Sembra una barzelletta…

1 03 2008

RovigoIl giorno dopo l’operazione “Cime tempestose”, con la quale la Squadra mobile guidata da Leo Sciamanna ha smascherato un ingente e incredibile spaccio e consumo di cocaina, la città si interroga su quanto avvenuto. Sedici persone in carcere, due agli arresti domiciliari e altrettante con l’obbligo di dimora, ma, soprattutto, oltre 300 persone identificate e segnalate alla Prefettura come abituali assuntori di droga. Un ampio e preoccupante spaccato di Rovigo e dintorni con “protagonisti” molti individui già noti alla giustizia tra coloro che sono finiti in manette, ma anche tantissimi giovanissimi che insieme ad adulti di ogni categoria si recavano al “Tira Tardi” in viale Porta Po 165/e per acquistare e poi consumare nel bagno fiumi di cocaina. “Cime tempestose” la maggiore operazione antidroga chiusa in Veneto dall’inizio dell’anno, e anche la scoperta di un modo inedito e allarmante per trafficare la polvere bianca con spacciatori e consumatori fianco a fianco, spesso a dividere la sniffata.

Oltre un chilo di droga la settimana aveva ammesso agli inquirenti uno degli arrestati «dal marzo 2007 ho lavorato per Baschirotto (il titolare del locale, ndr.) e ho confezionato per lui circa un chilo di cocaina alla settimana, oltre ad ecstasy e marijuna». Ma quella smerciata dal 42enne residente a Badia Polesine e domiciliato a Polesella, non era l’unica coca che circolava nel suo locale. Perchè diversi erano i canali di approvvigionamento e molti degli spacciatori acquistavano anche altrove la cocaina che poi andavano a smerciare al “Tira Tardi”: acquistavano da bande di albanesi, oppure direttamente a Milano, o tramite rumeni o marocchini che facevano la spola con il Polesine.

Ieri sono iniziati gli interrogatori dei fratelli adriesi Eros e Omar Antinarella, di Pierluigi Barion (detto Gigi Spadino), Claudio Balzan (detto Caio), Vittorio Lazzarini (detto Gigi Pomo) e Alin Georgian Rusu. Tutti rinchiusi in via Verdi. Poche le parole proferite davanti al gip Alessandra Testoni che li ha interrogati. «Abbiamo preso atto delle accuse – dice l’avv. Francesco Zarbo per Balzan – e ci siamo riservati di essere più precisi quando conosceremo meglio gli atti». «Ha ammesso di essere un consumatore – sostiene l’avv. Alberto Duffini per Rusu – e che a volte poteva accadere che sniffasse insieme a qualcuno. Comunque l’intera situazione dev’essere meglio vagliata». «Hanno detto qualcosa respingendo comunque qualsiasi addebito – rileva l’avv. Chiara Dossi per i fratelli Antinarella -. Però l’indagine è complessa e sarà importante vedere meglio tutti i documenti». Oggi toccherà ad altri arrestati, Agostino Murari detto Terremoto, William Benà e Rossano Ravara detto Cecenia, i primi due in carcere a Padova il terzo a Rovereto. Mentre a Belluno, Bolzano, Trento, Verona e Vicenza sono detenuti gli altri. Importante sarà l’interrogatorio di Gaetano Baschirotto che verrà sentito lunedì in via Verdi.

C’è comunque preoccupazione e sconcerto per quanto emerso: un quadro di droga, denaro, armi, sesso, minacce, violenze che avveniva ogni notte alle porte della città.

Paolo Ponzetti per il Gazzettino di Rovigo


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2 responses

5 01 2009
Omar Antinarella

Perchè “SEMBRA UNA BARZELLETTA?” Se mi spieghi il lato divertente di questa operazione o dello sputtanamento gratuito ke offrono i giornali magari rido anch’io! Buon anno a tutti!

6 01 2009
Lorenzo Zanirato

gigi spadino…gigi pomo..dai sembrano i personaggi di una barzelletta..

e cmq non e’ morto nessuno..

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