Truffe semafori, arrestato ideatore

3 02 2009

Indagati in 109 tra cui vigili urbani

Il progettista dei T-Red, Stefano Arrighetti, è stato arrestato dai carabinieri lombardi e da quelli di San Bonifacio (Verona) nell’ambito dell’inchiesta della procura di Verona sui cosiddetti ‘semafori intelligenti’ che vede indagate altre 108 persone. Tra questi figurano 63 comandanti di polizia municipale, 39 amministratori pubblici e sette amministratori di società private. Una di queste intascava fino al 35% per le infrazioni.

Arrighetti, 45 anni di Seregno (Milano), amministratore unico della Kria di Desio (Milano), è accusato di frode nelle pubbliche forniture. Secondo quanto si è appreso, Arrighetti avrebbe omologato solo la telecamera e non avrebbe chiesto e quindi mai ottenuto dal Ministero dei trasporti l’omologazione dell’hardware dell’apparecchiatura che fa funzionare l’intero sistema. Tra gli indagati ci sono anche i comandanti di polizia municipale di Perugia e di Mogliano Veneto (Treviso).

Intanto i carabinieri di San Bonifacio hanno provveduto al sequestro preventivo dei T-red in 64 comuni di 24 province, ma il numero è destinato a crescere nei prossimi giorni. Sono infatti 80 i comuni del centro-nord Italia al centro dell’indagine nei quali sono state comminate decine di migliaia di contravvenzioni. Il provvedimento restrittivo che ha raggiunto Arrighetti è stato emesso dal gip scaligero Sandro Sperandio su richiesta del pm Valerio Ardito.

Per fare cassa
Dalle infrazioni accertate, la società Citiesse percepiva il 30-35% per ogni multa rilevata (150 euro + Iva al 20%). Solo in un secondo tempo la polizia locale vedeva le immagini, violando così l’articolo 12 del Codice della strada. Nella maggior parte dei casi i verbali di contestazione sono stati redatti da società private (e non dai pubblici ufficiali) che svolgevano anche il servizio di notificazione (consegna alle Poste delle raccomandate), percependo un importo in media di 5 euro per ogni verbale sul quale, inoltre, veniva apposta dalla società privata una firma scannerizzata del pubblico ufficiale.

Così le operazioni di accertamento, di notifica e di verbalizzazione, attività tipiche per il pubblico ufficiale (e che non possono essere delegate ad altri) erano affidate, tramite percentuale, a società private compiendo una falsità materiale, secondo l’articolo 476 del Codice penale. Tutto ciò per fare cassa. Riguardo al “semaforo intelligente”, il Ministero dei Trasporti lo ha vietato dal 2005 con una nota trasmessa agli enti locali, sottolineando che si dovevano ritenere responsabili civilmente e penalmente nel caso in cui, con l’applicazione di tale sistema, si fossero causati sinistri stradali con feriti. Molti semafori erano stati regolati in modo tale da presentare una luce gialla di durata inferiore ai 4 secondi, così da impedire l’arresto dei veicoli in condizioni di sicurezza.


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