Il mago del low-cost

9 07 2008

MILANO – Bastano 168,98 euro (sarebbero 30, ma le tasse fanno lievitare la cifra) per realizzare un viaggio verso le grandi città europee: Madrid, Bruxelles, Milano, Parigi, Londra, Berlino, Roma. Non è la trovata pubblicitaria, suggestiva ma inattuabile, di una compagnia ‘low cost’ come tante. Ma il viaggio che Emanuele Giusto, giornalista trentenne siciliano trapiantato a Madrid, ha compiuto davvero «staccando biglietti» dal suo terrazzo con un computer davanti e una birra ghiacciata. Di questa esperienza ha fatto un reportage per la rivista spagnola El Semanal, un libro («Il Giro d’Europa con 30 euro», ed. Feltrinelli) e una sorta di agenzia viaggi domestica, per parenti e amici. «L’ultimo viaggio che ho organizzato è stato alcuni giorni fa, per un amico messicano, di passaggio in Europa. In due ore gli ho pianificato un viaggio tra Madrid, Dublino, Londra, Berlino, Roma, Bruxelles e Amsterdam per soli 170 euro netti, compresi i bagagli».

L’UNIONE SI FA VIAGGIANDO – Nessuna sparata promozionale, dunque, ma un’esperienza provata, che – promette Giusto – «è la vera rivoluzione democratica dell’Unione Europea. Solo viaggiando che le culture si incontrano e le persone capiscono l’importanza dell’interscambio». Altro che costituzione, alleggerita o appesantita che sia. Nel libro l’autore racconta la sua esperienza e quella dei viaggiatori che ha intervistato, si insinua nella «misteriosa» ma geniale logica delle compagnie ‘low cost’ e ritrae i protagonisti più importanti della storia del settore, come Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, regina irlandese delle ‘low cost’ insieme alla britannica EasyJet. Infine, insegna i trucchetti del «tour operator fai da te», con un decalogo per chi si vuole cimentare, senza incappare in errori e truffe.

SI FA PRESTO A DIRE ‘LOW’ – Uno dei primi avvertimenti di Giusto è capire quali sono le vere e le false compagnie a basso costo. «Le vere compagnie ‘low cost’ hanno un temperamento economico specifico: ridurre all’osso i costi e convertire ogni costo in ricavo. Per far questo ci vogliono delle ottime idee – commenta –. proprio quelle che mancano ad Alitalia per mordere il mercato, al di là delle questioni politiche che hanno montato dietro le quinte. Non lo dico io, ma i chief executive che ho intervistato nella mia inchiesta». Un esempio? «Una delle idee più graffianti della storia delle low cost è stata quella di EasyJet, che oggi offre la tratta Milano-Copenhagen a 23 euro netti in media. Stelios Haji Ioannou, fondatore della compagnia, ha intuito l’importanza di internet, quando ha visto che il numero di telefono pubblicato sul web ‘bolliva’ di chiamate. In quel momento ha deciso che doveva vendere biglietti elettronici. Dal 2 giugno di quest’anno nessuna compagnia, comprese le ‘low cost’, emette biglietti di carta». Per un risparmio di 430 milioni di euro all’anno e con i ringraziamenti di 50 mila alberi, che rimarranno vivi.

AEREI SICURI E POCO INQUINANTI – In Italia, le vere ‘low cost’ sono due e mezzo, secondo l’autore: «MyAir, nata dalle ceneri di Volare, viaggia con aerei bombardier, di 90 posti e copre città italiane che non sono considerate da altre compagnie. Inoltre si è rivolta ai Paesi dell’Est. L’altra vera ‘low’ è la Windjet». Tifoso sfegatato dei costi contenuti assicura che statisticamente le ‘low cost’ perdono meno i bagagli e sono più puntuali e che gli aerei sono i più nuovi e sicuri, consumano il 50% in meno di carburante e inquinano la metà. Rivela anche che la modulazione del prezzo (‘pricing’) permette di riempirli tutti. «Ci sono dei software appositi che calcolano mille variabili: dalla tratta, agli eventi di richiamo per quel territorio, al profilo dei clienti, che variano dal giovane squattrinato al ‘business man’. Di solito si vende il 10 per cento di voli a prezzo zero, una grande quantità a prezzo medio e un 5 per cento a prezzi stellari. C’è sempre qualcuno che è disposto a pagare 200 euro per un volo!». Il futuro a basso costo? «Sarà intercontinentale. O’Leary per la RyanAir promette che presto si volerà da Londra a New York con 12 euro». Tasse incluse.

Ketty Areddia
24 giugno 2008


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