Da Lisbona a Tallin senza soste

21 12 2007

dal nostro corrispondente ANDREA BONANNI

<B>I nuovi confini dell'Europa<br>via le frontiere di nove paesi</B>La festa per l’abolizione del confine italo-sloveno di Robic

BRUXELLES – Le ultime vestigia della Cortina di ferro sono cadute ieri a mezzanotte, quando l’Unione europea ha abolito le frontiere interne di altri nove stati membri. Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia e Malta entrano nell’area Schengen di libera circolazione delle persone.

Quattrocento milioni di cittadini Ue potranno viaggiare senza ostacoli per i quattromila chilometri che separano Tallin da Lisbona. Dall’abolizione delle frontiere interne restano per ora escluse Gran Bretagna e Irlanda, poiché Londra non intende aderire all’iniziativa e Dublino, avendo già un accordo di libera circolazione con il Regno Unito, deve adeguarsi al volere di Downing Street. Cipro ha chiesto una deroga per adeguare i propri sistemi ed abolirà le frontiere tra un anno. Romania e Bulgaria, appena entrate nell’Unione europea, dovranno attendere ancora prima di soddisfare i requisiti necessari per far parte dello spazio unico europeo. Ai ventidue Paesi dell’Unione che cancellano i loro confini vanno aggiunte anche Islanda e Norvegia, che pur non facendo parte dell’Ue aderiscono all’area Schengen.

L’abolizione delle frontiere è stata celebrata con particolare solennità da quei Paesi che si erano trovati sui fronti opposti della Cortina di ferro. I primi a festeggiare sono stati il cancelliere austriaco Gusenbauer e il primo ministro slovacco Robert Fico, che insieme hanno segato la transenna bianca e rossa al posto di frontiera di Berg-Petrzalka. Anche tra Italia e Slovenia cade definitivamente il confine di 280 chilometri che per mezzo secolo ha tagliato in due la città di Gorizia e che per tanti anni ha polarizzato odii e rancori. Il presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Illy, e il ministro degli esteri sloveno Dimitri Rupel hanno celebrato l’evento al valico di Stupizza. Sabato, al valico di Rabuiese, si ripeterà la cerimonia con la partecipazione del ministro Amato, del presidente della Commissione Ue Barroso e del vicepresidente Franco Frattini. Una celebrazione analoga dovrebbe festeggiare anche la caduta del confine, virtuale, tra Italia e Malta.


L’abolizione delle frontiere, per ora, riguarda solo i confini terrestri. Per l’adeguamento delle strutture aeroportuali, tecnicamente più complicato, occorrerà attendere il 30 marzo dell’anno prossimo.
Teoricamente l’allargamento dell’area Schengen avrebbe dovuto essere rimandato perché il nuovo sistema informativo SIS 2, previsto per accogliere i nuovi stati membri, non è tecnicamente ancora operativo. Ma i portoghesi, che tenevano a celebrare l’evento sotto la loro presidenza, sono riusciti a convincere gli esperti che il vecchio sistema SIS 1, che gestisce oltre 22 milioni di informazioni da una centrale operativa in Francia, poteva essere esteso efficacemente anche ai nuovi stati membri. Lo sforzo che questi hanno dovuto fare per adeguarsi alle esigenze del sistema informatico e per dimostrare di saper controllare efficacemente le loro frontiere esterne è stato enorme.

“Unirsi allo spazio Schengen non è un obiettivo facile e quindi va espresso un grande riconoscimento a questi paesi che hanno allestito sistemi significativi e moderni per raggiungere questo risultato”, ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, responsabile proprio della sicurezza interna dell’Unione.

Con l’ingresso dei nuovi membri, le frontiere esterne dell’Ue si estendono per novemila chilometri. Controllarle non sarà facile. Ma finora, ad ogni allargamento dell’area di libera circolazione, gli inevitabili timori su un possibile aumento della criminalità transfrontaliera si sono rivelati infondati. E così, assicurano gli esperti, sarà anche questa volta.

(21 dicembre 2007)


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