Emirati arabi e sviluppo sostenibile

27 03 2008

Palm Jumeirah

di Francesco Frighetto mercoledì 26 marzo 2008

Il rombo di potenti motori non dà tregua, così come ininterrotto è il soffio dei condizionatori nelle case, nelle auto, nei centri commerciali.

La barriera corallina ha lasciato il posto a isole artificiali e il deserto a campi da golf e persino a una pista da sci.

Innumerevoli fontane alimentate con acqua desalinizzata circondano e decorano uno degli aeroporti più trafficati al mondo.

Se questa è la Dubai che ci si presenta oggi, non deve sorprendere che i più recenti studi del Wwf abbiano classificato al primo posto nel mondo gli Emirati Arabi Uniti per l’impatto ecologico pro-capite.

Ossia il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità ecologica della terra di rigenerarle.

Benché gli EAU abbiano sottoscritto il protocollo di Kyoto, non sono tenuti a ridurre le emissioni nocive in quanto ancora considerati paese in via di sviluppo.

Ciononostante la consapevolezza della scarsità di risorse, accompagnata dalla necessità di ridurre i costi generati da una crescita frenetica stanno facendo rapidamente cambiare rotta al paese, ora decisamente votato allo sviluppo sostenibile.

E’ chiara la strada indicata dallo Sceicco Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, vicepresidente e primo ministro degli Emirati, nonché governatore di Dubai.

Dal primo gennaio del 2008 qualsiasi edificio, che sia di tipo residenziale o commerciale deve essere costruito implementando e rispettando i più severi standard internazionali.

Che devono essere legati al mantenimento dell’ambiente nel miglior stato di salute possibile, selezionando i materiali utilizzati per la costruzione, studiandone il design e ricorrendo a fonti di energia alternativa.

Naturalmente un cambio di rotta così repentino non può che essere condizionato in buona parte da un aspetto economico.

Rispettare gli standard ora imposti significa anche ridurre fino al 70 per cento i costi dell’energia elettrica e fino al 50 quelli dell’acqua sia in fase di costruzione che, ben più importante, in fase di utilizzo e manutenzione.

Il tutto a vantaggio del cittadino che negli ultimi anni ha visto incrementare in maniera esponenziale i costi legati all’alloggio.

Lo sviluppo sostenibile negli Emirati Arabi comincia oggi, ma quale sarà l’effetto delle centinaia di torri costruite fino ad ora?

La crescita di quest’area durerà ancora così a lungo da poter effettivamente beneficiare di questa scelta?

Fonte | Il reporter


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