Lo schifo persiste #35

15 02 2011

Per i vitalizi degli ex onorevoli nel solo 2010 abbiamo speso 219 milioni. Molto più di quanto incassano in due anni tutti i nostri musei e siti archeologici messi insieme. Eppure non è tutto: nonostante le roventi polemiche di qualche anno fa sulla Casta dei politici, è rimasto intatto perfino il doppio vitalizio.

Un esempio: Giulio Maceratini. Parlamentare per sei legislature, missino prima e aennino poi, prende 9.947 euro al mese come ex onorevole. Più 9.088, stando alle tabelle, come ex consigliere regionale del Lazio. Totale: 19.000 euro e spicci al mese. Lordi. Fatti i conti: basterebbero a pagare una bella fetta della task force di giovani studiosi per Pompei.

Un caso isolato? Niente affatto. Tra i pensionati della sola Regione Lazio sono in 21 su 179: quasi un ex consigliere su otto. (…) Ma quanti sono i politici sparsi per l’Italia che hanno avuto due vite? Duecento, trecento, chissà. Il numero sfugge alle statistiche. In Lombardia, per fare un altro caso, i titolari di doppio vitalizio parlamentare e regionale (più modesto di quello laziale) sono 22. (…)

C’è chi dirà: possibile che non ci sia un limite? Vi risponderanno che c’è: la doppia pensione si può incassare solo se non si rientra in Parlamento o alla Regione. (…) Ma poteva mancare l’eccezione? No: alla Regione siciliana, quella leggina di argine agli eccessi, si erano completamente “scordati” di farla. Ah, la memoria…

Se ne “accorsero” solo nel 2006, quando sei ex deputati regionali (Giovanni Ricevuto, Giuseppe Firrarello, Nino Strano, Franco Piro, Vladimiro Crisafulli e Angelo Capodicasa: tre di destra, tre di sinistra) finirono a Roma intascando, grazie alla provvidenziale dimenticanza, la paga da deputato o senatore più il vitalizio dell’Ars, che poteva arrivare a 9.947 euro al mese. Un’offesa a tutti i comuni mortali. Alla quale si rimediò con un’altra assurdità: una norma che proibiva il cumulo, ma solo dal 1° gennaio 2011. Risultato: con le elezioni del 2008 gli ex deputati siciliani con doppia busta paga sono passati da sei a quattordici.

 


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2 responses

3 03 2011
Simone

é sempre la solita storia un magna magna generale, non importa destra o sinistra quando c’è da aumentarsi lo stipendio sono tutti daccordo

5 08 2011
ricciardo

ma quando “IL POPOLO SOVRANO” caccerà via questi ladroni della politica a senso unico Ciascuna delle correnti politiche è per il “pro me” nessuno escluso. Il lavoro è un diritto, La pensione è un diritto sociale come si possono sopportare certe diseguaglianze nei trattamenti pensionistici, un soggetto contribuisce in funzione del proprio reddito, ma deve avere un limite. I sindacati, i sindacalisti che dicono anche loro partecipano alla spartizione della torta? bravi signori sempre pronti a difendere solo il loro portafoglio in particolare quelli collocati a sinistra come dicono.

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