Intertristezza

8 01 2009

Gianni Dragoni per “Il Sole 24 Ore”

È costato 148,27 milioni di euro lo scudetto all’Inter nell’ultimo campionato. È la perdita netta dichiarata dal bilancio al 30 giugno 2008 del club di Massimo Moratti, approvato senza discussioni dai 57 soci intervenuti all’assemblea il 30 ottobre, abituati a digerire bilanci con un rosso più profondo.

La perdita record è stata raggiunta l’anno precedente, con un rosso di 206,8 milioni nei conti al 30 giugno 2007. Nella scorsa stagione il club nerazzurro, al terzo scudetto consecutivo, ha stabilito un altro primato negativo: la spesa più alta mai pagata da una squadra italiana per il personale.

Tra stipendi ai calciatori, agli allenatori e agli altri dipendenti, in totale ha speso 190,66 milioni, pari al 97,6% del valore della produzione. Questo è in flessione da 197,24 a 195,37 milioni, come riclassificato dal Sole 24 Ore depurando i ricavi dalle plusvalenze da cessione calciatori, scese da 23,9 a 8 milioni di euro.

La spesa per il personale dichiarata nel bilancio è di 180,47 milioni, in crescita rispetto ai 160,77 del 2007, comprensiva di 28 milioni di premi rendimento (21,66 milioni nel 2007). Ma c’è dell’altro: l’accantonamento di 10,19 milioni «per oneri futuri relativi a personale tecnico esonerato prima dell’inizio della nuova stagione sportiva» (2,09 milioni nel 2007). Si tratta «dell’accantonamento degli stipendi per la stagione 2008-2009 degli stipendi» dell’ex allenatore «Roberto Mancini e del suo staff», ha spiegato Moratti all’assemblea.

Nell’esercizio i dipendenti in media sono saliti da 123 a 151, dei quali ben 55 «giocatori prima squadra e riserve», 23 allenatori, 46 impiegati, 8 dirigenti.
La quota più importante dei ricavi sono i diritti televisivi e proventi media, 124 milioni, pari al 63,5% del valore della produzione; quindi 31,8 milioni da sponsorizzazioni e pubblicità e 31,3 milioni di ricavi da gare, cioè biglietti e abbonamenti. Lo sponsor Pirelli ha versato 8,4 milioni.

La società presieduta da Marco Tronchetti Provera era presente all’ultima assemblea con una quota che si è assottigliata all’1,59% del capitale. La partecipazione di controllo, il 98,3%, è dell’Internazionale Holding Srl, di cui sono soci Moratti con il 98,27% e la lussemburghese Hellas Sport International Sa con l’1,73%, che fa capo alla famiglia Giulini.

A causa di queste «perdite significative », come ha sottolineato la società di revisione, Deloitte & Touche (subentrata in febbraio a Kpmg), il patrimonio netto del club era negativo per 12,8 milioni al 30 giugno. Per garantire la «continuità aziendale», cioè l’iscrizione al campionato e la prosecuzione dell’attività, è intervenuto, come di consueto, il generoso socio di controllo: tra luglio e ottobre la holding di Moratti ha versato 68,5 milioni nelle casse dell’Inter. E l’assemblea del 30 ottobre ha approvato un’ulteriore ricapitalizzazione da 86,6 milioni, da versare entro la fine di quest’anno.

A fine giugno l’Inter aveva debiti totali lordi per 394,88 milioni, un po’ meno dei 423,7 dell’anno precedente, ma sempre una somma imponente, il doppio del giro d’affari. Ci sono 82,2 milioni di debiti verso banche e 127 milioni verso la controllata Inter Brand Srl, alla quale è stato apportato il marchio alcuni anni fa. L’intera quota sociale di Inter Brand per 40 milioni è in pegno a favore di Banca Antonveneta, a garanzia di un finanziamento.

Il patrimonio calciatori è di 99,4 milioni, dopo ammortamenti per 35 milioni. I giocatori col maggior valore di libro, al netto degli ammortamenti, erano Zlatan Ibrahimovic ( 20,2 milioni) e Cristian Chivu (13).

L’Inter ha ottenuto plusvalenze per 8 milioni con la cessione di due calciatori nel luglio 2007, oltre a minusvalenze per 0,195 milioni: Marco Andreolli venduto alla Roma per sei milioni (5,57 milioni di plusvalenza) e Fabio Grosso all’Olympique Lione per 7,3 milioni (2,42 di plusvalenza). Nel 2007 c’erano plusvalenze per 23,9 milioni e minusvalenze per 4,65 milioni.

C’è una controversia con il fisco sul pagamento dell’Irap sulle plusvalenze da calciomercato. Nel bilancio sono stati accantonati 3,5 milioni relativi a Irap su plusvalenze di precedenti esercizi «contabilizzate a seguito di cartelle esattoriali notificate nel corso dell’esercizio». Nel luglio 2007 l’Agenzia delle Entrate ha accertato maggiore Irap per 3,8 milioni, l’Inter ha presentato ricorso.


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