Il Paese piu’ bello del mondo

17 02 2012

Milano costa il doppio di Shanghai

Sono stato quattro giorni durante le vacanze di Natale, il prezzo della stanza base è di Yuan 1700,00 pari a € 206,41. Vuol dire che due persone possono alloggiare pagando € 103 a testa, una cifra che neppure nelle pensioni attorno alla Stazione Termini a alla Stazione Centrale di Milano si riesce a spuntare.
Devo andare a Milano nei prossimi giorni e ho guardato quanto costa la stanza base del Park Hyatt Milan, la Park King, il prezzo è € 500.
Andrò in un altro albergo.

Anche i commenti mettono tristezza.





Franchino

19 07 2011

Malcom Pagani per l’Espresso

Le albe da trovare dentro l’imbrunire, la prima canzone in arabo, un titolo “I telegrafi del martedì grasso” rimasto nelle nebbie di un angiporto inglese. «Durante un tour a Manchester vidi una scritta sul muro. Invitava ad arruolarsi. Mi appropriai dell’idea e scrissi una canzone. Poi usai la frase per inclinare ereticamente il piano del mio disco». “Up patriot to arms”. L’esortazione pretendeva una scelta e Franco Battiato indossò la divisa di complemento. Era il 1980.

Franco BattiatoFRANCO BATTIATO

Da allora, non è cambiato molto. «Mi parve giusto usarlo e oggi lo riutilizzo in una nuova tournée che parte da Roma perché questo Paese, come allora, ha bisogno di svegliarsi». All’epoca, il viso lungo del siciliano che scelse di naufragare a Milano ai tempi in cui la vita era agra e Luciano Bianciardi faceva notte al Bar Jamaica, cambiò le regole d’ingaggio della musica italiana. Due milioni di copie in tre anni. Estati solitarie, bandiere bianche, cinema all’aperto, voci del padrone, zingari, alberghi a Tunisi e sirene di Ulisse che non hanno mai conosciuto il difetto del calcolo.

BattiatoBATTIATO

Da allora Battiato, che crede nella reincarnazione, ha interpretato molte vite. Pittore, scrittore, regista, mentore, operista. Eremitaggi, sveglie alle cinque di mattina e ascese velocissime che a 66 anni lo hanno legato al palco. Ama schermirsi, definire «grossolano» ogni tentativo di interpretazione del reale, cambiare d’abito. Anche se il contesto, come la madre di una sua canzone è definitivamente imbiancato, la rabbia è rimasta giovane.
Voleva pensionare gli addetti alla cultura.

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Caro David…

30 10 2010

… mi manchi.
Lo sapevo che la nostalgia non avrebbe tardato troppo a farsi sentire, lo
sapevo che lasciate alle spalle le domeniche estive sui monti con l’arrivo
dell’autunno e delle giornate uggiose avrei sentito maggiormente la tua
mancanza.
Domenica pomeriggio con la pioggia che batteva in giardino e il televisore
acceso su una partita pomeridiana improvvisamente esplosa in tutta la sua
grandezza, vedere un cappellone bolso non prendere un pallone di testa, e
un altro ignorante del calcio essere costantemente in fuorigioco hanno
rovinato il mio gia’ per nulla allegro weekend.
Non partecipavi tanto alla manovra della squadra, ma le difese con te (come
con quell’altro strano essere di Pippo Inzaghi) non potevano mai stare
tranquille, sapevano e noi sapevamo che bastava una distrazione, una palla
vacante, un cross ben fatto e tu c’eri e concretizzavi, oppure si creava lo
spazio per qualche tuo compagno, perche’ tanto su di te dovevano comunque
muoversi in due.
Certo non sei piu’ quel terminale offensivo illegale che eri fino a 3/4 anni
fa , ma perbacco quest’anno che qualche cross decente arriva ci avresti fatto
divertire ancora parecchio, invece ci tocca di sorbirci un brasiliano
impresentabile che pensa solo a pettinarsi e un calabroemiliano ignorante
(calcisticamente) che non va in fuorigioco perche’ prova a giocare con la
linea (come te e Pippo), ma semplicemente perche’ non se ne accorge.
Pensa che domenica ad un certo punto sono arrivato a pensare che a questa
squadra potesse servire perfino Gilardino visto che tu non ci sei piu’ .
So benissimo che non funziona come nella vita reale dove una lacrimuccia
strappata all’ex amata a volte rimette a posto le cose, e che non ti rivedro’
piu’ con la maglia della nostra amata squadra, ma sappi che mi manchi, manchi
a tutti, anche a quelli che non ti hanno mai apprezzato e che si
mozzerebbero la lingua piuttosto che ammettere la cosa.
Ciao David un posto per te nel nostro cuore ci sara’ sempre.
Gigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mille giorni a Singapore

20 10 2010

Mi sveglio e ho sonno. Fuori e’ nebbioso. Se ci fossero 30 gradi in meno sarebbe fantastico.

Poi, inaspettatamente, leggo le news e scopro che il Bilan, si quello del Samba-Milan (col Chievo), del tridente delle meraviglie (se non giocasse Dinho), dell’Ibra-dipendenza (in Champions…), viene umiliato (non nel punteggio, perche’ Mourinho e’ un genio in queste cose) dal Real che solo 12 mesi fa veniva battuto in quello stesso stadio (altri allenatori mi si dira’). E pure la Rometta del Cantante, quello che il primo anno quando puo’ solo fare bene, fa bene, ma quando e’ lui a decidere le sorti della sua squadra, si rivela per quel che e’: un mediocre, e perdente, prende 3 sberle in casa dal Basel. Sara’ contento Roger.

Ed e’ gia’ una giornata migliore.

Pure i Chemical Bros hanno aiutato.

E intanto a Singapore spopolano le espadrilles





Lo schifo persiste #28

10 09 2010

Ferruccio Sansa per “il Fatto Quotidiano

L’esame delle urine per non pagare le tasse. Un nuovo trucco che meriterebbe di entrare nel manuale del perfetto evasore. Ma che dire delle crisi coniugali con tanto di auto-certificazione, di malinconia e depressioni? Davvero non ha limiti la fantasia dei furbetti dell’Ici e dell’Iva sbarcati a migliaia da mezza Italia per invadere la Sardegna. Storie degne di Totò e Peppino.

Ma questa non è commedia all’italiana: l’invasione degli “immigrati” d’Italia rischia di bloccare i bilanci dei comuni che così non possono più realizzare opere essenziali: scuole e strade, per dire.

Ci troviamo tra la Costa Smeralda e la Gallura (ma il discorso vale in tutta l’isola), nomi che soltanto a sentirli ti fanno venire in mente il blu del mare. Qui i comuni hanno cominciato a combattere una battaglia che si annuncia epica: quella contro i falsi residenti. Migliaia di persone che vivono “in continente”, ma sulla carta hanno trasferito la loro residenza sulle coste sarde. I motivi di questa immigrazione “fiscale”?

“Primo, evitare di pagare l’Ici. Si intesta alla moglie la vera abitazione , magari a Milano o a Genova, e si finge di abitare in Sardegna. Così la casa, magari una villa da trecento metri quadrati sulla riva del mare, diventa prima casa esente dall’Ici. Un trucco che consente di risparmiare centinaia di euro l’anno”, racconta Ignazio Mannoni, vicesindaco di Santa Teresa di Gallura, che appena insediato dopo la recente vittoria del centrosinistra ha deciso di dichiarare guerra ai falsi residenti.

TARIFFE RIDOTTE PER I POSTI-YACHT – I vantaggi non finiscono qui: “Chi acquista una prima casa ha diritto a una riduzione dell’Iva, dal 19 al 10 per cento. Come dire fino a centinaia di migliaia di euro sulle ville più costose”. Ancora: i residenti hanno diritto a una tariffa ridotta sui posti barca (che magari per i falsi abitanti sono yacht di quindici metri), e sono altre migliaia di euro.

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Così parlò Isozaki

10 12 2008

BOLOGNA — Vestito rigorosamente di nero (l’abito potrebbe essere firmato da Yohji Yamamoto ma la domanda sembra troppo banale per un maestro dell’architettura). Gli occhi come due fessure. I capelli bianchi raccolti in una piccola coda di cavallo che, quando esce per una breve passeggiata al freddo delle vie di Bologna, nasconde sotto un pesante colbacco di pelliccia tipo-astrakan. Impassibile come un monaco zen.

Isozaki
Isozaki

Questa l’apparenza di Arata Isozaki, uno delle celebrities dell’architettura moderna, un’archistar (insomma), forse la più enigmatica e tra le meno «sovraesposte». Un maestro, appunto: qualifica che l’architetto giapponese (nato nel 1931 nel distretto di Oita, seguace di Le Corbusier, collaboratore di Kenzo Tange) apprezza molto. Ma quello stesso maestro che ad un primo impatto mostra davvero ben poco di sé, una volta seduto nel salotto di un grande albergo che ben poco si adatta al suo rigore, finisce per rivelare poi entusiasmi quasi infantili. Come quando dimostra la sua (recentissima) passione per il molto milanese «marocchino» (cappuccino in piccolo con aggiunta di cacao); come quando taglia l’aria con le mani raccontando i suoi progetti più recenti; come quando ride rumorosamente.

Giapponese fin nel midollo, Isozaki può contare su un’ispirazione molto versatile: il Museo d’arte contemporanea a Nagi, gli uffici della Disney a Orlando, l’edificio di Postdamer Platz a Berlino, lo Zendai Art Museum Hotel a Shanghai. E, soprattutto, su una fatale attrazione per l’Italia: in particolare per Brunelleschi, per Palladio («domani andiamo a Padova a vedere la mostra» spiega il suo assistente Andrea Maffei). Che trova ulteriore conferma in una serie di appuntamenti «in progress»: dopo aver già firmato il Palasport di Torino e quello di Salerno, Isozaki ha inaugurato giovedì la mostra che celebra la sua vittoria nel concorso internazionale per la nuova stazione ferroviaria di Bologna (dovrebbe essere pronta per il 2015). Mentre a giorni verrà presentato al Comune di Milano il progetto (con le ultime varianti) per la sua Torre dell’ex-Fiera: forse la più classica delle tre previste dal piano Citylife (le altre due, quelle più «storte», sono progettate da Zaha Hadid e Daniel Libeskind), sicuramente il più alto palazzo di tutta la città con i suoi 216 metri. L’inizio dei lavori è previsto tra un anno; a giugno dovrebbero partire i lavori per i due piani di garage; «a dicembre 2014, alla vigilia dell’Expo, tutte le gru saranno sparite» assicura il committente. Anche l’unico momento di imbarazzo dell’intero incontro (un imbarazzo comunque sempre mitigato da un sorriso) è ancora una volta legato all’Italia.

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Il derby della Madonnina in diretta sul web

28 09 2008

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