Qual è sto famoso forum ??

23 03 2008

Mai sentito parlare di SEO? La sigla sta per search engine optimization, ovvero ottimizzazione di siti per i motori di ricerca. Si tratta dell’insieme di attività volte a migliorare il posizionamento di una pagina web sui motori di ricerca. Col risultato, talvolta, di vedere il proprio sito balzare ai primi posti fra i risultati forniti, ad esempio, da Google o da Yahoo!.

Ma cosa succede se un gruppo di studenti si inventa il nome di un pesce che non esiste? E in seguito sviluppa un sito dove ne descrive minuziosamente i comportamenti, adottando tutte le tecniche di search engine optimization a disposizione per promuovere sul Web? Semplice: diventa il primo risultato sull’argomento nei vari motori di ricerca. Con buona pace di Google, Yahoo! e Live Search.

E’ quanto sono riusciti a fare i partecipanti alla gara organizzata dal Master post laurea in tecnologie del web presso l’Università dell’Aquila. Obiettivo per ognuno degli otto gruppi che partecipavano al concorso, quello di scalare le vette dei motori di ricerca con il proprio sito. Argomento da trattare: la scoperta di una nuova specie di pesce mediterraneo chiamato “Funzino apocrifo”. Un nome di fantasia composto dal diminutivo del direttore del Master, il professor Alfonso Pierantonio, e apocrifo, che significa per l’appunto “falso”. Insomma, un bel pesce d’aprile per i tre motori di ricerca. E per gli ignari utenti.

Ma allora è davvero così semplice aggirare i segreti algoritmi che stanno alla base di Google o di Yahoo!? Per il professor Michele Flammini, che ha giudicato il lavoro degli studenti, si è trattato piuttosto di intuire come funziona un motore di ricerca dai risultati, e quindi adeguare il proprio sito per migliorarne la propria collocazione. “Ma sì, diciamo che è possibile” spiega Flammini precisando “specie su un argomento inventato per cui non esistono ancora dei risultati sui motori di ricerca”. “Poi, in realtà – aggiunge il professore – è importante avere tante pagine, ben collegate fra loro, scegliere le parole chiave più adatte con cui descrivere il sito, e soprattutto cercare di farsi linkare da siti più noti del proprio”. Come ha fatto Luciano col suo gruppo, che si è aggiudicato il primo premio del concorso arrivando in cima a tutti e tre i motori di ricerca. Qualche asso nella manica? “Non proprio – dice il vincitore – in realtà il nostro principale vantaggio sugli altri gruppi lo abbiamo ottenuto perché siamo partiti prima, inserendo un link al nostro sito su un noto forum dedicato proprio all’ottimizzazione delle pagine web per i motori di ricerca”.


E per un gruppo che ha trovato aiuto in un forum specialistico, un altro ha preferito pubblicare un video su YouTube, con tanto di interviste al fantomatico scopritore del pesce mai esistito, condito da commenti di improbabili estimatori del magico esemplare ittico. E’ quanto ha fatto il gruppo di Antonella, una delle poche ragazze (solo 5 su 27) che hanno partecipato al concorso, ma che si è aggiudicata un onorevole secondo posto.

Fin qui, tuttavia, il risultato di una gara accademica che ha messo in luce piccole ingenuità e forse qualche ovvietà dei più rinomati motori di ricerca online. E che ha dei precedenti in altri paesi come il concorso mondiale Globalwarming Awareness2007 e quello spagnolo Habitaquo. Eppure, appena fuori dalle aule universitarie, non mancano specialisti, aziende e guru del Web, che promettono di poter collocare un sito ai primi posti dei maggiori motori online dichiarandosi esperti SEO.

C’è da fidarsi? Emilio Calvano, responsabile tecnico del concorso abruzzese, mette in guardia dai facili risultati: “Diciamo che la passata edizione del corso (che ad aprile verrà riproposto, ndr) è stata pensata esclusivamente per gli studenti. Poi, in realtà, hanno partecipato anche altri attori: da esperti SEO che hanno offerto la propria disponibilità, fino a qualche sito che ci ha contattato per sapere, ad esempio, se il ‘Funzino apocrifo’ esisteva davvero”. Da non credere.

“In generale però – aggiunge Calvano – basterebbe forse seguire le linee guida suggerite dal Consorzio W3C perché questo migliori il proprio posizionamento, cioè: fare un buon sito per gli utenti, mantenerlo aggiornato negli anni; tant’è che i motori di ricerca stanno già sviluppando soluzioni non più e non solo basate su algoritmi, ma sull’esperienza degli utenti. Penso a Search Wikia o Knol di Google”.

Anche nel vostro caso il motore di ricerca di Larry Page e Sergey Brin si è dimostrato un osso duro da aggirare? “Sì – risponde sicuro il responsabile tecnico – Google è stato certamente quello in cui i ragazzi hanno avuto maggiori difficoltà. Mentre Live Search, ad esempio, si è dimostrato meno esigente e quindi in maggior misura esposto anche alle soluzioni più maliziose”.

(20 marzo 2008)


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2 responses

23 03 2008
ZZZ

Il famoso Forum è quello di Giorgio Taverniti:
Funzino Apocrifo sul ForumGT

26 03 2008
cissiboy

Grazie…molto interessante !!

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