Condivido soprattutto l’ultima frase

31 05 2008

«Il passaggio delle fiaccola olimpica sull’Everest è una offesa per i tibetani. Una montagna che per la gente del posto è considerata sacra è stata strumentalizzata per una operazione di marketing e di propaganda»: lo dice Lo scalatore altoatesino Reinhold Messner che esattamente l’8 maggio di 30 anni fa aveva scalato la montagna più alta del mondo per la prima volta senza l’utilizzo di bombole d’ossigeno. L’8 maggio 1978 l’altoatesino e l’austriaco Peter Habeler avevano raggiungono la cima a 8.850 m senza l’ausilio d’ossigeno, scrivendo così un importante capitolo della storia dell’alpinismo. Rinunciare alle bombole d’ossigeno oltre gli 8.500 metri era considerato da molti un suicidio. «Il nostro anniversario e la scalata con la fiaccola rappresentano una grossa contraddizione: 30 anni fa – ricorda Messner – eravamo saliti senza bombole, loro oggi invece sì. Noi eravamo soli su questa montagna, oggi 50 spedizioni stanno aspettando nel campo base. Ai nostri tempi c’era l’anarchia sulla montagna, oggi la polizia blocca gli altri alpinisti nel campo base per non disturbare la messa in scena della fiaccola». «L’alpinismo – dice Messner – non è una disciplina olimpica. Non vedo perciò la necessità di portare la fiaccola sull’Everest. La montagna è stata strumentalizzata come palco per la propaganda cinese. Temo che tutti i giochi olimpici perseguiranno questo scopo». (Fonte: Ansa, http://www.ansa.it/)


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