Triplete

30 05 2010

Un giudice di Milano ha stabilito che i dossier illegali Telecom (caso Tavaroli) – compresi quelli su mezza Serie A, calciatori, dirigenti e arbitri di calcio – non erano iniziative private di tre spioni fuori controllo, ma erano stati commissionati dal gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera e Carlo Buora. Tronchetti è il secondo maggior azionista di una squadra di calcio, una a caso. Carlo Buora era il vicepresidente della medesima squadra di calcio, quella di proprietà di un membro del cda Telecom al momento di calciopoli. Non avete ancora capito di quale squadra sto parlando? Dài, è facile: è quella che è diventata campione d’Italia grazie all’azzeramento delle avversarie, con tanto di scudetto regalato e un qualche favore milionario, deciso da un plenipotenziario Federcalcio, ex presidente della Telecom ed ex membro del cda della stessa squadra profittatrice (più che un uomo, un triplete)

Fonte | CamilloBlog





Quoto

15 04 2010

Andrea Marcenaro sul Foglio:
Se tutto non andasse così storto. Se l’Iran non ci mettesse il pepe al culo, Al Qaeda non cercasse di procurarsi il megatone e la Russia di rimangiarsi tutte le ex provincie. Se la Corea del nord si desse una calmata, il capitalismo greco fosse in forma e gli accademici occidentali non votassero ogni due per tre un ordine del giorno contro Israele. Se si riuscisse a intravedere per l’Afghanistan una soluzione non si dice uguale, ma somigliante alla lontana a quella dell’Iraq, se la Cina trovasse un modo diverso di fare la Cina, l’Europa un modo qualunque di fare l’Europa, i liberal un modo più originale di aggredire il Papa, e se tutto ciò che intanto così è, così non fosse, ecco, noi vivremmo quantomeno con maggiore serenità la sensazione che l’Inter di Massimo Moratti stia facendo una figura di merda.





Dolce e severo Brindellone

10 04 2010

“FACCHETTI: Hai messo in forma Trefoloni?
PAIRETTO: Sì, l’ultima volta era andato bene…
FACCHETTI: Sì bravo sì…
PAIRETTO:C’era stato quel problemino…
FACCHETTI: Ok grazie grazie…
PAIRETTO: Bene Giacinto in bocca al lupo ci sentiamo…
FACCHETTI: Grazie, grazie…
PAIRETTO: A presto, mi raccomando eh, sai che sono sempre cose private. Eh, non si sanno, ecco queste cose qui…
FACCHETTI: Sì, sono d’accordo…
PAIRETTO: Proprio una cosa tra noi…”





Noi siamo noi e voi non siete un c…

15 01 2009

scritto da Simone Stenti alle 15:15

Sono un gran cocciuto e, per la terza giornata consecutiva, mi domando, in attesa di risposta convincente: dove sta tutta questa superiorità dell’Inter?

Nel gioco, ha provato a ribattere qualcuno. Dopo le prestazioni contro Chievo, Siena e Cagliari è una risposta che mi convince poco. Proviamone un’altra.

Nella rosa, dice qualcun altro, l’Inter ha la più forte (forse) d’Europa. Questa, per la verità, era la versione di qualche settimana fa: ora non ci crede manco più Mourinho, a cui bastano le assenze di Stankovic e Maicon per piangere miseria (“Quando una squadra trova il suo equilibrio anche l’assenza di uno si fa sentire”). Ma pensa un po’, noi non l’avevamo capito. Troviamo una risposta più convincente?

Nei fuoriclasse, è l’altra tesi. Leggasi Ibra. Ma poi? Guadiamo le statistiche, perché leggere i nomi sulla lista è un conto, leggerli nei tabellini marcatori è un altro: dietro i suoi 11 gol il marcatore più prolifico dell’Inter è Maicon con 4. Non numeri da ammazza-campionato, visto che Amauri ne ha segnati come lo svedese, ma poi ci sono i 7 di un tal Alessandro Del Piero. Guarda caso, infatti, la differenza reti è praticamente identica: +20 loro, +18 noi. Ci giochiamo l’ultima carta?Nella forza del mercato, diranno gli innamorati di Moratti. Vedrete che botti in questo mercato faranno i nerazzurri. Ah, sì? Esiste un direttore sportivo capace di comprare, in una botta sola: Buffon, Trezeguet, Camoranesi, Cristiano Zanetti, Poulsen e Tiago? Sono i nostri nuovi arrivi, quelli che finora non abbiamo praticamente mai usato e da questo mese torneremo ad applaudire.
Lo so, sono ripetitivo, ma ribadisco che finora la differenza tra Inter e Juve risiede in un gollonzo. Allora, mi si spieghi: perché mai dobbiamo continuare a sorbirci ’sta favola del campionato già assegnato? Finché qualcuno non mi dà una motivazione convincente, io proprio non ci credo. Perciò, smettiamola anche di definirci l’anti-Inter. Siamo la Juve, per la miseria!

Questo è un mirror di A-Team, la mia rubrica su LaStampa.it.





Chi glielo spiega agli intertristi ??

11 01 2009

Avendo a suo tempo letto la sentenza che ha condannato la Juventus alla B, al contrario di chi ne ha scritto senza sapere di che cosa stesse parlando, ho sempre sostenuto che, anche per la sentenza che ha condannato la Juventus, non era stato commesso alcun illecito sportivo ex articolo 6 del codice sportivo, ovvero non c’era niente che confermasse la teoria da bar dello sport che la Juventus di Moggi avesse anche solo provato a modificare l’andamento o il risultato di una singola partita.
Oggi questa cosa la sostiene in un’intervista – più accessibile di una sentenza per i frequentatori di un bar dello sport – l’autore della sentenza stessa, l’uomo che ha condannato la Juventus alla serie B, con penalizzazione e perdita di due scudetti legittimamente e meritatamente vinti sul campo, cioè Piero Sandulli.
Che dice Sandulli? Dice che “nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c’era nelle intercettazioni non si fa. E’ stata una condanna etica“.
Capito? Cattive abitudini, non “illeciti classici”. E la condanna è stata “etica”.
Sandulli conferma che la Juve non aveva commesso un “illecito sportivo”, non aveva né comprato né tentato di comprare le partite, ma soltanto una violazione dell’articolo 1, come tutti gli altri peraltro, che stabilisce il principio della lealtà sportiva e che non prevede né la retrocessione né lo scippo di due scudetti (uno dei quali assegnato da un dirigente degli indossatori a se stesso).
Continua Sandulli: “E’ violazione dell’articolo 1. E l’illecito associativo che non esisteva, era una falla nel sistema giuridico, è stato da noi introdotto“.
Avete capito bene, l’autore della sentenza di condanna conferma quello che c’è scritto nella sentenza e che non si è mai voluto leggere: la Juventus non ha commesso un illecito sportivo, ma è stato “introdotto” un reato associativo che “non esisteva” per poterle comminare una “condanna etica” (e scipparle Ibra in modo che gli indossatori anche oggi col Cagliari facessero punti)
Non è la prima volta che Sandulli lo dice, del resto l’ha scritto nella sentenza. E, nel luglio 2006, l’ha ribadito: “Non ci sono illeciti, era tutto regolare, quel campionato non è stato falsato, l’unico dubbio riguarda la partita Lecce-Parma”.
La Juventus di Cobolli Gigli è stata corresponsabile di tutto ciò.

Fonte | Camillo – Il blog di Christian Rocca





Intertristezza

8 01 2009

Gianni Dragoni per “Il Sole 24 Ore”

È costato 148,27 milioni di euro lo scudetto all’Inter nell’ultimo campionato. È la perdita netta dichiarata dal bilancio al 30 giugno 2008 del club di Massimo Moratti, approvato senza discussioni dai 57 soci intervenuti all’assemblea il 30 ottobre, abituati a digerire bilanci con un rosso più profondo.

La perdita record è stata raggiunta l’anno precedente, con un rosso di 206,8 milioni nei conti al 30 giugno 2007. Nella scorsa stagione il club nerazzurro, al terzo scudetto consecutivo, ha stabilito un altro primato negativo: la spesa più alta mai pagata da una squadra italiana per il personale.

Tra stipendi ai calciatori, agli allenatori e agli altri dipendenti, in totale ha speso 190,66 milioni, pari al 97,6% del valore della produzione. Questo è in flessione da 197,24 a 195,37 milioni, come riclassificato dal Sole 24 Ore depurando i ricavi dalle plusvalenze da cessione calciatori, scese da 23,9 a 8 milioni di euro.

La spesa per il personale dichiarata nel bilancio è di 180,47 milioni, in crescita rispetto ai 160,77 del 2007, comprensiva di 28 milioni di premi rendimento (21,66 milioni nel 2007). Ma c’è dell’altro: l’accantonamento di 10,19 milioni «per oneri futuri relativi a personale tecnico esonerato prima dell’inizio della nuova stagione sportiva» (2,09 milioni nel 2007). Si tratta «dell’accantonamento degli stipendi per la stagione 2008-2009 degli stipendi» dell’ex allenatore «Roberto Mancini e del suo staff», ha spiegato Moratti all’assemblea.

Nell’esercizio i dipendenti in media sono saliti da 123 a 151, dei quali ben 55 «giocatori prima squadra e riserve», 23 allenatori, 46 impiegati, 8 dirigenti.
La quota più importante dei ricavi sono i diritti televisivi e proventi media, 124 milioni, pari al 63,5% del valore della produzione; quindi 31,8 milioni da sponsorizzazioni e pubblicità e 31,3 milioni di ricavi da gare, cioè biglietti e abbonamenti. Lo sponsor Pirelli ha versato 8,4 milioni.

La società presieduta da Marco Tronchetti Provera era presente all’ultima assemblea con una quota che si è assottigliata all’1,59% del capitale. La partecipazione di controllo, il 98,3%, è dell’Internazionale Holding Srl, di cui sono soci Moratti con il 98,27% e la lussemburghese Hellas Sport International Sa con l’1,73%, che fa capo alla famiglia Giulini.

A causa di queste «perdite significative », come ha sottolineato la società di revisione, Deloitte & Touche (subentrata in febbraio a Kpmg), il patrimonio netto del club era negativo per 12,8 milioni al 30 giugno. Per garantire la «continuità aziendale», cioè l’iscrizione al campionato e la prosecuzione dell’attività, è intervenuto, come di consueto, il generoso socio di controllo: tra luglio e ottobre la holding di Moratti ha versato 68,5 milioni nelle casse dell’Inter. E l’assemblea del 30 ottobre ha approvato un’ulteriore ricapitalizzazione da 86,6 milioni, da versare entro la fine di quest’anno.

A fine giugno l’Inter aveva debiti totali lordi per 394,88 milioni, un po’ meno dei 423,7 dell’anno precedente, ma sempre una somma imponente, il doppio del giro d’affari. Ci sono 82,2 milioni di debiti verso banche e 127 milioni verso la controllata Inter Brand Srl, alla quale è stato apportato il marchio alcuni anni fa. L’intera quota sociale di Inter Brand per 40 milioni è in pegno a favore di Banca Antonveneta, a garanzia di un finanziamento.

Il patrimonio calciatori è di 99,4 milioni, dopo ammortamenti per 35 milioni. I giocatori col maggior valore di libro, al netto degli ammortamenti, erano Zlatan Ibrahimovic ( 20,2 milioni) e Cristian Chivu (13).

L’Inter ha ottenuto plusvalenze per 8 milioni con la cessione di due calciatori nel luglio 2007, oltre a minusvalenze per 0,195 milioni: Marco Andreolli venduto alla Roma per sei milioni (5,57 milioni di plusvalenza) e Fabio Grosso all’Olympique Lione per 7,3 milioni (2,42 di plusvalenza). Nel 2007 c’erano plusvalenze per 23,9 milioni e minusvalenze per 4,65 milioni.

C’è una controversia con il fisco sul pagamento dell’Irap sulle plusvalenze da calciomercato. Nel bilancio sono stati accantonati 3,5 milioni relativi a Irap su plusvalenze di precedenti esercizi «contabilizzate a seguito di cartelle esattoriali notificate nel corso dell’esercizio». Nel luglio 2007 l’Agenzia delle Entrate ha accertato maggiore Irap per 3,8 milioni, l’Inter ha presentato ricorso.





Il bue che dà del cornuto all’asino

21 12 2008
Ecco come vincono gli Onesti...

Ecco come vincono gli Onesti...








%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: