“C’è crisi dappertutto…”

23 05 2008
Centomila euro per sette giorni in yacht. Ventimila per la festa dei bambini. E 220 mila per una penna. È il Paese che non appare nelle dichiarazioni dei redditi. Ma che, da quando non c’è più la lira, sta meglio di prima
di DARIA GALATERIA, ANNA LOMBARDI ed EMILIO MARRESE

<B>Vivere da ricchi, oggi in Italia</B>


Alla piccina piacciono le Winx e papà gliele ha portate. Non le bambole: quelle vere in ciccia e paillettes. Ventimila euro per allestire in giardino a Fregene una tappa privatissima del musical delle fatine adorate dai bambini. Un piccolo sfizio se lo si confronta a quella penna da 220 mila euro che un industriale del sughero s’è portato a casa dall’ultima fiera del lusso Luxury & Yachts di Vicenza (22 mila visitatori…).

O a quella poltrona col bracciolo decorato di diamanti acquistata alla stessa modica cifra di 220 mila euro da un notaio milanese. L’ombrello in coccodrillo da 32 mila euro griffato Billionaire allora è roba da pezzenti. Schiaffi alla miseria? Più che altro, un pestaggio bello e buono con mazze e catene (d’oro, naturalmente).

Chi l’ha detto che l’Italia non è un Paese per ricchi? Se tanti tirano la cinghia, al di là delle facili demagogie, i ricchi sono sempre di più e sempre più ricchi. Sicuramente molti di più di quei 54 mila contribuenti che dichiarano un reddito di oltre 200 mila euro (lo 0,13 per cento…), se è vero che nella sola Milano ci sono 150 mila fortunati che spendono più di ventimila euro al mese in beni superflui. E se è vero che l’anno scorso sono stati venduti 200 mila Suv e comprate barche per tre miliardi. I conti non tornano: quella sbirciata nelle dichiarazioni on line che hanno fatto scandalo è una realtà virtuale. E comunque, stando solo ai dati ufficiali, in un anno quelli che hanno più di un milione in banca sono aumentati del 2,5 per cento: se nel 2002 erano 110 mila famiglie, oggi, grazie anche all’euro, sono 205.800 (Merrill Lynch-CapGemini). Secondo un sondaggio di Astra Ricerche gli italiani che si dichiarano ricchissimi sono un milione 800 mila: evidentemente dimenticano di dichiararlo anche al fisco…


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