Amauri al Parma. ERA ORA !

1 02 2011

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Due milioni ???

22 06 2010

Non mi sono accorto in tempo, ma ho superato la barriera dei due milioni di unique hits (accessi) al blog !!!

Secondo me c’e’ un errore..un paio di settimane fa ero a 1.9 milioni e mi sembra impossibile aver fatto oltre 200.000 accessi unici in cosi’ poco tempo. Ma magari mi sbaglio io..

Era gennaio 2009 quando raggiunsi il mio primo Milione 🙂





Lo schifo persiste #27

9 02 2010

Andrea Scaglia per “Libero”

Ed eccoci qui, signore e signori, a presentare e commentare come ogni anno i numeri relativi alle spese direttamente o indirettamente legate al nostro primo cittadino per antonomasia, che poi è il presidente della Repubblica (piĂą che altro nel senso d’istituzione, ovviamente). Un appuntamento fisso, che mai manca di strappare una smorfia d’istintivo e anche un po’ populista fastidio. Intendiamoci, sarĂ  pur vero – come sottolinea esultante la nota diffusa dal Quirinale – che il bilancio di previsione per il 2010 è in calo rispetto a quello degli ultimi anni, -3,5 milioni di euro se confrontato con il 2008, – 4,7 paragonandolo al 2007. E che anche il personale è diminuito.

E che, insomma, Napolitano e il suo entourage cercano di tener fede al progetto di riduzione dei costi, che peraltro negli anni avevano raggiunto livelli ingiustificabili e insopportabili. In ogni caso, sapere che la nota spese per il 2010 è stata impostata «sulla base di una richiesta di dotazione a carico del bilancio dello Stato pari a 228 milioni di euro», ecco, lascia comunque sbigottiti. Soprattutto considerando che nel 2000, il “carissimo Quirinale” – così era intitolato un servizio dell’Espresso dell’epoca – spendeva 264 miliardi di lire.

Riconvertiti in euro, fanno 136 milioni 344mila e rotti. Poi bisogna però considerare l’inflazione, e allora l’equivalente attuale di quei 264 miliardi diventa 163 milioni e 272mila euro. Significa che in dieci anni il conto complessivo è comunque salito di quasi 65 milioni, euro piĂą euro meno.

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Lo schifo persiste #12

22 05 2008

Lo tsunami elettorale ha spazzato via la sinistra e i “nanetti”, ha rinnovato (in parte) le Camere e ha cancellato un esercito di mandarini che sedeva lì da decenni. Solo che ha svuotato anche le casse. Quelle del Senato, almeno. Nessuno è scappato via col bottino. Il fatto è che le liquidazioni d´oro ai grandi vecchi, da Armando Cossutta a Clemente Mastella giusto per dirne un paio, legittime e previste per legge, hanno però prosciugato il fondo di previdenza di ben 8 milioni di euro, quasi tutta la liquiditĂ  disponibile.

Un altro ammanco di due milioni lo hanno creato nei due anni della legislatura piĂą breve della Repubblica i senatori che hanno usufruito (in massa, si suppone) dell´assistenza sanitaria gratuita. Risultato: lo Stato – il Tesoro, per la precisione – dovrĂ  correre ora ai ripari, per coprire un buco da dieci milioni di euro rinvenuto nei conti interni di Palazzo Madama.

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Numeri importanti

29 04 2008

Il mercato dei sistemi operativi sta per vivere il suo primo  sconvolgimento dopo tanto  tempo? Mentre Windows Vista arranca,  Apple Mac si dedica a un mercato di nicchia,  la moda dei PC Ultraportabili  si sta diffondendo e sono diversi milioni di questi ad esseri equipaggiati con   Linux,.

Per quanto riguarda il pinguino, diverse novità interessanti sono state recentemente annunciate. Red Hat ha recentemente dichiarato di volersi dedicare esclusivamente al mercato dei server, eliminando (per ora) i suoi progetti destinati ai desktop , l’intenzione era l’espansione nei nuovi mercati tra cui alcuni paesi come Brasile, Cina, India e Russia.

KDE ha dato ulteriori dettagli sul suo partenariato col Brasile. Alla fine del 2008, circa 36 milioni di  studenti brasiliani utilizzeranno KDE. Entro la fine del 2009, gli studenti del paese di Paulo Coelho che avranno un ambiente KDE sotto gli occhi raggiungeranno quota 52 milioni.

KDE 3,5, complerto di  KDE-Games e KDE-Edu, sono stati installati su una distribuzione Debian, questo fa parte del programma  “Linux 2.0 Educacional”, programma attuato dal governo brasiliano che mira all’ammodernamento del sistema educativo nazionale. Per essere più precisi, questi milioni di studenti avranno l’accesso a KDE attraverso 29.000 laboratori che poi diverranno  53.529 alla fine del 2009. Ogni laboratorio contiene un server  e sette computer, ognuno dei quali può essere usato da due persone. In tutto , quindici posti (2×7 + server) saranno  disponibili.  tutti saranno sotto copertura Wifi. Nella campagna, cinque persone utilizzano un unico computer, principalmente per  una questione di spazio e costo.

Fonte | MondoLinux





Lo schifo persiste #11

26 04 2008

Da “Il Giornale”

Trombati? Sì ma con il portafoglio bello gonfio. Ora passa all’incasso tutta la schiera di ex parlamentari che, per essere entrati nel Palazzo, hanno diritto a pensioni e liquidazioni d’oro. Un’inchiesta di Panorama, oggi in edicola, fa le pulci ai prossimi ex membri della «casta»: deputati e senatori non rieletti che tuttavia hanno diritto a buonuscite di tutto rispetto. Tutta colpa di una vecchia norma degli anni Ottanta. Con 20 anni di contributi, a prescindere dall’età dell’onorevole, il Parlamento scuce. Per tutta la vita.

Basta essere stati eletti prima del 2001. Ed ecco cosa viene fuori: ci sono i baby pensionati, quelli cioè che all’anagrafe hanno 50 anni o meno ma ne hanno molti di contribuzione (chi non arriva a venti può sempre riscattare i contributi mancanti ndr). Alfonso Pecoraro Scanio, 49 anni, 5 legislature alle spalle, si porterà a casa 8.836 euro lordi al mese. Interpellato, ha ammesso che «sì, è un privilegio ma lo utilizzerò anche per sostenere il volontariato ambientale».

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Lo schifo persiste.. #9

2 01 2008

Francesco Cramer per “Il Giornale”
Tanti sono gli addetti all’ufficio stampa. Un’istituzione-elefante che si mangia 235 milioni di euro l’anno. Bella forza: ha oltre duemila dipendenti tra corazzieri (297), carabinieri (254), poliziotti (213), finanzieri (77), vigili urbani (21), guardie forestali (16) da aggiungere a un esercito di consiglieri, segretari e consulenti

Il paragone con Buckingham Palace sbalordisce.

Il generale Rolando Mosca Moschini

Si prenda l’Ufficio stampa, il pool che parla con i giornalisti, che dirama le note ufficiali del capo del Stato, che spulcia i lanci d’agenzia, che lima le esternazioni del presidente. Sono in 44 sotto la guida di Pasquale Cascella, già capo ufficio stampa di Palazzo Chigi. E a dar manforte al generale Rolando Mosca Moschini, consigliere per gli affari militari e del consiglio supremo di Difesa, vuoi non mettere altre 48 persone tra ufficiali, sottufficiali, addetti alla comunicazione e difesa? Giorgio Napolitano, inoltre, necessita di un ufficio per la conservazione del patrimonio artistico; di un ufficio delle strutture sanitarie (con relativa batteria di medici civili e militari); di un consulente per l’archivio storico; di un consulente per i problemi della coesione sociale; e di uno per l’ammodernamento delle strutture.

E poi i servizi: c’è quello per il cerimoniale (26 uomini), per il personale, per i rapporti con i cittadini (qui sono in 23 a sbrigare chissà quali pratiche), per il patrimonio, per il giardino (115 tra giardinieri et similia, ma si devono occupare anche di Castelporziano e villa Rosebery a Napoli), per i sistemi informatici, per la sicurezza sul lavoro. Diciassette dipendenti si occupano esclusivamente della corrispondenza. E poi ci sono gli addetti alla biancheria, agli arazzi (ben sei restauratrici), alla cancelleria, i custodi, gli elettricisti, i falegnami, i guardaportoni, i fabbri, gli idraulici, due ben due orologiai e i tappezzieri (6). Avrà diritto all’auto blu, il presidente? Certo che sì, ci mancherebbe. E annesse alle vetture non ci possono non essere gli addetti all’autorimessa. Che sono 58.

E poi 18 addetti alla tavola (quelli per intenderci che nei pranzi ufficiali ma non solo si preoccupano che tutto sia perfetto: dall’allineamento dei bicchieri agli addobbi floreali che non devono mai avere troppo profumo per non urtare le narici degli ospiti illustri) e 14 cuochi sparsi nelle cinque cucine del Quirinale. Vige il massimo riserbo sul palato di Napolitano ma pare che sia ghiotto di pesce, che adori verdura e frutta, che divori pane. Chiaramente nulla di acquistato. Tutto fatto lì.








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