Ucraina bordello d’Europa

3 08 2009

Una studentessa su otto si prostituisce. E l’Aids è a livelli record. Ma ora c’è chi si ribella

MILANO – «L’Ucraina non è un bordello». E’ solo uno degli slogan provocatori di Femen, l’associazione creata da giovani universitarie ucraine a Kiev che prende di mira i tanti stranieri che ogni anno visitano il Paese orientale per fare turismo sessuale. Secondo le statistiche in Ucraina vi sono circa 12.000 prostitute e la maggior parte sono studentesse o ragazze con difficoltà economiche. Il sito web del settimanale Der Spiegel dedica un ampio reportage alle battaglie dell’associazione che ha rapidamente conquistato tanti adepti nelle università ucraine.

PROSTITUZIONE – L’Ucraina è diventata una delle destinazioni preferite dagli europei per fare turismo sessuale. Un sondaggio promosso dall’Istituto internazionale di sociologia di Kiev afferma che una studentessa su otto si paga gli studi universitari prostituendosi. A Kiev le percentuali aumentano addirittura. «Riteniamo che nella capitale – dichiara Anna Hutsol, una delle fondatrici di Femen – il 60% delle prostitute siano studentesse universitarie». Il quartier generale di Femen si trova a Khreshchatyk, il viale principale della capitale ucraina. Qui ogni giorno s’incontrano ragazze che di solito indossano minigonne, collant rosa e scarpe con tacchi molto alti. Girano per Kiev con cartelli sui quali si possono leggere slogan provocatori come «Le ragazze ucraine non sono in vendita». Inoltre ,quando intravedono uno straniero, non ci pensano due volte e lo fermano immediatamente per fargli delle domande. «Riconosciamo gli stranieri dalle caratteristiche del volto e da come si vestono – dichiara Nastia, una convinta sostenitrice dell’associazione -. Spesso non ci sbagliamo. Le loro reazioni di solito sono amichevoli. Ma non mancano coloro che ci riempiono di improperi». Ciò non frena l’azione delle ragazze che organizzano anche simpatiche manifestazioni. Ad esempio, recentemente, alcune universitarie hanno vestito i panni di infermiere e zaino in spalla si sono fermate a pochi passi dall’ambasciata turca. Dallo zaino hanno poi cacciato centinaia di siringhe: «La protesta era simbolica – dichiara allo Spiegel Anna Hutsol, una delle fondatrici dell’associazione -. Volevamo curare una delle malattie che ha contagiato tanti stranieri. La dipendenza dal sesso».

AIDS E MASCHILISMO – Come conferma uno dei volantini che le ragazze ogni giorno consegnano agli stranieri, uno dei grandi problemi dell’Ucraina odierna è l’Aids. A differenza degli altri Paesi europei, qui in Ucraina le persone contagiate da questa terribile malattia non sono poche. Secondo le statistiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità circa l’1,6% della popolazione locale ha l’Aids e nella sola città di Odessa vi sono ben 150.000 persone sieropositive. «Gli stranieri spesso non si rendono conto che mettono a rischio anche la propria vita» dichiara Tania Kozak. Un altro problema contro cui l’associazione deve combattere è il maschilismo dilagante tra i propri concittadini. Lo scorso aprile Alexandra, una delle iscritte, ha tirato una torta in faccia allo scrittore ucraino Oles Buzina durante un reading letterario. L’uomo stava presentando il suo ultimo libro intitolato: «Donne tornate negli harem» in cui condanna la donna occidentale e dichiara che una delle sue ragioni di vita deve essere quella di fare sesso ogni qual volta il maschio lo desideri: «Dopo che l’ho colpito con la torta, è diventato violento come un hooligan» ha dichiarato Alexandra. Lo scrittore non riusciva a capire perché alcune donne fossero così adirate con lui: «Il libro ha venduto più di 10.000 copie – ha scritto sul suo blog -. Numerose donne lo hanno comprato e mi hanno chiesto anche l’autografo». Alla fine Alexandra ha dovuto pagare una piccola multa, ma ha conquistato l’approvazione della maggior parte delle ragazze presenti al reading letterario. Nastia, un’altra iscritta all’associazione, storce il naso quando i giornali definiscono Femen un’associazione di femministe fanatiche. Dopo aver confermato che vi sono anche diversi uomini nell’associazione, la giovane esclude categoricamente che le donne che ne fanno parte possano essere definite femministe: «Io, ad esempio, adoro quando un uomo mi cede il passo davanti ad una porta o quando m’invita a mangiare fuori».

EUROPEI DI CALCIO DEL 2012 – Femen riesce a finanziare le sue campagne grazie a donazioni private e informa i membri sulle prossime iniziative attraverso la propria pagina web su MySpace. Le ragazze dell’associazione non si illudono e temono che il turismo sessuale continuerà ad aumentare, almeno fino al 2012 quando l’Ucraina, assieme alla Polonia, ospiterà i prossimi campionati europei di calcio. Le giovani sanno che molti tifosi saranno più interessati alle donne che alle partite. Ma non si arrendono. Anzi. Hanno già in mente un piano d’azione che tende a pubblicizzare le bellezze culturali del paese: «Inviteremo gli stranieri a non frequentare le prostitute – dichiara un’iscritta -. Piuttosto che visitino il Museo dedicato a Mikhail Bulgakov, uno dei nostri più grandi scrittori».

Francesco Tortora
31 luglio 2009(ultima modifica: 01 agosto 2009)


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One response

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