Eataly #2

30 03 2012

I carabinieri del Nas di Parma hanno sequestrato in un prosciuttificio in provincia di Modena 91 mila prosciutti crudi, per un valore di 2,5 milioni di euro, di provenienza estera, ma privi della bollatura sanitaria prevista dalla normativa comunitaria che ne avrebbe consentito la rintracciabilità. Borse, occhiali, prodotti in pelle, persino materassi. Ma il falso “Made in Italy” non si ferma neppure davanti all’agroalimentre. Anzi. E’ sempre più attaccato dai “tarocchi”, tanto che il settore, perde ogni giorno nel mondo oltre 160 milioni di euro che in un anno diventano 60 miliardi di euro.

“Un business enorme che danneggia le nostre aziende che si trovano spiazzate sui mercati”, dice la Confederazione italiana agricoltori aggiungendo che “vanno nella giusta direzione tutte le iniziative che difendono le nostre imprese nel mondo”.

Fatta eccezione per i prosciutti a Dop che garantiscono l’origine italiana, Parma, San Daniele, Toscano, Modena, Carpegna e Berico Euganeo, sul mercato è facile acquistare prosciutti che pur essendo definiti “Made in Italy”, come prosciutto nostrano o di montagna, in realtà non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale.

Con la crisi e la necessità di risparmiare anche sul cibo, le frodi a tavola sono diventate quelle più temute dagli italiani, sei cittadini su dieci le considerano più gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari

[Crediti | Link: Repubblica Bologna]


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