Grazie di tutto !

17 02 2008

E’ finito un dio del calcio e che il Milan resti agganciato alla zona Champions grazie a un rigore da non fischiare per fallo in attacco (a conferma che quella rossonera è la squadra che dagli errori arbitrali più è stata favorita) diventa secondario.

Ronaldo è morto (come calciatore), viva Ronaldo.

Dal 1993, anno in cui lo vidi giocare per la prima volta a mercoledì sera, giorno in cui l’ho visto giocare per l’ultima volta, Ronaldo è stato il calciatore che, assieme a Maradona, è riuscito a offrirmi con generosità infinita, più emozioni e a farmi amare il calcio più di chiunque altro.

La storia di Ronaldo è nata come un dramma , è proseguita come una favola ed è finita in tragedia, proprio come accade agli eroi.

Nato poverissimo in uno dei quartieri più miserabili di Rio, ha iniziato a tirar calci a un pallone (di stracci, naturalmente) a dieci anni.

Poi è entrato nelle giovanili del San Cristovao, uno dei club carioca più poveri e a quindici anni si è trasferito a Belo Horizonte, la capitale del Minas Gerais, lo stato dove ci sono quasi tutte le industrie automobilistiche del Brasile.

Chiedersi se Ronaldo sia più grande o no di Pelè è stata la domanda che ha assillato per cinquanta giorni i vecchi giornalisti brasiliani, quelli che Pelè l’avevano visto giocare.

Era l’estate del 1994 durante i Mondiali e in America i vecchi cronisti aspettavano che Parreira e Zagalo mandassero in campo il diciassettenne del quale si raccontavano meraviglie, per poter finalmente fare un paragone adeguato.

Per me quel nome non era una novità, anzi.

La prima volta che vidi giocare Ronaldo fu nell’autunno del 1993. Ero in vacanza in Brasile, e un mio amico mi trascinò a vedere la partita del Cruzeiro di Belo Horizonte contro il Vitoria di Bahia.

“C’è un ragazzino di diciassette anni che è un vero fenomeno”.

Ronaldo segnò cinque gol e quando tornai in Italia scrissi su Il Giorno un articolo il cui titolo (“Si chiama Ronaldo il Pelè del 2000” titolo fatto dal collega Cristiano Gatti che adesso è a Il Giornale) mi procurò critiche a non finire.

Sei il solito esagerato, mi dissero, quando c’è da parlare di un brasiliano ti lasci prendere la mano. E così via. Pellegrini, che all’epoca era presidente dell’Inter, incaricò Mariottini di dare un’occhiata a questo giovanotto di belle speranze.

Il direttore generale dei nerazzurri and• a vedere Ronaldo e ne rimase incantato. Ritornò con un documento nel quale era specificato che l’Inter, versando un milione di dollari entro il marzo del 1994 poteva acquistare il cartellino del centravanti del Cruzeiro.

Ma tutto svanì per motivi politici. A Belo Horizonte c’era Newton Cardoso, ex governatore dello stato di Minas Gerais che voleva ripresentarsi alla elezioni e per farlo aveva deciso di seguire la strada che aveva percorso Berlusconi in Italia.

Dopo aver acquistato giornali e stazioni televisive per aumentare la propria popolarità Newton Cardoso aveva bisogno di una squadra di calcio.

A Belo Horizonte la più famosa Š l’Atletico Mineiro, lui voleva il Cruzeiro e di uno come Ronaldo non poteva farne a meno.
L’idea di Pellegrini svanì e fu la Philips a convincere sia Cardoiso che il Cruzeiro a fargli accettare il Psv.

Rividi Ronaldo nel giugno del 1994 in California. Il Brasile era in ritiro a Los Gatos. Zagalo mi descriveva Ronaldo come un fenomeno e io gli replicavo: ma perchè non lo fai giocare? “Questa è una squadra tenuta assieme con lo scotch, c’è Romario che mi fa un gol a partita, se tocco qualcosa si sfascia tutto”.

La popolarità di Ronaldo quattordici anni fa era enorme e Itamar Franco, presidente brasiliano ad interim, andò in televisione a dire che Parreira e Zagalo avrebbero dovuto farlo giocare comunque. O al posto di Romario, o assieme.

La replica dei due tecnici fu tremenda: “Se Itamar Franco governasse nello stesso modo in cui noi sappiamo fare il tecnici della Selecao, il Brasile sarebbe un paese del Primo mondo”.

Ronaldo a Usa ’94 non gioc• nemmeno un minuto, ma di lui si parlava moltissimo. Era stato appena venduto al Psv Eindhoven e una sera a cena chiesi a Zagalo non se Ronaldo era bravo, ma quanto fosse bravo.

Mi rispose così: “C’è una categoria di giocatori alla quale appartengono Platini, Van Basten, Zico e Falcao. Campioni che quando li vedevi giocare ti aspettavi che facessero una cosa particolare. Loro ne facevano un’altra. C’è poi un’altra categoria alla quale appartegono Pelè, Garrincha e Maradona. Questi non ti fanno la seconda cosa, ma una terza cosa: assolutamente imprevedibile,per lo spettatore e per l’avversario. Ronaldo forse appartiene a questa categoria, quella di Pelè, Garrincha e Maradona”.

Finì al Psv Eindhoven e fu capocannoniere. Verso Natale del 1994 gli telefonai in Olanda per un’intervista. Fu gentilissimo, timido come a Los Gatos quando arrossiva all’avvicinarsi dei cronisti, e sincero.

Alla domanda: qual’è il gol più bello che hai segnato in carriera? lui rispose tranquillo: “Quello su rigore sbagliato da Roberto Baggio nella finale tra Brasile e Italia a Pasadena”.

Una risposta del genere mi fece capire più di qualsiasi dribbling, passaggio o gol, quanto fosse grande il Ronaldo calciatore.

Ronaldo (calciatore) è morto, viva Ronaldo

di Franco Rossi


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2 responses

18 02 2008
Pippo Baffo

ti prego posta kuesto link!!! Abbiamo bekkato RIVOLUZIONE il pezzo di Frankie hi-nrg mc al festival, durante le prove: è una FIKATA!! Un tipo lo ha registrato e messo in rete e dunque è una ANTEPRIMA ASSOLUTA!!
Skarikate e kondividete.
Bella raga!!

http://rapidshare.com/files/92694224/Frankie_hi-nrg_mc_-_Rivoluzione_prove_Sanremo_2008.mp3.html

http://sharebee.com/65b60ae3

http://www.megaupload.com/?d=QYFNL58P

http://www.badongo.com/file/7842703

http://www.zshare.net/audio/77331715d9eafe

SPAKKA DI BRUTTO

29 03 2008
altin

Ronaldo è a parere mio il più grande giocatore dell’epoca moderna la tecnica sopraffina la velocità sono solo alcune delle incredibili qualità del fenomeno.
Io gioco a calcio e sono punta vederlo giocare è la realizzazione di ogni fantasia calcistica che io ho .La prima volta che lo vidi giocare miinnamorai di lui e del calcio .Ronaldo è il calcio.

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