Dondi e i mondiali di rugby del 2015

16 09 2008

Fonti: Fabrizio Zupo. “La Tribuna di Treviso” del 15 settembre 2008

Il giorno dopo un plebiscito al 95% e rotti che ha chiuso l’assemblea elettiva Fir di Bologna in mezza mattinata, e un’opposizione non pervenuta (diversamente dalle passate lotte contro il Crri e “patto di Selvazzano”) Giancarlo Dondi si gode nella sede Fir di Parma la lettura dei giornali della domenica, che certificano la conferma del suo quarto mandato alla guida del rugby italiano: un regno avviato nel 1996 e impreziosito il 1º maggio scorso dall’elezione nell’esecutivo dell’International board (7 membri). Ovvero il governo del rugby che fra 10 mesi deciderà se affidare all’Italia il mondiale 2015 che, nell’alternanza fra emisferi, spetterà all’Europa.

Oltre a Dondi (41356 voti) la Fir avrà otto nuovi consiglieri sui 14 delle società e fra questi tre i veneti: il trevigiano Zeno Zanandrea (24141 voti), il veneziano Luigi Torretti (22328) e il docente e membro del Senato accademico di Padova Andrea Rinaldo (20578) petrarchino ed ex azzurro. Fra i giocatori la novità si chiama Francesco “Cocco” Mazzariol (2027 voti, uno degli azzurri di Grenoble ’97), fra i tecnici si conferma Moreno Trevisiol (2254).

Presidente Dondi, percentuali bulgare? «In realtà è del 97%, 4 delegati, non si sa perché, forse distratti, non hanno votato».

La Benetton – si dice – avesse chiesto un proprio candidato. È vero? «C’è stata una richiesta della Benetton di candidare Vittorio Munari a consigliere con me. Ma, con tutta la stima che ho e posso avere per Munari, ho ritenuto che ci fossero motivi di conflitti di interesse in quanto direttore sportivo di una società e anche telecronista. Per questo ho detto no. Preciso: non ho alcun problema con la Benetton. Sinceramente, se si fosse candidato il presidente Zatta non avrei avuto dubbi».

Si registra il ritorno del Petrarca in consiglio con Rinaldo, dopo anni di assenza. «A parte che in consiglio non entrano le società ma le persone. Anzi i consiglieri decidono sul rugby italiano senza pensare troppo alla parrocchietta. Rinaldo doveva entrare già nel 2004, purtroppo quella candidatura fu fatta troppo all’ultimo momento e in parte non è stata neppure capita bene. È una persona di qualità, sicuramente sarà un ottimo consigliere. Benvenuto. Anche al Petrarca che ha saputo far eleggere un candidato e per il ritorno nella politica del rugby che gli è sempre appartenuta».

Si parla di un suo incarico a vice presidente vicario. Come già Lorigiola e Sabatini in passato. Che c’è di vero? «Dipende dal Consiglio, alla prima seduta si votano tre vicepresidenti, di cui uno vicario. E’ un voto segreto vedremo. Di certo ho impegni gravosi ed è per quello che ho bisogno di gente che mi dia una mano».

Ha ribadito gli obiettivi: Mondiali e 100mila tesserati. C’è bisogno di tutti? «Non c’è solo il movimento che deve far squadra, è l’intero Paese che deve muoversi».

A luglio l’Irb decide, quali sono le tappe intermedie di questa candidatura? «Entro il 30 settembre dobbiamo dare risposte concrete all’Irb: dove giochiamo, in quali campi. Dopo inizieranno le visite in Italia, e abbiamo tempo sino al 30 aprile per presentare il programma definitivo».

Nel 2015 ci sarà l’Expò di Milano che si porta dietro infrastrutture come l’alta velocitaà. Sono più importanti queste opere (in Francia il mondiale ha “viaggiato” sul Tgv) o stadi adeguati? «Per prima cosa bisogna che la gente capisca l’importanza di un Mondiale di rugby. È il secondo evento mondiale nel creare più interessi in un paese. Perché il calcio ha pressopoco gli stessi spettatori e molti più telespettatori. Ma l’evento si calcola pure su quanto tempo quegli spettatori rimangono in un paese: i rugbisti stanno un tempo doppio rispetto ai calciofili: 20 giorni di media su 6 settimane (il calcio ne ha 4) e quindi l’indotto è maggiore rispetto. Il mondiale 2007 ha creato ricchezza pari allo 0,2% del Pil francese. 2,5 milioni di turisti. Interessi enormi».

Se a luglio 2009 dicono di sì, è già corsa contro il tempo? «Tutto è contro il tempo. Bisogna che lo Stato si convinca, se no lasciamo stare. Fra 15 giorni dobbiamo dire se confermiamo la candidatura o no. Ho chiesto un incontro con il Governo che ci sarà a giorni».

Padova ospita l’Australia a novembre, caso isolato? «Spero che l’Euganeo sarà esaurito. In futuro nulla è precluso. Servono stadi capienti, o li allargano o nuovi. Il Veneto è la regione rugbisticamente più avanzata, ma la Nazionale ormai ha necessità di posti. Vorrei che in Veneto ci fossero stadi per i match importanti fuori da Roma».

Il Veneto alternativa fissa al Flaminio? Come Marsiglia per i test della Francia? «Certo. Una volta si veniva sempre nel Veneto perchè gli unici campi con una certa capienza erano Padova, Rovigo o Treviso. O no?»


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