più usabile. Sempre che Apple non decida di scendere nell’arena fornendo i suoi dispositivi di supporti specifici per e-book.

da tom’s hardware


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