Derby d’Italia

13 09 2008

Rugby – Presentazione Super10: Rugby Rovigo 


Come avvio non si poteva sognare di meglio. O di peggio. La stagione di Rovigo vedrà l’alba sabato nello storico confronto con il Petrarca Padova, in un “derby d’Italia” impregnato di storia e sudore. “Di certo è una partenza anomala – analizza il ds Andrea Scanavacca in esclusiva per RealSports.it -. In questo confronto entrano in ballo fattori che vanno al di là del puro ambito tecnico o sportivo: ad incidere sono soprattutto aspetti di tipo caratteriale ed emotivo”.

I rossoblu, comunque, si presentano carichi ad un avvio con i fuochi d’artificio. “Sì, sia fisicamente sia mentalmente arriviamo bene al confronto, anche se è chiaro che l’assemblaggio della squadra, per via dell’inserimento dei nuovi arrivati, non può essere al 100%. Ed in infermeria abbiamo un paio di elementi ancora acciaccati. Ma dovremo cercare in tutti i modi di partire con un risultato positivo: i giocatori devono farlo per loro stessi e, soprattutto, per la città”.

La squadra è reduce da una stagione in cui play-off sono sfuggiti per un battito di ciglia: con quali ambizioni si rituffa nel Super10? “Lo scorso anno – spiega il recordman di punti segnati nel campionato italiano – siamo andati anche oltre quelle che erano le nostre iniziali aspettative. Dobbiamo cercare dimenticare il risultato ottenuto e ripartire da quelle che sono le nostre certezze: l’obiettivo è entrare tra le prime sei”.

Se, dunque, la battaglia di Rovigo sarà quella disputata per restare nel giro delle coppe europee, davanti ci sarà grande bagarre per arrivare al titolo: “Calvisano – punta il dito, sicuro, Scanavacca – sarà ancora la squadra da battere: ha un organico molto forte, un ottimo allenatore ed ora anche Alejandro Canale, il numero uno per capacità manageriali. Alle spalle dei bresciani, vedo il trio composto da Treviso, Viadana ed un’Overmach che in Supercoppa mi è parsa già in gran forma”

Infine, un doveroso sguardo a quello che sarà l’impegno rodigino in Challenge Cup: “Di certo nei match europei non dovremo scendere in campo tanto per fare, ma per cercare di ottenere il risultato. E’ inconfutabile il fatto che avremo di fronte formazioni anche al di fuori della nostra portata, ma sarà importante approcciare nella maniera corretta – soprattutto a livello mentale – i match, schierando sempre i migliori a disposizione. Alla fine sono confronti che fanno bene: ai nostri giovani come al movimento italiano”.


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