Chi glielo spiega agli intertristi ??

11 01 2009

Avendo a suo tempo letto la sentenza che ha condannato la Juventus alla B, al contrario di chi ne ha scritto senza sapere di che cosa stesse parlando, ho sempre sostenuto che, anche per la sentenza che ha condannato la Juventus, non era stato commesso alcun illecito sportivo ex articolo 6 del codice sportivo, ovvero non c’era niente che confermasse la teoria da bar dello sport che la Juventus di Moggi avesse anche solo provato a modificare l’andamento o il risultato di una singola partita.
Oggi questa cosa la sostiene in un’intervista – più accessibile di una sentenza per i frequentatori di un bar dello sport – l’autore della sentenza stessa, l’uomo che ha condannato la Juventus alla serie B, con penalizzazione e perdita di due scudetti legittimamente e meritatamente vinti sul campo, cioè Piero Sandulli.
Che dice Sandulli? Dice che “nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica“.
Capito? Cattive abitudini, non “illeciti classici”. E la condanna è stata “etica”.
Sandulli conferma che la Juve non aveva commesso un “illecito sportivo”, non aveva né comprato né tentato di comprare le partite, ma soltanto una violazione dell’articolo 1, come tutti gli altri peraltro, che stabilisce il principio della lealtà sportiva e che non prevede né la retrocessione né lo scippo di due scudetti (uno dei quali assegnato da un dirigente degli indossatori a se stesso).
Continua Sandulli: “E’ violazione dell’articolo 1. E l’illecito associativo che non esisteva, era una falla nel sistema giuridico, è stato da noi introdotto“.
Avete capito bene, l’autore della sentenza di condanna conferma quello che c’è scritto nella sentenza e che non si è mai voluto leggere: la Juventus non ha commesso un illecito sportivo, ma è stato “introdotto” un reato associativo che “non esisteva” per poterle comminare una “condanna etica” (e scipparle Ibra in modo che gli indossatori anche oggi col Cagliari facessero punti)
Non è la prima volta che Sandulli lo dice, del resto l’ha scritto nella sentenza. E, nel luglio 2006, l’ha ribadito: “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato, l’unico dubbio riguarda la partita Lecce-Parma”.
La Juventus di Cobolli Gigli è stata corresponsabile di tutto ciò.

Fonte | Camillo – Il blog di Christian Rocca


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