La guerra segreta di Obama [DA LEGGERE]

18 08 2010

Fonte | Camillo il Blog di Christian Rocca

Estratti

L’America di Barack Obama, il paese del presidente Nobel per la Pace 2009, sta conducendo una guerra segreta, oltre a quella palese in Afghanistan e Iraq, in una dozzina di paesi stranieri e in due continenti. Il New York Times ha pubblicato il primo di una serie di articoli rubricati “The shadow war”, la guerra nell’ombra, sul coinvolgimento militare e spionistico dell’apparato di sicurezza americano in Nord Africa, in Yemen, in Kenia, in Pakistan, nelle ex repubbliche sovietiche e ovunque si nascondano i terroristi di al-Qaeda e i nemici islamisti dell’America.

John Brennan, il principale consigliere antiterrorismo di Obama, dice che la Casa Bianca preferisce lo il «scalpello bisturi» al «martello», agisce cioè con operazioni militari chirurgiche, non con aperte campagne belliche. Non fornisce telecamere. Non convoca conferenze stampa. I sacrifici umani e finanziari sono ridotti al minimo. La maggior parte di queste operazioni non è nemmeno riconosciuta.

Obama, inoltre, sta lentamente trasformando la Cia in un’organizzazione paramilitare, si legge nell’inchiesta del Times, con i continui attacchi aerei con i droni in Pakistan e in altri paesi. Il 25 maggio scorso, un attacco aereo americano nello Yemen ha ucciso un gruppo di terroristi, alcune decine di civili e anche il vicegovernatore della provincia di Marib che si trovava sul luogo per tentare di convincere i militanti di al-Qaeda a rinunciare alla lotta armata. Un errore che ha complicato la situazione in Yemen, ma che non ha fermato la Casa Bianca.

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Non cambiera’ nulla rispetto ad oggi con Bush..

29 05 2008

(Apcom) – Ancora una gaffe nell’accesa campagna elettorale americana per la nomination democratica: stavolta è il senatore dell’Illinois, Barack Obama, a suscitare disappunto e scatenare i commenti dei bloggers della rete.
Volendo rendere omaggio ai veterani dell’esercito, Obama, durante un discorso commemorativo al Memorial Day, lunedì, ha detto che suo zio sarebbe stato tra i militari americani intervenuti per liberare i prigionieri dal campo di concentramento di Auschwitz, durante la seconda guerra mondiale.

In realtà furono i soldati sovietici ad entrare ad Auschwitz nel 1945, mentre pare che Obama volesse riferirsi al campo di Ohrduf, a Buchenwald, in Germania. Subito dopo aver preso atto della gaffe, Bill Burton, portavoce della campagna elettorale del senatore, si è sentito in dovere di correggere la dichiarazione.
Obama si riferiva al fratello di sua madre, soldato dell’89esima Divisione fanteria che appuntò entrò a Buchenwald per liberare i prigionieri dei campi di sterminio nazisti.
“Nella mia famiglia si racconta”, ha detto lunedì Obama, “che quando questo zio, che fece parte delle truppe americane ad Auschwitz, ritornò a casa, si rifugiò sull’attico e non uscì più di casa per sei mesi”. Obama ha raccontato l’aneddoto per sostenere la richiesta di maggiori benefici per le truppe e assistenza ai veterani.








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