Euroworld #2

22 01 2008

RovigoIl Delta come Dubai o Las Vegas. Nell’emirato si scia in stile Dolomiti sotto una cupola in plexiglass. Nella capitale del gioco d’azzardo hanno tirato su persino Venezia e il ponte di Rialto. Alle foci del Po, per non essere da meno, facciamoci l’Europa intera. E poco importa se nel Golfo Persico o nel Nevada la ricchezza puzza di nafta e sta qualche migliaio di metri sotto la sabbia. Nel Delta corre ad altezza di sguardo in un ambiente umido tutelato dall’Unesco, ma il Vecchio continente in miniatura lo si può fare lo stesso. Provocazione? Progetto faraonico, difficile perché troppo impattante? Macché, tutto vero. Anzi pressoché fattibile in sei anni (entro il 2014) con un investimento da 22 miliardi di euro completamente privato. In cambio qualche decina di migliaia di posti di lavoro per creare il “miracolo”, 30mila visitatori garantiti al giorno, strutture ricettive che gli altri si sognano, un indotto che garantisce sviluppo per il Polesine ma anche per le province di Venezia, Padova e Ferrara. Chi direbbe di no a una simile proposta? E difatti ieri, a palazzo Celio, i vertici e i consiglieri provinciali che, insieme ai parlamentari polesani di centrodestra, hanno ascoltato l’offerta del responsabile del progetto Jurgen Kahl, del coordinatore locale Guido Raule e del general manager palestinese Hamad Burhan si sono dichiarati interessati, disponibili a valutare, approfondire e, per quanto di competenza, spianare la strada ai proponenti del progetto. In una parola: sono favorevoli.

Dopo il giro nei Comuni del Delta, la delegazioni dei responsabili del progetto raccoglie in pratica un altro sì.

E dire che le difficoltà sembrerebbero insormontabili, a cominciare dall’estensione dell’area interessata: ben 124 chilometri quadrati. Tanto per capirci, dal Po di Levante al Po di Venezia, da Ca’ Cappello a Ca’ Cappellino. Tra chi ha chiesto un impegno alla politica per agevolare gli imprenditori (Franco Secchieri), chi ha messo in rilievo i vincoli ambientali della aree interessate (Ermenegildo Ghezzo) e il presidente Federico Saccardin, e chi infine vorrebbe indagare sull’origine dei finanziamenti e su chi li gestirà (Franco Grotto) o ha puntato l’attenzione sull’errore di chiusure totali su un’opportunità da valutare con cura (Giuseppe Fini), le osservazioni più interessanti sono venute dall’onorevole Luca Bellotti e dal capogruppo di Prc Matteo Masin. “Attenti – ha detto il primo – Proposte così vanno soppesate. Domani il borsino terriero nel Delta potrebbe impazzire”. E Masin: “Euroworld lo farete a prescindere dalla centrale Enel e dal terminal? E poi, siamo la prima scelta o siete andati a chiedere altrove?”. Risulta infatti che il progetto Euroworld abbia già incassato diverse sonore bocciature in giro per quell’Europa che vuol miniaturizzare.

Franco Pavan


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One response

18 02 2008
Raule Guido

Voglio riferirmi all’articolo del Sig. Pavan e successivamente rispondere alle domande del Sig. Masin.
Poche parole ma spero che La facciano riflettere Sig. Pavan ! Voglio solo chiederLe a seguito delle sue affermazioni ( visto che Lei non è entusiasta dell’idea ) cosa vuol fare del nostro territorio polesano ? Dire di NO è facile ma bisogna sempre proporre alternative per un miglior sviluppo del polesine ( vedi circa 6000 disoccupati in Provincia di Rovigo). Capisco la sua titubanza ma come ho già espresso in altre mie relazioni in questo mondo ormai globalizzato e impostoci anche contro la nostra volontà o ci accodiamo con i benefici che ne possono scaturire o veniamo travolti da questa economia impazzita. Allora bisogna saper scegliere sempre tenendo ben presente il massimo rispetto dell’ambiente che ci circonda. Le posso garantire che io sono e sarò il primo a battermi con Lei spero per un ambiente pulito e non violentato da passanti senza scrupoli ma dobbiamo anche pensare cosa poter consegnare ai nostri figli e ai figli dei nostri figli. Spero non un territorio depresso o conquistato da centrali a carbone o rigassificatori ma bensì ad uno sviluppo territoriale sempre nel rispetto dell’ambiente in quanto molto fragile, che possa coniugare ricchezza, un vivere sano e le caratteristiche del nostro territorio. Sono convinto se vi sono queste basi di partenza tutto si può avverare per un miglior futuro del Basso Polesine.
Al Sig. Masin voglio rispondere con tutta la massima sincerità :
1) è stato espresso da parte degli Investitori anche una eventuale acquisizione della centrale ( vedi colloquio con il Sindaco di Porto Tolle Dott. Finotti ) per trasformarla in un museo del Delta e del Mare ( come acquario di Genova ma con diverse impostazioni ) e un Hotel belvedere a 5 stelle. Potrebbe essere una bella idea !
2) Per le bocciature da Lei citate mi permetto di evidenziare la sua errata conoscenza dei fatti ( non è mai oro colato tutto quello che ci viene detto ! ) e più precisamente :
il progetto Euroworld iniziale era di circa 40 km2 nella ex Germania Est ( a Lei molto cara ) ma essendo stato un territorio militare sovietico dopo adeguate carotature del terreno sono state rilevate sostanze nucleari sul terreno individuato per tale insediamento. Successivamente lo Stato Federale tedesco ha annullato tale operazione in quanto bisognava bonificare la zona. Queste sono le vere verità e può anche verificarLe.
Sperando di avervi fatto cosa utile vi saluto ringraziandovi tutti.
FORZA POLESINE RISORGI DAL TUO LETARGO !!!! RAULE GUIDO

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