Lo schifo persiste #12

22 05 2008

Lo tsunami elettorale ha spazzato via la sinistra e i “nanetti”, ha rinnovato (in parte) le Camere e ha cancellato un esercito di mandarini che sedeva lì da decenni. Solo che ha svuotato anche le casse. Quelle del Senato, almeno. Nessuno è scappato via col bottino. Il fatto è che le liquidazioni d´oro ai grandi vecchi, da Armando Cossutta a Clemente Mastella giusto per dirne un paio, legittime e previste per legge, hanno però prosciugato il fondo di previdenza di ben 8 milioni di euro, quasi tutta la liquidità disponibile.

Un altro ammanco di due milioni lo hanno creato nei due anni della legislatura più breve della Repubblica i senatori che hanno usufruito (in massa, si suppone) dell´assistenza sanitaria gratuita. Risultato: lo Stato – il Tesoro, per la precisione – dovrà correre ora ai ripari, per coprire un buco da dieci milioni di euro rinvenuto nei conti interni di Palazzo Madama.

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Buone notizie – (se fossero vere…)

7 03 2008

Mastella: «Rinuncio a candidarmi»

Il segretario fa dietrofront amareggiato: «Sconfitto prima del voto, linciaggio morale contro di me»

Clemente mastella (Lapresse)

ROMA – «Sconfitto, prima ancora di essere probabilmente sconfitto sul campo, rinuncio a candidarmi». Clemente Mastella amareggiato fa dietrofront. E cinque giorni dopo l’annuncio della propria candidatura a premier alla testa di un partito in corsa solitaria alle elezioni di aprile, ci ripensa e si ritira del tutto dalla corsa. Lui che, in seguito all’arresto della moglie e all’apertura di un’indagine nei suoi confronti, ha di fatto provocato la caduta del governo Prodi, innescando il processo politico che ha portato al voto.

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POLITICAMENTE ISOLATO – Il segretario dei Popolari Udeur, colpito dalla continua emorragia di ex compagni in fuga dal partito e sempre più politicamente isolato, getta la spugna e in una nota attacca: «Sconfitto per una costante e manipolata disiformazione con la pubblica opinione, determinata da una scientifica operazione di linciaggio morale contro di me, costruita mediaticamente, politicamente e giudiziariamente». Per queste ragioni, prosegue Mastella, «sono diventato una sorta di uomo nero, di cui liberarsi e sul quale scaricare tutte le responsabilità del sistema politico. Stretto nella tenaglia, ho retto fino a quando ho potuto sapendo di avere subito ingiustizie clamorose e ben cosciente della mia onestà e innocenza».

L’AMAREZZA – Poi l’ex Guardasigilli dice: «Mentre ringrazio quanti, anche in queste ore, mi spingono a restare sul terreno di gioco, ho deciso di non candidarmi al parlamento italiano per le prossime elezioni politiche. Spero così di essere anche più libero e di ritrovare finalmente una serenità che con violenza e ad arte mi è stata tolta». A questo punto, conclude Mastella, «confesso che un pò di amarezza in tutto questo c’è, ma forte anche della cultura e della saggezza contadina del mio sud, non mi arrendo e se, e qualora ci saranno condizioni diverse, dò l’arrivederci a quegli amici che generosamente e in modo solidale mi sono stati vicino».

LA FAMIGLIA – A stoppare le voci insistenti poi su una possibile candidatura di sua moglie e di suo figlio ci ha pensato un comunicato della partito: «Nessuna ipotesi di candidatura né per la moglie del segretario dei popolari Udeur, Clemente Mastella, né per i figli» puntualizza l’ufficio stampa dell’Udeur smentendo l’ipotesi circolata in merito nel pomeriggio.

06 marzo 2008





Una delle pagine più vergognose della storia italiana

17 01 2008




Cronistoria mastelliana

17 01 2008

Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

I Mastelloni
© Foto U.Pizzi

Chissà gli storici del domani dinanzi alla figura di Clemente Mastella e alla sua fantastica creatura, quella specie di mostro mitologico a nome Udeur, prototipo di compiuta regressione del potere, un “partito” che nasce personale per poi trasformarsi in coniugio, famiglia e tribù, con tutte le meraviglie e le sciagure del caso. Chissà gli storici, perché già due volte, nelle università di Torino e Siena, gli antropologi della politica si sono trovati a vagliare tesi su Mastella, lui soddisfatto spettatore in ateneo, presentate da studenti che sistematicamente risultavano accesi seguaci dell´Udeur.

E tuttavia la mastellologia, che pure è una scienza contagiosa, non ha avuto il tempo di esercitarsi su un presagio dell´imminente sciagura. Un piccolo episodio occorso questa estate al ministro e alla signora Sandra e ad altri loro gioiosi ed abbronzati amici, ospiti nel porto di Lipari su una storica barca, il «Marlin» di Kennedy, ora di Diego Della Valle; e insomma, senza farla troppo lunga: una notte un tipo di là, per sue complicate ragioni, aveva tagliato gli ormeggi, e mentre tutti dormivano il «Marlin» aveva quasi preso il largo. Ebbene: quella barca alla deriva, con l´equipaggio in sonno, era un segno che nessun clementologo avrebbe dovuto trascurare.

I Mastelloni sul barcone dell’amico Della Valle
Foto da ‘Oggi’

Mastella oltretutto è molto superstizioso e una volta si è presentato a un vertice con un vistoso corno. Ad altri vertici del centrosinistra, c´è anche da dire, recava mozzarelle per tutti. E´ generoso e gli è sempre piaciuto di fare il padrone di casa, essendosi nella sua concezione l´oikia, la casa, pienamente sostituita alla polis.

Padrone a casa sua è diventato abbastanza giovane, ma a fatica, dopo tanti sforzi gregari nella Dc, complessi di Edipo sub specie demitiana e frustrazioni di mancato rinnovamento, il «Midas interruptus», come si disse a suo tempo. Comunque – per gli storici del futuro – l´Udeur nasce da un costola dell´Udr, precisamente quella che Cossiga definì «l´ala concretista» che fin da allora, cioè, badava al sodo, ai posti, al potere.
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Sono come San Tommaso

16 01 2008

Clemente Mastella con la moglie Sandra

ROMA – “Mi dimetto, getto la spugna”, così con tono commosso e attaccando il giudice che ha arrestato la moglie, definita “un ostaggio”, il ministro Mastella ha concluso il discorso alla Camera dove parlava dopo l’arresto della moglie Sandra Lonardo per tentata concussione.

L’ormai ex ministro si è presentato alla camera alle 10,45. “Avrei fatto un discorso diverso, avrei parlato di riforma della giustizia – ha detto – notizie annunciate dalla stampa, e perfino da un editoriale. Un discorso certamente diverso da quello che avrei fatto. Vi parlo con il dolore nel cuore di chi sa e di chi è stato colpito negli affetti più profondi”.

“C’è stata – ha denunciato Mastella – una caccia all’uomo, una persecuzione umana nei miei confronti. Tutta la mia famiglia è stata intercettata, tutto il mio partito è stato seguito dalla procura di Potenza, un tiro al bersaglio, mia moglie è in ostaggio”.

“Mi dimetto – ha concluso Mastella – perché tra l’amore
della mia famiglia e il potere scelgo il primo”.

(16 gennaio 2008)

ndr: VAFFANCULO ! 





Speriamo che sia vero !

16 01 2008

Da Corriere.it

Il Gip di Santa Maria Capua Vetere, a quanto riferisce l’agenzia Apcom, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio Regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Gip, secondo quanto si è appreso, avrebbe ravvisato gli estremi di una tentata concussione ai danni del dirigente ospedaliero di Caserta.

Un conflitto, quello fra la signora Mastella e il dirigente ospedaliero, che politicamente ha radici profonde: l’uomo era molto vicino ai Popolari-Udeur al momento della designazione mentre si è poi avvicinato al presidente della Provincia Sandro De Franciscis.

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Dagospia 16 Gennaio 2008





Da BeppeGrillo.it #3

7 01 2008

Per chi vuole liberarsi della moglie per una ventenne dell’Est o per ereditare l’appartamento la legge italiana offre grandi possibilità.
Il giudice Bruno Tinti nel libro: “Toghe Rotte” fornisce preziosi ragguagli agli aspiranti uxoricidi.
Per prima cosa bisogna disporre di una moglie e di un buon motivo per sopprimerla, quindi la si può eliminare. Chi vuole potrà dar sfogo al suo sadismo in quanto non considerato una seria aggravante.
Dopo l’omicidio bisogna correre subito dai Carabinieri per autodenunciarsi, spiegare i dettagli del delitto e far rintracciare gli strumenti utilizzati per compierlo (punteruolo, pistola, martello, ecc.). Non sussistono più i pericoli di inquinamento delle prove e di fuga. L’arresto non è perciò necessario. In attesa del processo si potrà continuare la propria normale attività.
Per l’uxoricidio è previsto l’ergastolo, ma il marito può dimostrare di “aver agito in stato d’ira determinato da un fatto ingiusto altrui” (art. 62 n.2), ad esempio le corna, essere disponibile a risarcire i parenti della ex moglie (art. 62 n.6) e chiedere il rito abbreviato.
Il giudice, dotato di calcolatrice, comincia a detrarre:
– la pena, senza le aggravanti, non è più l’ergastolo, ma il carcere per 24 anni
– meno un terzo, art. 62 n.2 (stato d’ira) = 16 anni
– meno un terzo, art. 62 n.6 (risarcimento) = 11,33 anni periodico
– meno un terzo, art. 62 bis, attenuanti generiche (concesse a tutti) = 7,5 anni
– meno un terzo per il rito abbreviato = 5 anni
– se l’omicidio è avvenuto prima del maggio 2006 sono scontati tre anni per l’indulto ceppalonico = 2 anni con la sospensione condizionale della pena
Nel caso la Giustizia sia particolarmente severa con una condanna a tre anni, il marito verrebbe affidato ai servizi sociali.
L’uxoricidio conviene. Un libro, la sponsorizzazione di una linea intimo maschile e una serata da Vespa. Si può raggiungere la tranquillità economica. In Italia le mogli sono utili anche da morte.

Ps: L’iter giudiziario è valido anche per i mariti.

http://www.beppegrillo.it








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